mercoledì, novembre 29, 2006
Lazio
Le varie regioni, assolutamente incapaci di gestire il federalismo, hanno iniziato a sperpera il denaro pubblico dando appalti ai propri amici e sostenitori a costi per la pubblica amministrazione ben superiori a quelli che il servizio pubblico stesso sarebbe stato in grado di fare. Risultato: la pubblica amministrazione si è impoverita di risorse umane e finanziarie, gli amici degli assessori si sono arrichiti e i contribuenti dovranno colmare il deficit.
Ora il presidente Marazzo deve prendere provvedimenti impopolari per rimediare algi errori di Storace. Quest'ultimo ha fatto una serie di favori a varie aziende locali (per approfondimenti vedere puntata Report del 12/11/06) tra questa anche quelle dell'imprenditore Lotito che poi acquistò Lazio Calcio (naturalmente si tratta di un piacere ai politici perchè il calcio è molto popolare e ha effetti in campagna elettorale). L'ex-presidente Storace, come tanti altri, ha gestito il denaro pubblico a suo piacimento e dopo la bocciatura fu promosso a ministro della Sanità così poteva continuare a gestire il denaro pubblico, questa volta di tutti gli italiani, con soliti appalti politicamente truccati.
Ritornando alla regione Lazio, Marazzo vorrebbe che il governo centrale intervenisse a colmare il deficit, che tradotto in altre parole vorrebbe dire che i soldi degli italiani vadano a coprire un sistema inefficiente e marcio. Per fortuna, per ora, il ministro Padoa Schioppa ha detto no e spero che non cambi idea. Il problema, grazie appunto al Federalismo sbadierato da tutti, è laziale e deve rimanere laziale, quindi interventi seri e strutturali dal nuovo assessore alla sanità e addizionali regionali.
Troppo facile scaricare agli altri.
lunedì, novembre 20, 2006
Domenica punitiva
E' stato deciso di bloccare totalmente le strade comunali e provinciali dei vari comuni lombardi, ma non la circolazione di autoveicoli inquinanti come EURO 4.
Posso essere d’accordo nel far circolare veicoli elettrici, ad idrogeno (tanto sono così poche che non ce ne accorgiamo nemmeno della loro esistenza) metano e gpl, ma perchè EURO 4??
Per caso le autovetture EURO 4 inquinano quanto quelle a metano? Inquinano molto meno di quelle EURO 3? Assolutamente NO.
Un automobile di grossa cilindrata EURO 4(SUV) inquina quanto, se non di più, di una seicento non EURO4, eppure può liberamente circolare.
Dopo un provvedimento di questo genere la qualità dell'aria è migliorata? ovviamente no. Non è servito a nulla se no per dimostrare che qualche iniziativa ambientale l'ha presa questo cavolo di amministrazione regionale. Gli effetti di un provvedimento di questo genere sono molteplici:
disagi ai cittadini e scarsa credibilità di qualsiasi intervento di politica ambientale, ma di effetti positivi non livediamo nè li vedremo nei prossimi giorni.
La Lombardia, come tutta Italia, ha bisogno di una seria e costruttiva politica ambientale che interessi tutto l'anno e non giorni sporadici. Ha bisongo di un blocco come targhe alterne oppure domeniche "a piedi" per tutti gli autoveicoli dato che inquinano in modo sostanzialmente uguale.
Inoltre con un certo preavviso dando in questo modo il tempo alle amministrazioni comunali per potenziare il servizio pubblico. Quello che serve, inoltre, è una cultura ambientale.
Le punizioni come quella di questa domenica (19/11) sono inefficaci.
venerdì, novembre 17, 2006
martedì, novembre 07, 2006
Elezioni regionali nel Molise
La vittoria è legata al Presidente della regione che è stato confermato con 54,01 ma, a parte lui, hanno perso tutti.
I perdenti sono tanti:
- ha perso il centro sinistra perchè non è riuscito a strappare la regione agli avversari con il candidato roberto Ruta;
- ha perso il centro destra perchè se si analizzano i dati delle elezioni regionali del 2001 la CDL ha perso 3833 voti (nel 2001 il candidato Michele Iorio prese 115.714 contro gli attuali 111.881) e tutti in Forza Italia (nel 2001 ottenne 43.573 contro gli attuali 39.610). Altri voti li hanno persi gli altri partiti della coalizione e nel 2001 c'era nella coalizione Democrazia Europea che prese 24.281 (12,8%) dei voti.
- ha perso il candidato Roberto Ruta nonostante il fatto che ha fatto guadagnare
12.157 voti al centrosinistra, insufficienti per vincere.
A questo punto la riflessione si sposta sulle possibili ragioni che hanno spinto i molisani a votare il centro destra piuttosto che il centro sinistra.
Una spiegazione del voto, almeno la mia opinione, è che la maggioranza degli elettori hanno voluto confermare il Presidente Iorio per la sua amministrazione e sono stati molto condizionati dalla legge finanziaria ma non in modo negativo. Lo so che sembra strano ma 12.157 molisani, in più delle precedenti elezioni regionali, hanno votato per il centro sinistra. come dire che i molisani sono un pò sadici. E' stato fatto sicuramente un ottimo lavoro da parte di Antonio Di Pietro perchè è riuscito a raddoppiare i suoi voti (8.852 nel 2001 contro 17.516), Mastella.
fonte www.repubblica.it
lunedì, novembre 06, 2006
SADDAM HUSSEIN
Saddam has been accused of a crime, to have killed hundreds of people in a tribunal manipulated by Americans. Why had he been processed for the homicides of Kurds?
Why had he been processed for different massacres that he ordered?
Why had west countries been processed for embargo?
Why had west countries been processed for two wars?
Who is really the criminal? And, why these days?
I don’t want to say that Saddam is innocent, absolutely, but he is not only criminal in this world. He didn’t have dangerous armies like Colin Powell said to UN, so he lied; he was supported by US in 80’s during the war against Iran, and he was not alone while massacred Kurds but there was also CIA like other with dictator (Chile, Argentina..).
It is not odd that some days before the elections in US we have this verdict so in this way republicans can have some hopeless to gain a seat.
Europe, also UK, can’t accept the death penalty because is against own history and democracy thought.
RIDICOLO O IDIOTA?
Ritengo ridicola la manifestazione perchè non ha molto senso manifestare contro il precariato nel momento in cui il governo sta lavorando contro questo male. La riduzione del IRAP, mi riferisco al cuneo fiscale, va proprio nella strada giusta, rappresenta una buona incentivazione che può permettere di trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Inoltre c’è un pacchetto di riforme che il ministro Damiano, che fu esponente della camera del lavoro, sta preparando.
Idiota per molte più ragioni:
- non è possibile pensare che una volta andati al governo sia ancora possibile manifestare contro il governo, cioè se stessi;
- non è possibile abolire la legge 30 e quella Biagi, perchè l’economia ha bisogno di flessibilità, di respirare altrimenti si continua a commettere gli stessi errori che sono stati fatti negli anni 70-80, dove le imprese investivano sulle immobilizzazioni, rendendo più rigida la struttura patrimoniale, soltanto perchè avevano un costo inferiore a quello del lavoro;
- anziché manifestare avrebbero dovuto andare a lavorare, le leggi non si cambiano in piazza, bisogna scriverle e studiarle.
Nonostante tutto il governo non è uscito malissimo e la cosa più particolare che in questa manifestazione c’erano più persone di quelle organizzate dal centro destra fino ad oggi.
venerdì, settembre 22, 2006
speech of the president Hugo Chavez, UN 09202006

i want to report a part of the speech of the president Chavez,
because i think that he is the only free president and he says what he thinks. he says with the heart and the mind.
All speech is on : http://www.abn.info.ve/go_news5.php?articulo=62631&lee=4
and not (why???) on U.N. web site
good reading (only spanish)
Sede de las Naciones Unidas, Nueva York Miércoles, 20 de septiembre de 2006 Presidenta de la LXI Asamblea General de las Naciones Unidas, Sheika Haya Rashed Al-Khalifa: En nombre de la Asamblea General tengo el honor de dar la bienvenida a las Naciones Unidas a Su Excelencia el señor Hugo Chávez Frías, presidente de la República Bolivariana de Venezuela, e invitarle a dirigirse a la Asamblea. Asistentes [aplausos]. Presidente de la República Bolivariana de Venezuela, Hugo Chávez: Señora Presidenta, excelencias, jefes de Estado, jefes de Gobierno y altos representantes de los Gobiernos del mundo: muy buenos días a todos y a todas. En primer lugar quiero invitarles con mucho respeto a quienes no hayan podido leer este libro, a que lo leamos; Noam Chomsky, uno de los más prestigiosos intelectuales de esta América y del mundo, Chomsky, uno de sus más recientes trabajos: Hegemonía o supervivencia, hegemonía o supervivencia, La estrategia imperialista de Estados Unidos. Excelente trabajo para entender lo que ha pasado en el mundo en el siglo XX, lo que hoy está pasando, y la más grande amenaza que se cierne sobre nuestro planeta: la pretensión hegemónica del imperialismo norteamericano pone en riesgo la supervivencia misma de la especie humana. Seguimos alertando sobre ese peligro y haciendo un llamado al propio pueblo de los Estados Unidos y al mundo para detener esta amenaza que es como la propia espada de Damocles. Yo pensaba leer algún capítulo, pero, por respetar el tiempo, más bien lo dejo como una recomendación. Se lee rápido. Es muy bueno, señora Presidenta. Seguramente usted lo conoce. Está publicado en inglés, en alemán, en ruso, en árabe, seguramente Asistentes [aplausos]. Presidente Chávez: Miren, yo creo que los primeros ciudadanos que deberían leer este libro son los ciudadanos hermanos y hermanas de los Estados Unidos, porque la amenaza la tienen en su propia casa; el diablo está en casa, pues. El diablo, el propio diablo está en casa. Ayer vino el diablo aquí. Asistentes [aplausos]. Presidente Chávez: Ayer estuvo el diablo aquí, en este mismo lugar. ¡Huele a azufre todavía esta mesa donde me ha tocado hablar! Ayer, señoras, señores, desde esta misma tribuna el señor Presidente de los Estados Unidos, a quien yo llamo «el diablo», vino aquí hablando como dueño del mundo, como dueño del mundo. Un psiquiatra no estaría demás para analizar el discurso de ayer del Presidente de los Estados Unidos. Como vocero del imperialismo vino a dar sus recetas para tratar de mantener el actual esquema de dominación, de explotación y de saqueo a los pueblos del mundo. Para una película de Alfred Hitchcock estaría buena; incluso yo propondría un título: «La receta del diablo». Es decir, el imperialismo norteamericano —y aquí lo dice Chomsky con una claridad meridiana y profunda— está haciendo desesperados esfuerzos por consolidar su sistema hegemónico de dominación. Nosotros no podemos permitir que eso ocurra, no podemos permitir que se instale la dictadura mundial; que se consolide, pues, que se consolide la dictadura mundial. El discurso del Presidente-tirano mundial, lleno de cinismo, lleno de hipocresía, es la hipocresía imperial, el intento de controlar todo. Ellos quieren imponernos el modelo democrático como lo conciben: la falsa democracia de las élites. Y además un modelo democrático muy original: ¡impuesto a bombazos, a bombardeos y a punta de invasiones y de cañonazos! ¡Vaya qué democracia! Habría que revisar las tesis de Aristóteles, ¿no? Y de los primeros que hablaron por allá en Grecia, de la democracia, a ver qué modelo de democracia es ése, el que se impone a punta de marines, de invasiones, de agresiones y de bombas. Dice el Presidente de los Estados Unidos ayer, en esta misma sala, lo siguiente: «Hacia dondequiera que usted mira, oye a extremistas que le dicen que puede escapar de la miseria y recuperar su dignidad a través de la violencia, el terror y el martirio». ¡Dondequiera que él mira ve a extremistas! Yo estoy seguro de que te ve a ti, hermano, con ese color, y cree que eres un extremista. Con este color, Evo Morales —que vino ayer, el digno presidente de Bolivia— es un extremista. Por todos lados ven extremistas los imperialistas. No, no es que somos extremistas; lo que pasa es que el mundo está despertando y por todos lados insurgimos los pueblos. Yo tengo la impresión, señor dictador imperialista, de que usted va a vivir el resto de sus días con una pesadilla, porque por dondequiera que vea, vamos a surgir nosotros, los que insurgimos contra el imperialismo norteamericano, los que clamamos por la libertad plena del mundo, por la igualdad de los pueblos, por el respeto a la soberanía de las naciones. Sí, nos llaman extremistas, insurgimos contra el imperio, insurgimos contra el modelo de dominación. Luego, el señor Presidente vino a hablarles, así lo dijo: «Hoy quiero hablarles directamente a las poblaciones del Oriente Medio, mi país desea la paz...». Esto es cierto. Si nosotros nos vamos por la calles del Bronx, si nosotros nos vamos por las calles de Nueva York, de Washington, de San Diego, de California, de cualquier ciudad, de San Antonio, de San Francisco y le preguntamos a la gente en las calles, a los ciudadanos estadounidenses. Este país quiere la paz. La diferencia está en que el Gobierno de este país, de Estados Unidos, no quiere la paz, quiere imponernos su modelo de explotación y de saqueo, y su hegemonía a punta de guerras. Ésa es la pequeña diferencia, quiere la paz, ¿y qué está pasando en Irak?, ¿y qué ha pasado en el Líbano y en Palestina?, ¿y qué ha pasado en 100 años, pues, en América Latina y en el mundo? Y ahora las amenazas contra Venezuela, nuevas amenazas contra Venezuela, nuevas amenazas contra Irán… Le habló al pueblo del Líbano: «Muchos de ustedes han visto cómo sus hogares y sus comunidades quedaron atrapadas en el fuego cruzado». ¡Vaya qué cinismo!, ¡vaya qué capacidad para mentir descaradamente ante el mundo! Las bombas en Beirut, lanzadas con precisión milimétrica, ¿son fuego cruzado? Creo que el Presidente está pensando en las películas del Oeste, cuando se disparaba desde la cintura y alguien quedaba atravesado en el fuego cruzado. ¡Fuego imperialista, fuego fascista, fuego asesino y fuego genocida, el del imperio y el de Israel contra el pueblo inocente de Palestina y el pueblo del Líbano! ¡Ésa es la verdad!, ahora dicen que sufren, que estamos sufriendo porque vemos sus hogares destruidos. En fin, el Presidente de los Estados Unidos vino a hablarles a los pueblos, vino a decir, además —yo traje, señora Presidenta, unos documentos, porque estuve esta madrugada viendo algunos discursos y actualizando mis palabras—, le habló al pueblo de Afganistán, al pueblo del Líbano: “Al pueblo de Irán le digo…, al pueblo del Líbano le digo…, al pueblo de Afganistán le digo…”. Bueno, uno se pregunta: así como el Presidente de los Estados Unidos le dice “le digo…” a esos pueblos, ¿qué le dirían esos pueblos a él, si esos pueblos pudieran hablar?, ¿qué le dirían? Yo se los voy a recoger porque conozco a la mayor parte del alma de esos pueblos, los pueblos del Sur, los pueblos atropellados. Dirían: “Imperio yankee go home”, ése sería el grito que brotaría por todas partes si los pueblos del mundo pudieran hablarle a una sola voz al imperio de los Estados Unidos.
.....continue on http://www.abn.info.ve/go_news5.php?articulo=62631&lee=4
All speech is on : http://www.abn.info.ve/go_news5.php?articulo=62631&lee=4
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lunedì, settembre 18, 2006
Ricatti islamici
non possiamo vivere con la paura di essere attaccati dai terroristi perchè qualcuno dice qualcosa che poi viene fraintesa, e mi riferisco al caso di questi ultimi giorni in merito al discorso del papa Ratzinger in Germania.
i terroristi islamici non possono ogni volta che qualcuno in occidente dice qualcosa anche di non offensivo, come in questo caso, incominciare a ricattare con attacchi e in questo caso proprio Roma.
va bene essere tolleranti ma tutto ha un limite.
le parole del papa non possono ritenersi offensive tanto meno la scintilla per una guerra santa. non so se si tratta di una vera provocazione oppure si tratta di manimopolazione dell'informazione. La pubblicazione di alcune provocazione su un sito web di Mujahidin devono, a mio parere, essere prese con le pinze perchè chiunque puo' averle scritte anche il primo deficente che ha accesso alla rete. inoltre credo che si può, in alcuni casi, evitare di pubblicare e diffondere notizie di questo genere. non si tratterebbe di una censura vera e propria bensì di un modo poco diplomatico per alleviare gli scontri e un modo per non fomentare l'odio.
Papa Ratzinger
INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DELLA SCIENZA
DISCORSO DEL SANTO PADRE
Aula Magna dell’Università di RegensburgMartedì, 12 settembre 2006
Fede, ragione e università.Ricordi e riflessioni.
Eminenze, Magnificenze, Eccellenze,Illustri Signori, gentili Signore!
È per me un momento emozionante trovarmi ancora una volta nell'università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l'Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all'università di Bonn. Era – nel 1959 – ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c'era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c'era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell'intera università, rendendo così possibile un’esperienza di universitas – una cosa a cui anche Lei, Magnifico Rettore, ha accennato poco fa – l’esperienza, cioè del fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell'unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione – questo fatto diventava esperienza viva. L'università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch'esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del "tutto" dell'universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c'era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva – di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell'insieme dell'università, era una convinzione indiscussa.
Tutto ciò mi tornò in mente, quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Münster) del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d'inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Fu poi presumibilmente l'imperatore stesso ad annotare, durante l'assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402, questo dialogo; si spiega così perché i suoi ragionamenti siano riportati in modo molto più dettagliato che non quelli del suo interlocutore persiano. Il dialogo si estende su tutto l'ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull'immagine di Dio e dell'uomo, ma necessariamente anche sempre di nuovo sulla relazione tra le – come si diceva – tre "Leggi" o tre "ordini di vita": Antico Testamento – Nuovo Testamento – Corano. Di ciò non intendo parlare ora in questa lezione; vorrei toccare solo un argomento – piuttosto marginale nella struttura dell’intero dialogo – che, nel contesto del tema "fede e ragione", mi ha affascinato e che mi servirà come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema.
continua ..........
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html
venerdì, settembre 15, 2006
Oriana Fallaci
Durante la seconda guerra mondiale si unì al movimento clandestino della Resistenza Giustizia e Libertà vivendo in prima persona i drammi della guerra: nel corso dell'occupazione di Firenze da parte dei nazisti, il padre Edoardo fu catturato e torturato, ed in seguito rilasciato. Per il suo attivismo durante la guerra ha ricevuto un riconoscimento d'onore dall'Esercito Italiano.
Dopo aver seguito come corrispondente di guerra alcuni tra i più importanti conflitti del secolo scorso, dal Vietnam al Medio Oriente, la Fallaci si è dedicata prevalentemente all'attività di scrittrice.
A quest'attività di reporter hanno fatto seguito le interviste a importanti personalità della politica, le analisi dei fatti principali della cronaca e dei temi contemporanei più rilevanti. Tra i personaggi intervistati dalla Fallaci: Nguyen Cao Ky, Yasser Arafat, Mohammad Reza Pahlavi, Henry Kissinger, Walter Cronkite, Indira Gandhi, Golda Meir, Nguyen Van Thieu, Zulfikar Ali Bhutto, Willy Brandt, l'Ayatollah Khomeini, e Muammar Gheddafi. Consegnandole la laurea ad honorem in letteratura, il rettore del Columbia College di Chicago la definì uno degli autori più letti ed amati del mondo. Ha scritto e collaborato per numerosi giornali e periodici, tra cui: New Republic, New York Times Magazine, Life, Le Nouvelle Observateur, The Washington Post, Look, Der Stern, e Corriere della sera.
Oriana Fallaci vive oggi a New York, nell'Upper East Side di Manhattan. Da molti anni lotta contro il cancro da lei definito "L'Alieno".
Con i suoi recenti libri e articoli sulle tematiche dell'11 settembre, che hanno suscitato sia interesse che contestazioni nel mondo politico e nell'opinione pubblica, la scrittrice si colloca ideologicamente in una posizione che lei definisce di «difesa della cultura occidentale», in netta contrapposizione al fondamentalismo islamico. Secondo altri, le sue posizioni sono invece controproducenti per la stessa cultura occidentale, in quanto riducono lo scontro culturale ad uno scontro adialettico e "violento" (si vedano, per esempio, ma non solo, le affermazioni di Oriana Fallaci relativamente alla moschea a Colle Val d'Elsa) e quindi non proprio alla tradizione della cultura occidentale.
Sempre in tempi recenti, si è schierata contro l'eutanasia nel caso di Terri Schiavo, presentando le sue posizioni con un articolo apparso su Il Foglio, e contro il referendum abrogativo della legge sulla procreazione medicalmente assistita, con un articolo pubblicato dal Corriere della sera.
Dopo aver espresso per tutta la vita opinioni anticlericali negli ultimi anni si è avvicinata alla Chiesa cattolica. Pubblicamente ha dichiarato la sua ammirazione verso papa Benedetto XVI, che l'ha ricevuta a Castel Gandolfo in udienza privata il 27 agosto 2005. La notizia è stata resa pubblica solamente tre giorni dopo l'incontro mentre i contenuti del colloquio non sono mai stati resi noti.
Nel marzo 2005 il quotidiano Libero ha lanciato una raccolta di firme affinché il Presidente della Repubblica conferisca alla Fallaci il titolo di senatore a vita. Sono state raccolte oltre 75.000 firme.
Muore la notte tra il 14 e il 15 settembre 2006 per il suo cancro a New York.
www.wikipedia.it
mercoledì, settembre 13, 2006
Telecom – TIM
Questa operazione dimostra che il management non ha le idee molto chiare in merito al piano industriale del colosso telefonico, stanno facendo un passo indietro a confronto quello fatto lo scorso anno, cancellandone gli effetti e si vogliono buttare su un settore incerto e ad oggi poco chiaro.

Ritengo che un comportamento, quello di Tronchetti Provera, tropo rapido e pericoloso. Rapido perchè in giro di pochi giorni sta smantellando Telecom Italia con dei progetti surreali, e pericoloso perchè c’è il rischio che vada in mano a stranieri (timore dimostrato anche dal presidente di Confindustria) facendo perdere al nostro paese un polo strategico ad alto contenuto tecnologico.

Il governo ha già dimostrato la propria indignazione nei confronti di tale strategia, più per ragioni legate alla mancata comunicazione del piano che di merito sul medesimo.
Secondo Pompei (d. g. di Tiscali) la creazione di una “media company” non è strategicamente conveniente perchè non si tratta di un mercato in forte espansione o comunque non si tratta di un mercato ad alta redditività (però lui sta nella concorrenza). L’attuale “media company” – il portale Rosso Alice – fattura appena 12 milioni all’anno, non si tratta di una cifra elevatissima. Inoltre bisogna considerare che gli italiani non sono maniaci di internet e considero molto rischioso investire in modo rilevante in un settore ancora acerbo, non è il massimo vedere, in abbonamento, film sul proprio pc, a meno che non ci cambiano lo stile di vita.
Intanto i sindacati sono preoccupati e sono in agitazione, temono la svendita delle attività produttive e dei lavoratori
martedì, settembre 12, 2006
Bush, the idiot
Poor stupid. Forget that the world is not calm. Attack terrorist became in Europe (Madrid – London) and there are more wars (Middle east, Iraq, Afghanistan)than before without an end. Every day people die without a reason, but only the imperialism policy of neo-cons.
White House would take in consideration that the democracy means also respect and not only wins the election and military store clerks or impose their concept of democracy.
US Gov. would consider that its democracy is false, is made of money and not spirit and it would not export or impose with force in other countries that have their culture and traditions and this countries are fighting against western with American shotguns.
He came New York, Pennsylvania and the Pentagon to honor victims of the attacks but forget the victims of his terrorism because we don’t forget the guys and civilians killed by the “friends fire”. We cant’ forget that the world are collapsing thanks to this idiot. In this way the media talks about the crisis and terrorism and not focus on economic problems.
Bush said Islamic radicals are trying to build an empire "where women are prisoners in their homes, men are beaten for missing prayer meetings and terrorists have a safe haven to plan and launch attacks on America and other civilized nations." In other words he invented a new enemy like communism, where in a part there are good and then the bad , who think in different way and have other religion. He is also false Christian.
In five years he haven’t caught Bin Laden and he destroyed credibility that UN could have in the world.
Maybe one day he and his friends would go to the hell.
It has been a failure!!!
martedì, agosto 22, 2006
Interventismo nostrano
Non si rende conto che invece è un tranello internazionale dal quale il nostro Paese non è in grado di uscire bene, ma soprattutto nessun paese è in grado di uscire da una situazione di questo genere.
Infatti la Francia ha fatto una marcia indietro disimpegnandosi e la stessa cosa ha fatto la Germania.
L’Italia, spinta come sempre da una enorme irrazionalità vuole essere in prima linea senza domandarsi perchè gli altri paesi fanno il contrario.
Il medio oriente, oltre ad essere instabile, presenta un enorme pericolo per i nostri militari e anche per il nostro paese in termini di credibilità e di visibilità, soprattutto con una maggioranza così rosicchiata, oggi ci può essere il sostegno ma domani la sinistra radicale e qualche demcristiano fanno cadere il governo oppure faranno i soliti giochetti di ricatto o usciranno dall’aula del parlamento quando discuteranno o dovranno votare in merito agli impegni di politica internazionale.
Bisogna considerare che la forza militare internazionale che andrebbe a sostituire l’inefficace UNIFIL, già presente da diversi anni, si troverà contro i terroristi Hezbollah, militari - terroristi israeliani, l’esercito libanese, che non sa che pesci pigliare, e la popolazione civile.
Inoltre gli israeliani continueranno a fare quello che vorranno e non vorranno alcun intervento e contrasto alla loro politica, anche perchè continueranno a “lavorare” sotto il protettorato degli stati uniti.
Quindi oltre a fare la parte dei deficienti, perchè avremo le mani legate, si svilupperanno odi e contrasti con il mondo arabo. Insomma una gran bella figura di merda internazionale. Sarebbe più opportuno per Prodi pensarci ancora un po’ prima di entrare in un vicolo cieco.
mercoledì, agosto 02, 2006
Bologna 2 Agosto 1980

Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. (testimonianze di Biacchesi e da "Il giorno")La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.Maria Fresu si trovava nella sala della bomba con la figlia Angela di tre anni. Stavano partendo con due amiche per una breve vacanza sul lago di Garda. Il corpicino della piccola, la più giovane delle vittime, venne ritrovato subito. Solo il 29 dicembre furono riconosciuti i resti della madre.Marina Trolese, 16 anni, venne ricoverata all'ospedale Maggiore, il corpo devastato dalle ustioni. Con la sorella Chiara, 15 anni, era in partenza per l'Inghilterra. Le avevano accompagnate il fratello Andrea, e la madre Anna Maria Salvagnini. Il corpo di quest'ultima venne ritrovato dopo ore di scavo tra le macerie. Andrea e Chiara portano ancora sul corpo e nell'anima i segni dello scoppio. Marina morì dieci giorni dopo l'esplosione tra atroci sofferenze.Torquato Secci, impiegato alla Snia di Terni, venne allertato dalla telefonata di un amico del figlio Sergio, Ferruccio, che si trovava a Verona. Sergio lo aveva informato che a causa del ritardo del treno sul quale viaggiava, proveniente dalla Toscana, aveva perso una coincidenza a Bologna e aveva dovuto aspettare il treno successivo.Poi non ne aveva più saputo nulla.Solo il giorno successivo, telefonando all'Ufficio assistenza del Comune di Bologna, Secci scoprì che suo figlio era ricoverato al reparto Rianimazione dell'ospedale Maggiore."Mi venne incontro un giovane medico, che con molta calma cercò di prepararmi alla visione che da lì a poco mi avrebbe fatto inorridire", ha scritto Secci, "la visione era talmente brutale e agghiacciante che mi lasciò senza fiato. Solo dopo un po' mi ripresi e riuscii a dire solo poche e incoraggianti parole accolte da Sergio con l'evidente, espressa consapevolezza di chi, purtroppo teme di non poter subire le conseguenze di tutte le menomazioni e lacerazioni che tanto erano evidenti sul suo corpo".Nel 1981 Torquato Secci diventò presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti.I vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie.Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.Incontrando i giornalisti Pertini non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse,"siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".Ancora prima dei funerali, fissati per il 6 agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza delle immediate reazioni della città.Il giorno fissato per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano in piazza rabbia e dolore.Solo 7 vittime ebbero il funerale di stato.Il 17 agosto "l'Espresso" uscì con un numero speciale sulla strage.In copertina un quadro a cui Guttuso ha dato lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: "Il sonno della ragione genera mostri".Guttuso ha solo aggiunto una data: 2 agosto 1980.Cominciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.
articolo tratto da
http://www.stragi.it/index.php
martedì, agosto 01, 2006
Fidel Castro 01/08/06

Il dittatore Fidel Castro ha lasciato temporaneamente il potere al fratello Raul e questo dimostra la gravità della malattia. Un problema all’intestino molto pericoloso per la sua vita.
È’ dal 1959 che non lascia il potere nemmeno per un giorno, quindi questa volta è molto grave soprattutto perchè ha 80 anni e i tempi di recupero sono diversi confronto a quelli di un ragazzo di 20.
C’è chi spera che sia un passaggio di consegna perchè la morte potrebbe far cambiare le strategie politiche di molti paesi dell’america latina, in particolare Venezuela e Brasile.
Il sistema castrista crollerebbe subito con la morte del lider maximo, come gli altri sistemi comunisti il paese è incentrato sulla persona, sul leader. Con la sua morte cesserebbe di esistere anche l’ultimo baluardo del comunismo. Uno stato che in modo assolutamente straordinario è fermo da oltre 40 anni.
Non c’è stata una vera evoluzione democratica e manca ancora la libertà d’espressione – comunque non è l’unico paese americano dove manca, perchè è assente anche in molti altri paesi americani controllati dagli USA.
Le ultime parole del lider maximo sono state:
"Chiedo al Comitato centrale del Partito e alla Assemblea nazionale che appoggino fermamente questo proclama. Non ho il minimo dubbio che il nostro popolo e la nostra rivoluzione lotteranno fino all'ultima goccia di sangue per difendere queste ed altre idee e misure che siano necessarie per salvaguardare questo processo storico". "L'imperialismo - ha concluso - non potrà mai schiacciare Cuba".
Nella speranza che veramente l’imperialismo non schiacci un paradiso come Cuba – e che i paesi europei si sveglino da questa dittatura mediatica filo americana e filo comunista – auguro che si riprenda e che come prima cosa faccia un’amnistia a favore dei prigionieri politici.
Israel to destroy
Hebrews continue to kill civil people, mostly children and UE doesn’t do anything, also because the bastard American want a war in Middle East, without a directed participation.
US stay to see during this situation, where children in Qana dying and continue to finance this genocide.
Yes, it is a genocide, because Lebanon people died are over 700 and also in this case USA are helping the criminals.
UN are trying to do something but, again, USA don’t want to collaborate to creating and diffuse the peace. Supporting Israel, Bush doesn’t send men in camp, and doesn’t want to get into another Iraq, without exit door.
Than Qana, public opinion asked 48 hours of ceasefire, but this criminals don’t want to grant.
We can accept again this situation, civil people died,
Israel Prime Minister Olmert said Lebanon attack is Existential to protect Irael. "Existential" threats do not absolve Israel of the responsibility to comply with international law. Carrying out these kinds of policies is clearly an 'existential' threat to innocent civilians
Hezbollah threatened to retaliate, saying that "this horrific massacre [at Qana] will not go without a response, naturally, so other civilians will die.
venerdì, luglio 28, 2006
Indulto
La maggioranza richiesta era di 420 voti e senza grandi problemi forza italia ha votato a favore, invece senza alcuna dignità i DS hanno votato compatti per questa legge “salva delinquenti”.
Il problema delle carceri si risolve costruendo nuove carceri e non liberando delinquenti di ogni genere dagli criminali comuni, come scippatori, ladri, ma anche assassini.
Un maggioranza di governo che per cinque anni ha criticato il governo Berlusconi per aver fatto leggi che non punivano coloro che commettevano reati finanziari e falso bilancio, ora il ministro Mastella e i DS hanno votato una legge per alleggerire la pena di personaggi come Tanzi, Cragnotti e Ricucci.
Con quale coraggio adesso esponenti del centro sinistra, che dicono di essere un governo serio, si presentano al popolo che non solo stanno mandando in liberta 12000 delinquenti ma anche personaggi che fino a ieri attacavano. Con quale coraggio metteranno piede a Locri e in altre città del Sud Italia dove la mafia ne fa da regina.
Nemmeno Berlusconi era riuscito a fare una cosa così riprovevole.
L’indulto prevede una diminuzione di tre anni delle pene comminate a tutti i responsabili di reato salvo alcune categorie ritenute di particolare gravità. I reati esclusi dall'indulto sono nel disegno di legge Mastella quelli di natura mafiosa, quelli riguardanti la pedofilia e i reati di terrorismo interno e internazionale. In tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Invece nel provvedimento Mastella - e per la prima volta nella nostra legislazione - questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento.
Un’altra macchia nera per il governo Prodi.
mercoledì, luglio 19, 2006
Lebanon destroyed, maybe
31 Lebanese killed for air raids today and in two weeks 280 civil died without reasons; because if we consider that two military prisoners is the reason we mistake. Two captured prisoners, until alive, are not like 280 civil.
US Gov. doesn’t manage this critical situation and supports Israel, it had given Israel a green light to continue bombing Lebanon until Hisbullah’s infrastructure has been destroyed without considering children.
Till US gov. is pro-Israel and anti-democracy will not finish the war in the middle east and will continue to exist a country occupying the territories.
I think that middle east problem exists until Israel exists. Hebrew should be bombarded like Iraq because there aren’t difference between two countries and from two dictatorial policy.
liberalizzazioni_1
Il presidente Prodi avrebbe detto proprio ieri (18/7/6) di non cedere ad alcuna pressione per evitare che il decreto venga svuotato dalle sue idee liberiste che poi per l’Italia sarebbero rivoluzionarie.
Il problema dell’aver ceduto alla categoria dei tassisti è che si tratta di un precedente che potrebbe stimolare la categoria dei farmacisti, proprio oggi in sciopero, e avvocati che sono ormai in sciopero da qualche giorno.
Se tutte le categorie si mettono a protestare contro il libero mercato e vengono sostenute da una parte della destra populista questo decreto rischia di essere modificato troppe volte e non prenderanno mai il via le vere liberalizzazioni tanto richieste da tutte le parti sociali, ma soprattutto dai cittadini.
Il ministro Bersani ha dichiarato:
"Io non canto vittoria per me va bene il pareggio, soprattutto se, come in questo so, ci
guadagna il cittadino. Abbiamo ottenuto che i comuni possano mettere più taxi
a girare, che era il nostro scopo".
Non ritengo che si tratti di un vero pareggio, perchè il ministro ha ceduto alla richiesta di eliminare le doppie targhe e il cumulo di licenze, facendo venir a meno le società dei tassisti, che creerebbe una vera e forte concorrenza . L’unico lato positivo che i sindaci di Milano e Roma hanno già dichiarato che entro la fine del mese di luglio verranno rilasciate nuove licenze - sempre se non ci saranno altre ribellioni.
lunedì, luglio 10, 2006
we are the champions

abbiamo vinto il quarto mondiale.
è la rivincita del calcio italiano dopo i recenti scandali e la rivincita nei confronti della francia dopo la sconfitta agli europei dove Trezeguet segnò il golden goal e proprio ieri ha sbagliato il rigore.
rivincita ai rigori dopo il mondiale del 1994 dove perdemmo contor il brasile.
una rivincita nei confronti di tutti che non credevano nella squadra italiana, allenatore e all'intero paese.
FORZA AZZURRI!!!!!!!!
VIVA L'ITALIA!!!!!!!!!!!!!!
sabato, giugno 03, 2006
Il giorno dopo
Quella parte della sinistra più bigotta che si spaccia per pacifista non si rende conto che la maggioranza del paese non pensa come lei e che vuole dare vita ad una splendida festa della repubblica e i loro ideali utopistici non possono avere la priorità in questo paese.
La sinistra radicale può manifestare e dire quello che vuole, ma, ritengo che non può togliere agli italiani una manifestazione simbolica.
Essere pacifisti non vuol dire essere contrari alla festa della repubblica o comunque contrari alla presenza di un esercito, essere pacifisti vuol dire che il proprio esercito lavori per la pace e per farlo deve avere il sostegno della propria gente. Ieri, invece, si è voluto dimostrare che da una parte c’erano i bravi ragazzi con le bandiere della pace (invece hanno causato più problemi che altro, come a Milano e a Venezia) e i cattivi dall’altra parte.
Non si può trascurare il comportamento contraddittorio e ipocrita del presidente della camera Fausto Bertinotti. Ha riconosciuto di esser andato alla manifestazione istituzionale del due giugno in quanto obbligato dal ruolo che svolge, ma lui avrebbe preferito essere nella contromanifestazione; in pratica ha rinnegato una parte dell’Italia.
Per il centrosinistra questa giornata rappresenta l’ennesima giornata da dimenticare.
martedì, maggio 30, 2006
La Sicilia non vuole cambiare
E' stato confermato Salvatore Cuffaro che negli anni non ha fatto niente di straordinario per la regione se non gli interessi delle solite persone. Un candidato e un presidente con legami alla mafia siciliana e che per paura di andare in carcere si è candidato in europa, parlamento italiano, tutto per ottenere l'incolumità parlamentare e naturalmente a scapito del lavoro in regione.
Si tratta soltanto di un'opinione personale ma di solito la mafia ha forti collegamenti con i politici e in questa occasione non poteva sicuramente legare con l'antimafia per eccelenza Rita Borsellino.
Con questo non voglio dire che abbia vinto solo con il sostegno della mafia, ma anche con il voto di molti siciliani masochisti che vogliono continuare a vivere in una regione con quelle problematiche e che temono il rinnovamento o soltanto il cambiamento, incluso la lotta alla mafia.
venerdì, maggio 12, 2006
Mafia vs antimafia
Proprio in Sicila ci sono due candidati particolari: Rita Borsellino e Totò Cuffaro. Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino, è la candidata del centrosinistra ed è anche vicepresidente dell'associazione Libera, la più importante associazione antimafia in Italia; simboleggia non soltanto una coalizione politica, ma anche l'antimafia.
Dall'altra parte abbiamo Totò Cuffaro, esponente del centrodesstra ed esattamente del UDC e a differenza della Borsellino, è indagato per mafia e governa già da 5 anni la regione Sicilia.
Mentre la prima non ha esperienza politca, lo zio Totò ce l'ha, e proprio alle scorse elezioni politiche si è candidato come capolista del centrodesctra nella regione, portando diversi voti alla casa delle libertà. I suoi legami con la mafia sono incerti, ma se si pensa che in Sicilia la mafia è particolarmente forte ed è la mafia che sostiene la politica è facile arrivare a delle conclusioni.
Certo la Costituzione Italiana include il principio della presunzione d'innocenza, ma non siamo stupidi.
Se in una regione dove la mafia è presente e comanda sicuramente sarà più forte la presunzione di colpevolezza; comunque dall'altra parte c'è una candidata dell'antimafia forte e determinata e in se dovesse governare, sicuramente lo farà nell'interesse dei siciliani, degli italiani e sempre nel ricordo di Paolo.







