domenica, dicembre 18, 2016

Yahoo AVVISO DI VIOLAZIONE DEI DATI PERSONALI

Riporto qui di seguito la email di Yahoo in merito alla violazione dei dati personali che c'è stata e che solo adesso, nel 2016, avvisano gli utenti che i dati sono stati rubati.
Una ragione in più per non fidarsi di Yahoo, ma anche di altri provider.




AVVISO DI VIOLAZIONE DEI DATI PERSONALI
 
Gentile utente Yahoo, 

Ti scriviamo per informarti di un problema relativo alla sicurezza dei dati che potrebbe riguardare il tuo account Yahoo. Abbiamo adottato una serie di misure per mettere al sicuro l'account e stiamo lavorando in stretta collaborazione con le forze dell'ordine. 

Che cosa è successo? 

Nel novembre 2016, le forze dell'ordine hanno fornito a Yahoo file di dati che una terza parte ha dichiarato trattarsi di dati di utenti Yahoo. Abbiamo analizzato tali dati con l'aiuto di esperti esterni di scienze forensi ed effettivamente sembrano essere dati di utenti Yahoo. Sulla base di un'ulteriore analisi condotta dagli esperti in questione, riteniamo che, nel mese di agosto 2013, una terza parte non autorizzata abbia sottratto dati associati a un notevole numero di account utente, compreso il tuo. Non ci è stato possibile identificare l'intrusione associata a questo furto. Tuttavia, riteniamo con buona probabilità che questa violazione della sicurezza sia diversa da quella annunciata il 22 settembre 2016. 

Quali dati sono stati interessati? 

I dati degli account utente rubati potrebbero includere nomi, indirizzi email, numeri di telefono, date di nascita, password con hash (tramite MD5) e, in alcuni casi, domande e risposte di sicurezza crittografate o non crittografate. È possibile che non tutti questi dati fossero presenti nel tuo account. L'indagine indica che i dati sottratti non includevano password non crittografate, dati relativi a carte di pagamento o dati dei conti correnti. I dati relativi a carte di pagamento e conti correnti non sono archiviati nel sistema che riteniamo interessato dalla violazione alla sicurezza. 

Che cosa stiamo facendo 

Stiamo adottando alcune misure per proteggere i nostri utenti: 
  • Stiamo richiedendo agli utenti potenzialmente interessati di modificare le proprie password.
  • Abbiamo reso nulle le domande e le risposte di sicurezza non crittografate affinché non possano essere utilizzate per accedere a un account.
  • Miglioriamo continuamente le nostre misure di sicurezza e i sistemi che rilevano e prevengono l'accesso non autorizzato agli account degli utenti.
Che cosa puoi fare 

Ti consigliamo di mettere in atto i seguenti consigli per la sicurezza: 
  • Modifica le tue password e le tue domande e risposte di sicurezza per tutti gli altri account in cui hai utilizzato dati uguali o simili a quelli usati per l'account Yahoo.
  • Verifica la presenza di attività sospette in tutti i tuoi account.
  • Fai attenzione a comunicazioni indesiderate in cui ti vengono richieste informazioni personali oppure che indirizzano a una pagina web in cui ti vengono chiesti dati personali.
  • Evita di cliccare su link o di scaricare allegati da email sospette.
Inoltre, valuta la possibilità di utilizzare la Chiave account Yahoo, uno strumento di autenticazione semplice che elimina del tutto la necessità di usare una password su Yahoo. 

Per ulteriori informazioni 

Per ulteriori informazioni sul problema in questione e sulle nostre risorse di sicurezza, consulta la pagina con le domande frequenti sui problemi di sicurezza degli account Yahoo, disponibile all'indirizzo https://help.yahoo.com/kb/index?locale=it_IT&page=content&y=PROD_ACCT&id=SLN27925&actp=productlink.

Proteggere i tuoi dati è per noi una priorità e, pertanto, ci impegniamo continuamente per migliorare le nostre difese. 

Cordiali saluti, 

Bob Lord 
Chief Information Security Officer 
Yahoo 

domenica, dicembre 04, 2016

Referendum Costituzionale del 04/12/16

Oggi il popolo italiano è chiamato a decidere se accettare la riforma costituzionale frutto del Governo Renzi, fatta con Boschi e Verdini, e che in parte ricalca la riforma costituzionale proposta qualche anno fa da Berlusconi.

In altri post (La Riforma Costituzionale in sintesi e in Prime riflessioni sulla Riforma Costituzionale) avevo già espresso le mie critiche su come si è voluta cambiare la Costituzione.
Ora sono ancora convinto che la riforma non è la riforma che il nostro Paese merita e soprattutto non da parte di questo gruppo dirigente politico. Ci sono troppi problemi e persone sbagliate per poter riconoscere un potere così elevato al capo del Governo e il Paese ha ancora bisogno di un Senato per poter controllare l'operato del Governo.

Oltre a tali necessità istituzionali, la campagna del Governo e del Partito Democratico (o almeno di una parte di esso) a favore del SI si è dimostrato assolutamente populista e demagogico.
Ha nascosto i vari problemi del Paese raccontando che la riduzione del numero dei senatori e del CNEL siano sufficienti a rilanciare l'economia italiana. Niente di più falso anche perché i costi del CNEL, se dovesse essere chiuso, sarebbero distribuiti ai vari ministeri in quanto nessuno verrebbe licenziato. Per quanto riguarda il Senato, nel suo complesso, quindi sia la riduzione del numero dei membri e la composizione dello stesso, non porterebbe nessun beneficio economico consistente; inoltre se proprio la politica vuole risparmiare, lo può fare da subito attraverso cambiamenti dei regolamenti delle due Camere e senza populistiche iniziative direttamente sulla Costituzione.

Infine altri due punti che trovo inaccettabili: l'abolizione del diritto di voto del Senato, come già avvenuto per le Province, e far credere che tale riforma porterà vantaggi economici.
Il diritto di voto non si deve assolutamente toccare, piuttosto si abolisce il Senato, ma non la partecipazione e la democrazia.
Il nostro Paese ha forti problemi economici in quanto, anche questo Governo, non ha una politica economica strutturale e per vincere anche queste elezioni si sta regalando soldi per comprare il consenso elettorale.
Non credo assolutamente che il nostro Paese meriti una riforma e un modo di fare politica in questo modo.

martedì, ottobre 18, 2016

Riforma Costituzionale e la nomina dei senatori

Settimana dopo settimana rimango sempre più nella mia posizione nei confronti del referendum costituzionale. 
Sono diversi i motivi che mi spingono a rimanere contrario, e per i quali sono sempre più convinto della volontà implicita della riforma di smembrare le istituzioni e la democrazia.

Come avevo anche affrontato in un altro post, la riforma viene venduta con slogan accattivanti e con il messaggio puro di voler riformare il Paese, quando in realtà si vuole dare una soluzione populista e, nascondendo i veri effetti della riforma, si vuol far credere che tutto andrà bene. 
Quindi il primo tema che mi vede contrario è proprio la proposta populista che tale maggioranza, espressione del governo più che del PD vuole introdurre.

La seconda ragione del mio dissenso è proprio legato al contenuto della riforma, in particolar modo alla volontà di togliere lentamente la democrazia, togliendo il diritto di voto delle Province, già fatto con la riforma Delrio e, fatta passare come l’abolizione delle medesime, e togliendo il diritto di voto per il Senato. 

A distanza di quasi due anni le Province esistono ancora e i costi sono ancora gli stessi, se non per una riduzione del numero dei consiglieri provinciali. 
Se per risparmiare due soldi, perché alla fine di pochi soldi pubblici stiamo parlando, dobbiamo rinunciare al diritto di voto, onestamente dico no anche alla riforma Delrio. 

In merito al Senato il presupposto è lo stesso. Sono assolutamente critico nei confronti dell’abolizione del diritto di voto per i membri del Senato. Una cosa che non posso accettare e, che non dovrebbe nemmeno partire dal Partito Democratico. 

Un vero passo indietro che non è tollerabile per coloro che credono e hanno creduto nella Costituzione, nella lotta per la democrazia da parte dei Partigiani e dei lavoratori che hanno partecipato alla costruzione e allo sviluppo della democrazia negli ultimi 60 anni.

Durante la campagna elettorale si vuole far credere che i problemi dell’Italia sono legati al bicameralismo e, con la riforma, si avrebbe una Camera che farebbe le leggi. 
Come slogan funziona moltissimo ed è anche molto forte, purtroppo non è proprio vero per una serie di ragioni, le quali sono comprensibili soltanto andando a fondo nella riforma della Costituzione. 
Un piccolo dettaglio che non proprio tutti sono disposti a farlo. 
Intanto per poter accelerare l’iter legislativo dovrebbe essere sufficiente la volontà politica nel fare le leggi, non importa se c’è una Camera oppure quattro. 
Quando c’è la volontà di fare una legge, come del resto ha dimostrato la maggioranza della legislatura corrente, ma anche nel passato con le famose leggi ad personam, l’iter era veramente breve.

Se si entra nel merito dei vari articoli, si legge che alcune materie sono anche di competenza del Senato, pertanto non c’è una vera e propria efficienza. Riconosco solo la volontà del legislatore di voler mettere dei tempi certi e di attribuire la volontà e il potere legislativo solo alla Camera dei Deputati. 
Potrei riconoscere il “buon senso” di tale modifica, ma non accetto il presupposto indicato dall'articolo 57, ossia la nomina dei senatori.


Una cosa che probabilmente sfugge a molti sostenitori del SI, oppure è proprio voluta da costoro, è che i veri Democratici non posso accettare la nomina dei senatori. Potremmo veramente avere il rischio che personaggi, che sono stati eletti a livello regionale, come il Trota piuttosto che la Minetti, diverrebbero senatori con relativa immunità e un doppio ruolo, dal quale prenderebbero doppi rimborsi e zero valore aggiunto. 

Ho dei seri dubbi che nei prossimi giorni gli italiani si metteranno veramente a leggere gli articoli e riflettano seriamente di quello che vorrebbero imporre dall'alto. Gli indecisi rimangono ancora molti e sono tanti i bigotti che falsificano la realtà con slogan.

sabato, ottobre 08, 2016

Posizione ufficiale sui Comitati referendari

Avevo già affrontato l'argomento in un post di qualche mese fa e ora posso confermare quello che era soltanto un dubbio, ossia ero e sono critico nei confronti di entrambi i comitati che si sono costiuiti e per coerenza preferisco mantenere un netto distacco da entrambi, anche del NO nonostante che riteniamo il NO un voto utile per il referendum di dicembre.

Intanto per ovvie ragioni non posso sostenere il Comitato del SI, solo per il fatto che non sono per la cancellazione della democrazia, bensì per l'attuazione e il rispetto della democrazia.
Quindi scartiamo qualsiasi sostegno, anche utilitaristico al SI.

Il Comitato del NO non sembra per niente un comitato. Intanto è composto da persone che appartengono a varie aree politiche, alle quali non mi riconosco e basano, il più delle volte, la campagna elettorale su preconcetti che non riescono nemmeno a renderli credibili.

Prima del referendum, probabilmente, scriverò qualcosa in merito alla "distruzione della democrazia" che prevede la "riforma" e sul modo ridicolo di svolgere la campagna elettorale da parte del SI, mentendo su vari concetti, ma nel frattempo, in questo post, riconosco l'impossibilità di collaborare con persone che, come purtroppo spesso accade, sfruttano l'occasione per mostrare il loro orticello piuttosto per parlare a pappagallo senza conoscere i contenuti.
Mi riferisco a certi scambi di email che ho avuto con alcuni "esponenti" del comitato, che evito solo di citarli, ma del resto non mi potevo aspettare tanto di diverso.

Pertanto, da pensatore libero, rimango nella mia posizione contraria al referendum, ma lungi da me appartenere ad un comitato.
Probabilmente il problema è solo di queste persone, ma onestamente non posso schierarmi con loro ne' in occasione del referendum ne' in occasione di qualsiasi altro evento politico. C'è veramente un abisso tra noi, di natura politico e di natura intellettuale.

Anche la mia opinione sul comitato del SI è critica perché, almeno sino ad oggi, non ho trovato persone che abbiamo capito la riforma e che ne conoscano i contenuti. Ho incontrato persone, oppure letto sui loro profili, sempre gli stessi slogan del loro capo, oppure hanno dimostrato di non essere in grado di formulare una frase sensata, e il tutto a dimostrazione che non hanno letto ne' il testo originale ne' quello nuovo della Costituzione.

Direi che lo schieramento, in entrambi, è prettamente politico a difesa della poltrona e dei propri giardinetti, che nel caso del NO, sono rappresentati da opposizione senza volontà di dialogo, mentre nel SI si tratta prevalentemente di persone con ruoli politici e che vogliono rimanere attaccati al treno renziano.

sabato, ottobre 01, 2016

Renzi vs Zagrebelsky

Ieri sera Enrico Mentana su La7 ha invitato il premier Matteo Renzi e Gustavo Zagrebelsky per discutere del referendum della riforma costituzionale.

Ho scritto qualche tweet durante la trasmissione e oggi a freddo, confermo che Renzi non ha avuto alcun problema ad affrontare Zagrebelsky, il quale ha dimostrato veramente di non riuscire a porre sul tavolo nessun punto della riforma.
In questo post voglio fare solo un breve commento sui due invitati,che hanno discusso, o almeno tentato, a riguardo la riforma costituzionale.


In generale Renzi ha dimostrato di aver studiato bene a memoria tutti gli spot, slogan elettorali e allo stesso tempo, soprattutto verso la fine della serata non è riuscito a trattenere la sua arroganza, soprattutto quando Zagrebelsky ha aperto la costituzione per leggerla...
Non posso nascondere che Renzi abbia vinto proprio perché è riuscito a rispondere rapidamente e con slogan accattivanti, indipendentemente dalla verità. E' riuscito a ribattere e interrompere qualsiasi possibile ragionamento che Zagrebelsky voleva fare, includendo anche battutine stupide tra una risposta e l'altra.

Invece Zagrebelsky si è dimostrato assolutamente incapace di gestire un dibattito politico e direi anche che non aveva studiato a memoria nessun discorso semplice, diretto e breve come appunto Renzi fa solitamente.
Si è fatto "fregare" più volte in quanto non è riuscito a concludere un ragionamento sulla costituzione e, per poter andare sul contenuto della riforma, ha dovuto leggere il testo e dopo 10 minuti circa non è riuscito nemmeno a esprimere la sua opinione.
Non posso riconoscere che sia un grande comunicatore, soprattutto in televisione, dove i tempi sono ristretti e, purtroppo, vincono gli slogan e non le lunghe discussioni.

Con questi "avversari" Renzi non avrà problemi nel vincere e non solo in questo referendum.

domenica, settembre 25, 2016

Hacking Yahoo

I got it only now that Yahoo is a shit.
They comunicated only now (last Thursday) that in 2014 hackers stolen 500 milion of user data, with all they information.
It means that for two years they didn't say and comunicate to the users nothing and only last Thursday one fucking pop-up appears after the login saying that the data have been stolen.

but why did they wait 2 years to comunicate?
and now what can we do? nothing clear, we have already lost our privacy (already lost anyway just with the connection in the web) and data two years ago.

Naturally the news didn't impact the stock price, that in one day lost only 3.6%

Jeremy Corbyn confermato

Sembra molto strano quello che è accaduto a Londra proprio oggi. Jeremy Corbyn è stato confermato alla guida del partito Laburista, con una stragrande maggioranza, e guardando il nostro bel paese, sembra che accada proprio l'opposto.
Solo per riassumere quello è succede a Londra,

  1. segretario votato dai tesserati o veri simpatizzanti del partito laburista e non da cammellate varie
  2. per votare alle primarie, i tesserati hanno pagato 25 sterline
  3. Corbyn è di sinistra, ma quella vera e non un Berlusconi 2.0
Insomma dovremmo imparare molto da quello che sta succedendo nel partito Laburista, sembra che ci sia una convinta volontà di andare a sinistra, e forse sta anticipando un onda di cambiamento in tutta Europa.
Se proprio si vuole guardare al futuro dell'Europa e delle nuove generazioni, bisogna fare attenzione ai vari cialtroni e followers, e costruire una vera leadership con dei veri valori, passioni e focalizzarsi sui problemi quotidiani offrendo soluzioni realistiche e strutturale.

Aspettiamo anche in Italia questo cambiamento, con un riconoscimento, da parte degli italiani, che i cialtroni non hanno fatto nulla e, se proprio vogliono avere un futuro, devono iniziare a puntare su persone serie e oneste.

sabato, settembre 24, 2016

Iberia - ultima puntata

Ne avevo già parlato in un altro post la mia disavventura con Iberia e dopo circa un mese hanno risposto e dopo svariate email hanno rimborsato un importo a loro piacere.
Avevo richiesto come rimborso alcune spese che avevo sostenuto per il loro disservizio, visto che Iberia ha dimenticato i bagagli a Madrid e dopo due fottuti giorni li hanno consegnati.

Come spese avevo richiesto il rimborso di 60 eur di telefonate che ho sostenuto per chiamare un inefficiente call center , creme solari, visto la pella chiara e sole caraibico, 10 eur di liquido per lenti a contatto e due t-shirt visto che non si poteva stare .


Totale richiesto di rimborso era poco superiore ai 100 eur, ma Iberia ha ritenuto opportuno rimborsare solo una parte del vero disservizio che ha arrecato.
Di seguito la risposta all'ultima email di reclamo con la quale afferma che il rimborso era corretto, ma senza spiegare i presupposti dei loro calcoli.

Quello che è sicuro è che non farò più alcun viaggio con Iberia.

La flotta, soprattutto l'aereo del viaggio intercontinentale, è ottima, ma i servizi legati al personale di terra sono pessimi e non mi riferisco solo al disagio della mancata consegna del bagaglio, ma anche al customer care a Santo Domingo e al personale del check in di Santo Domingo e Monaco di Baviera.


Dear Mr Taglietti:

I have looked into your case again and ascertained that the solution we gave was correct.

I hope you understand the reasons for my answer. I would like to take this opportunity to send my best regards.


Iberia. Customer Service Center

sabato, settembre 10, 2016

Intervista del ex Presidente Napolitano a Repubblica

Mi sono permesso di leggere l'intervista del ex Presidente Napolitano su Repubblica questa mattina e sono un pò inacidito, ma naturalmente non stupito. Direi che rientra nella linea di tale presidente, la volontà di cambiare a suo piacimento le cose senza pensare a concetto di Democrazia. 
Parola (democrazia) che non appartiene sicuramente alle persone che sono state nominate a qualsiasi carica e che, di conseguenza, hanno paura del voto.

Qui riporto alcuni tratti dell'intervista che mi hanno veramente "colpito" 



Il motivo è una somma di poteri che rischia di non avere contrappesi."Di contrappesi vecchi e anche nuovi ce ne sono di assai corposi. Non vedo alcun pericolo autoritario, cosa che riconoscono anche molti esponenti del No, ma a mio avviso è in tutt'altro senso che c'è da riflettere sull'Italicum. Perché rispetto a due anni fa lo scenario politico risulta mutato in Italia come in Europa. Ci sono nuovi partiti, alcuni dei quali in forte ascesa che hanno rotto il gioco di governo tra due schieramenti, con il rischio che vada al ballottaggio previsto dall'Italicum e vinca chi al primo turno ha ricevuto una base troppo scarsa di legittimazione col voto popolare. Si rischia di consegnare il 54% dei seggi a chi al primo turno ha preso molto meno del 40% dei voti. Ritengo che questi e altri aspetti dell'Italicum meritino di essere riconsiderati".

Intanto Napolitano è stato sempre a favore dell'Italicum e adesso sembra che non gli dispiaccia una modifica, in particolar modo l'eliminazione del  ballottaggio. Questo cambiamento del pensiero, che sta facendo anche cambiare i piani all'attuale governo, è causato soltanto dal fatto che a Torino ha vinto il MS5 a scapito del primo partito durante il primo turno.
E' chiaro che si tratta di pura paura del voto, e la riforma costituzionale rispecchia la volontà di limitare il più possibile il voto, la democrazia, per lasciare più spazio possibile alle nomine dall'alto.

In un'altra domanda si può dedurre come non ci sia la volontà di entrare nel merito della riforma costituzionale, ma semplicemente di screditare l'attuale sistema, per il quale ne è anche lui responsabile, per promuovere un nuovo sistema, il quale presenterebbe gli stessi difetti.

Gli oppositori sono molti, anche all'interno del Pd.
"Vedo molte smemoratezze tra politici e tra studiosi che sembrano aver dimenticato tutto il lungo iter di riflessioni e di vani tentativi di rivedere la seconda parte della Costituzione. Peraltro oggi non si tratta solo, nel porvi mano, di recuperare un abnorme ritardo ma di vedere come è ridotto il nostro quadro istituzionale per non averlo riformato prima. In particolare come è stato mortificato il Parlamento, e stravolto il processo legislativo, da pesanti, croniche forzature. Questa riforma ne può consentire il superamento, e rappresenta oggi, specie per questo, una priorità e un'urgenza".

Se le leggi negli ultimi vent'anni sono state fatte principalmente attraverso voti di fiducia e leggi delega, quindi i governi hanno avuto il potere di imporsi sui parlamenti, è semplice conseguenza dell'ostruzionismo delle Camere e della scarsa volontà delle stesse maggioranze di lavorare in armonia con i propri governi, appunto espressione della maggioranza parlamentare. 
Quindi dove sta il problema? Sulla volontà dei parlamentare oppure sui governi che hanno voluto imporsi sui parlamenti? 
Cambiare la costituzione per "legalizzare" il potere legislativo al governo, non vuol dire far funzionare il parlamento, semmai vuol dire che un problema viene risolto cambiando la legge.

Infine questa stupenda risposta

Dal suo punto di vista come si è arrivati a questo scontro sulle riforme?
"Noto prima di tutto che si è parlato poco del fatto che le firme per chiedere il referendum le hanno raccolte i fautori del sì mentre quelli del no non hanno avuto la forza di raggiungere il numero minimo. Forse c'è anche da riflettere se fu giusto prevedere nell'apposita mozione parlamentare, con l'accordo del governo Letta/Quagliariello, la facoltà di sottoporre comunque a referendum il testo di riforma che fosse stato approvato".

Con questo cosa vuol dire? che è stato un errore prevedere il referendum? Intanto non è stato sicuramente un accordo fatto dal governo Letta, bensì è previsto dalla Costituzione. Art. 138

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [876 ] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non e` promulgata [731 , 875 ] se non e` approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge e` stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.


venerdì, settembre 09, 2016

Iberia - Bagaglio in ritardo

Alla fine è capitato anche a me ad avere problemi con il bagaglio.
Dopo anni che sono stato Frequent Flyer con Lufthansa e diversi viaggi con varie compagnie Low Cost, infatti mi ero stupito che non mi fosse successo niente, ma alla fine è capitato.
Con il primo volo con IBERIA, compagnia spagnola, ho avuto la "piacevole" esperienza di non trovarmi il bagaglio a destinazione.

Il viaggio fu abbastanza lungo (Monaco - Santo Domingo con scalo a Madrid) e un piccolo sospetto avevo già in quanto lo scalo a Madrid era prevedibile anche disservizi visto che lo scalo a Madrid era soltanto di un'ora.

Arrivati a Santo Domingo abbiamo cercato come prima cosa di trovare i nostri bagagli e due valigie non erano sul nastro trasportatore, pertanto ci siamo recati al punto d'accoglienza bagagli smarriti e fatto denuncia.
I due ragazzi al front desk di Ibera non erano nemmeno in grado di parlare un accettabile inglese, ma soprattutto non hanno prestato alcun decente servizio, nemmeno il minimo come invece sarebbe richiesto dai Diritti del Passeggero.
Il ragazzo del front desk ci ha detto che i nostri bagagli erano ancora a Madrid e che sarebbero arrivati nei giorni successivi,  e ci ha rilasciato la ricevuta della denuncia ritardo bagaglio, ma nessun KIT PERNOCTA come previsto anche dal sito di Iberia


Il giorno successivo ho chiamato il call center Iberia per chiedere informazioni e mi hanno confermato che i bagagli erano ancora a Madrid e che non sapevano quando sarebbero partiti per Santo Domingo.
Dopo due giorni i bagagli sono arrivati a destinazione, direttamente presso l'hotel in cui eravamo alloggiati e per due giorni senza vestiti di ricambio e creme solari e medicamenti.
Visto che non avevamo nulla con noi abbiamo abbiamo comprato l'essenziale ossia due T-shirt e creme solari visto che era fine luglio in una località tropicale...

Dato l'enorme disservizio di Ibera abbiamo fatto un reclamo per chiedere il rimborso di tali costi, ritenuti essenziali e soprattutto legati ad un errore da parte di Iberia.



domenica, settembre 04, 2016

Bandiere al vento....

Negli ultimi viaggi che ho fatto, ho cercato quasi sempre di fotografare qualcosa che mi possa far sentire in quel paese.
Ho ritenuto troppo semplice fotografare paesaggi o locali simbolo della città, allora mi sono messo a fotografare le bandiere sventolanti dei paesi che mi hanno ospitato e in alcuni casi è stato anche abbastanza difficile in quanto dovevo aspettare molto tempo affinché il vento arrivasse.

Ho ritrovato nel mio archivio di foto alcune fotografie che ho fatto in varie capitali.
Madrid

L' Avana

Malta

Roma

Lisbona

venerdì, settembre 02, 2016

Je n'ai jamais été Charlie Hebdo


Questa è la vignetta che la rivitsta satirica francese Charlie Hebdo ha pubblicato riguardo il terremoto del 24 Agosto in Italia, dove sono morte quasi 300 persone e altrettante centinaia sono rimaste ferite.




Direi che, come è successo nel passato, hanno avuto il cattivo gusto di pubblicare una vignetta idiota ed offensiva.

mercoledì, agosto 17, 2016

Vendita di Armi in Europa



Un interessante indicatore che permette di comprendere anche le dinamiche internazionali, è la vendita di armi per ciascun paese. 

Trading Economics riporta che Russia, Germania e Francia sono i primi paesi in Europa per vendita di armi e solo a seguire c’è la Gran Bretagna e la Spagna. L'Italia, invece, con i suoi 570 Milioni USD, segue e si attesta a metà strada. 


Il nostro Paese non rientra tra i principali venditori di armi, e questo probabilmente è anche una delle ragioni per le quali non è coinvolti in prima persona nella “lotta” al terrorismo, piuttosto che in guerre preventive a difendere qualche pace in giro per il mondo. La pressione da parte delle lobby del settore è inferiore e l'interesse per l'Italia non è prioritario.

Tale indice è significativo per capire le strategie di politica estera e di come e quanto sono coinvolti nella lotta al terrorismo e, di conseguenza, a missioni di guerra/pace.


L’indice delle vendita di armi per la Germania, per esempio, presenta un notevole aumento negli ultimi due anni. 



Dato abbastanza simile ad altri paesi europei come Francia. 


Tale andamento può essere difficile ad interpretarlo in quanto la ragioni possono essere diverse e i valori sono condizionati dai dati di effettivo fatturato piuttosto che da ordinativi, i quali solitamente possono prevedere qualche anno prima del realizzato.

Il trend per il nostro Paese è leggermente diverso se non addirittura opposto a quello tedesco e francese; la ragioni possono essere diverse e, senza aver il dettaglio degli acquirenti, sarebbe anche inutile fatte certe supposizioni soprattutto di interventismo militare piuttosto quello di essere a favore di certi conflitti. 


 Altrettanto difficile è anche quello di trovare una correlazione tra la vendita di armi e i rispettivi governi in questi anni. 

Sicuramente tali numeri fanno pensare che la guerra è, e rimarrà, sempre un grande business e soprattutto le lobby delle armi tenderanno a promuovere certi conflitti, anche di natura “pacifista”, piuttosto che promuovere la paura all’interno del paese con lo scopo di aumentare la spesa militare per la sicurezza.

domenica, luglio 31, 2016

Campagna elettorale per il referendum costituzionale

È veramente incredibile come i vari comitati del SI, sparsi sul territorio non facciano altro a ripetere quello che la Boschi o Renzi ripetono da mesi senza rendersi conto dell’assurdità delle loro frasi. 

Mi riferisco al fatto che se dovesse vincere il NO, il Paese sarebbe al tracollo e che il referendum rappresenta l’occasione del secolo per l’Italia.

Intanto vorrei dire che se proprio vogliono vincere, sarebbe più opportuno che incominciassero a entrare nel merito dei vari articoli, che hanno cambiato. 
In pratica cambiare il modo di fare campagna elettorale, passando da una forma di catastrofismo generale verso a una forma più coerente e razionale. 
Entrare nel merito dei vari articoli, vuol dire anche leggere l’attuale articolo e quello nuovo proposto dalla maggioranza del governo. 
Non trovo niente di male leggere gli articoli e avviare, anche in modo unilaterale, senza necessariamente discuterli con persone che la pensano in modo diverso, una discussione nel merito dei vari principi e articoli modificati.

Invece la loro strategia comunicativa durante la campagna elettorale è composta da slogan anche catastrofici: 
Se dovesse vincere il NO succede questo, piuttosto che quell'altro. Il governo degli 80 euro  andrebbe a casa, le riforme finirebbero etc.

Una serie di messaggi verso un elettorato già confuso e più delle volte anche ignorante. 
Solitamente l’elettore non entra nel merito delle leggi, forse questa volta potrebbe farlo o, meglio, dovrebbe farlo al fine di capire effettivamente quello che verrebbe cambiato dalla riforma costituzionale.


Non si trattano di tantissimi articoli che sono stati cambiati o stravolti dalla riforma, quindi sarebbe più opportuno che l’elettorato, eventualmente i vari media nazionali, in primis la RAI, si ponesse l’obiettivo nelle prossime settimane di leggere e comparare i vari articoli. 
Soltanto in questo modo si avrebbe una riduzione dell’ignoranza dell’elettorato, quindi anche un giudizio più saggio e, forse, meno pilotato dai politici.


giovedì, luglio 28, 2016

La Riforma Costituzionale in sintesi

La riforma costituzionale risponde a due esigenze che la maggioranza del Parlamento ha interesse, ossia:
  1. Riduzione della democrazia
  2. Populismo

Le persone che hanno a cuore la democrazia, possono facilmente capire che ridurre o eliminare la partecipazione al voto è una perdita della democrazia. 

Creare un sistema politico basato sulle nomine dall'alto delle varie istituzioni nazionali e locali era ed è un sogno dei leader politici, perché avrebbero un problema in meno, ossia rispondere periodicamente, durante la campagna elettorale, al popolo. 

Con questa riforma, che, oltre alla riforma del Senato, include anche la riforma Delrio sulle Province, si avrebbe un inferiore coinvolgimento del popolo e un’accentuazione del potere del governo, in particolar modo del partito di maggioranza, qualunque esso sia.

In altre parole, e solo per ricordare quello che è successo in Italia qualche anno fa, si avrebbero indirettamente dei podestà a livello provinciale e una Camera del Parlamento, il Senato, priva di reali ruoli di controllo e di indirizzo politico, salvo casi eccezionali.

In un colpo solo la classe politica di maggioranza avrebbe la possibilità di governare, bene o male che sia, senza enormi problemi e potrebbe nominare facilmente le varie cariche istituzionali.

Come anticipato, la riforma costituzionale risponde ad una forte domanda di populismo, che in pratica tutti i partiti politici vogliono dare una risposta a modo loro. 
Nel caso della maggioranza del PD il populismo si è trasformato in una serie di iniziative legislative, non sempre necessarie, ma “volute per il bene del popolo”, come appunto la stessa riforma della Costituzione, la quale è stata cambiata in più articoli per rispondere più ad una “politica populista” che altro. Basta pensare a:
  • riduzione del numero dei Senatori, che è richiesto per dare il contentino al popolo che non crede più nella politica e soprattutto ai politici;
  • modifica delle funzioni del Senato, proprio perché si vuole accettare il fatto che i senatori non fanno niente e che è meglio togliere nell'iter legislativo il Senato;
  • abolizione dei senatori a vita, tanto criticati da una parte del popolo perché, secondo loro, non fanno nulla;
  • aggiungere per iscritto che i membri del Parlamento hanno l’obbligo di partecipare alle sedute dell’Assemblea. Chiaro esempio in cui si vuole rispondere ad una sfiducia della classe politica.

Questi sono chiari esempi di come si è voluto fare una modifica della costituzione solo per prendere i voti del popolo, il quale non crede nella politica e che è facilmente influenzabile dagli slogan. Si tratta, comunque di un elettorato che non entra nel merito delle leggi piuttosto che dei veri cambiamenti che il nostro Paese possa avere, bensì è attratto soltanto dalla possibilità di ridurre i politici e relativi costi.



martedì, luglio 26, 2016

Prime riflessioni sulla Riforma Costituzionale

Dopo diversi mesi da quando è stata approvata dal Parlamento la riforma Costituzionale, ho cercato di informarmi il più possibile e leggere per conto mio il nuovo testo.

Le mie semplici deduzioni ad oggi sono che la riforma non è propria una riforma. Mi spiego meglio dicendo che non vedo dei passi in avanti tanto meno un processo di modernizzazione dello Stato. 
Gli articoli vengono cambiati più per un’esigenza politica piuttosto che da una necessità o per un bisogno del paese.

I promotori della riforma, come la stessa Boschi, sono persone di scarsa cultura costituzionale e persone che hanno seguito indicazioni dei salotti, piuttosto che del “salotto Nazareno”. 
Oltre a loro ci sono una miriade di follower che non hanno letto nulla e nemmeno hanno bisogno di leggere la Costituzione, in quanto partono dal presupposto che qualsiasi cosa faccia il loro leader, a loro Piace.

Solo per complicare la situazione, la riforma costituzionale deve essere accompagnata dalla riforma della legge elettorale altrimenti non troverebbe il giusto incastro legislativo, in particolar modo per l’elezione del nuovo Senato. 
Una legge elettorale, comunque, che presenta gli stessi vizi di costituzionalità del Porcellum, e allo stesso tempo, prevede gli stessi principi anti-democratici della riforma costituzionale. In pratica vanno veramente a braccetto le due riforme.


Una note di critica devo farla ai comitati del SI e del NO, in quanto il SI è rappresentato dal Partito Democratico, area di maggioranza, e dai partiti che appoggiano il governo. Invece, il comitato per il NO, sembra che faccia fatica ad avere uno spazio nei media, ma soprattutto ad interagire con i vari membri. 
Probabile ragione di debolezza del comitato per il NO, è legato alla varietà di soggetti appartenenti e dal fatto che il “potere” vuole il SI. 
Allo stesso tempo all'interno del NO ci sono vari soggetti politici, ai quali interessano le due riforme, perché nonostante riducono la democrazia, permette loro di raggiungere il potere e di gestirlo. 

Nessuno sa del resto chi avrà la meglio alle prossime politiche e i risultato delle ultime amministrative hanno sconvolto un po’ gli scenari.

venerdì, luglio 22, 2016

Monaco sotto attacco

Si tratta di qualcosa di incredibile
Una delle città più sicure e tranquille della Germania, oggi è stata "sotto attacco" da dei terroristi.
Dopo oltre 4 ore dall'attacco presso Olympia Einkaufszentrum non si hanno ancora notizie certe su quello che è successo.
Forse si trattano di 3 terroristi, non si sa se Isis oppure psicopatici o estrema destra e nemmeno quanti feriti e morti.
Si sa soltanto che la città non è più sicura. questo episodio ha dimostrato che non è sotto controllo e nemmeno la grande Germania è in grado di garantire la sicurezza.



la cosa che mi sorprende di più è che dietro ad oggi attentatore armato, c'è sempre qualcuno, che appostato per bene e pronto a filmare ogni suo movimento.

Secondo me la polizia tedesca sta prendendo tempo e rimane molto cauta nel dichiarare che si tratta di terrorismo islamico e molto cauta anche nel dichiarare il numero delle vittime.

Dopo quasi 4 ore non si hanno notizie certe e nemmeno alcuna dichiarazione dal governo centrale. Nessun intervento da parte della Merkel. Soltanto da parte della polizia di Monaco.

domenica, luglio 17, 2016

Scelta Civica, scelta sbagliata

Nel 2013 Mario Monti decide di candidarsi alle elezioni politiche del 24-25 Febbraio con un suo partito politico, appunto Scelta Civica.

In quelle elezioni il Senatore a vita, riuscì a prendere oltre il 9% dei voti, che gli hanno permesso anche di ottenere diverse poltrone in Parlamento.

Oggi Scelta Civica, a parte il fatto che ha un appeal sull'elettorato quasi nullo, vale forse meno del 1% a livello nazionale e la cosa che colpisce ancora di più, anche se siamo ormai abituati, è che di parlamentari di Lista Civica ormai non esistono più nessuno, sono quasi tutti migrati in altri partiti.

Notizia di questi giorni è che anche il senatore Zanetti è migrato verso un altro partito (Ala).

Andando sul sito della Camera dei Deputati, si può vedere che gli eletti erano inizialmente 37 e soltanto 15 sono rimasti in Scelta Civica.

Una migrazione verso partiti, che gli possono sicuramente garantire maggiore visibilità, ma soprattutto la possibilità di ricandidarsi, visto che alle prossime elezioni Scelta Civica nemmeno si presenterà, o almeno mi auguro.

Un progetto politico che è praticamente vicino alla fine e che ha tentato di portare una novità nella politica italiana in quanto era, o sarebbe dovuto essere, un partito di tecnici e che rappresentavano, proprio grazie al suo fondatore, la serietà e la possibilità per un rilancio del partito.
Purtroppo rappresentava una novità fatta di una classe politica/dirigente di un Italia che avremmo dovuto dimenticare.

A mio parere questa classe politica, rappresentata da Scelta Civica, doveva essere il target della rottamazione, invece, molti di loro sono entrati persino nel Partito Democratico.




lunedì, luglio 11, 2016

Titolo del blog

Per un paio di anni ho avuto la seguente frase come sottotitolo del mio blog

"L'ideologia credo ancora che ci sia, è il continuare ad affermare un pensiero, un suo perché, con la scusa di un contrasto che non c'è"

tratto da una meravigliosa canzone di Giorgio Gaber



Una canzone che fa molto riflettere e che è molto più attuale di quanto si possa pensare, in quanto è in continuo cambiamento la politica o meglio ancora la stessa ideologia di destra e sinistra.
Gaber la scrisse nel 1994 prima ancora che iniziasse la fine della vera politica e che in Italia iniziasse il berlusconismo e la politica dei movimenti populisti.
Una canzone che ha veramente anticipato la fine anche della filosofia politica e dell'intellighenzia di sinistra.
Questa canzone mette in evidenzia i veri "principi" politici dei due movimenti, i quali all'inizio degli anni 90 erano basati su simboli e non più su valori e reali principi ideologici.


domenica, luglio 10, 2016

Niente di piu 
si puo avere 
da questo mondo 
se non 
il mio stesso amore


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Un vento che imperversa le nostre colline
Sconvolge le nostre paure
Donando un grigio futuro


Radtour 2016

Anche quest'anno ho fatto il mio fantastico RADTOUR.
Un viaggio in bicicletta da Monaco di Baviera fino a Brescia.

Quest'anno il percorso seguito è stato migliore rispetto a quello dello scorso anno, soprattutto perché non mi sono diretto in direzione Rosenheim, ma verso più sud in direzione Kufstein, seguendo un tratto di pista ciclabile più corto, saltando il percorso cittadino.

Ho rispettato sin dall'inizio il percorso suggerito dall'APP del Bayernetz  anche se in alcune occasioni ho dovuto usare il buon senso, anziché seguire il GPS.
Le condizioni meteo sono state decisamente migliori delle aspettative. Per giorni ho controllato weather.com e wetter.de e devo dire che le loro previsioni, fortunatamente, non si sono avverate.


Mezzo di trasporto sempre la mia mountain bike (Olympia), due valigette posteriori e uno zaino con il minimo necessario. Il cambio dei vestiti, poco mangiare, ma tanta acqua. per un totale di circa 10 kg di carico.
Forse un po' tanto, ma non sono riuscito a rinunciare al minimo indispensabile.


Primo giorno
Partenza da Monaco di Baviera intorno le 7:30 e diretto a Kufstein.
Primo tratto cittadino e verso la Mangfall-Radweg.
Il cielo era completamente nuvoloso e, soltanto nella prima parte della mattina, compariva, a tratti, un caldo e piacevole sole.
Come riportato dalla cartina il percorso era verso sud est e ho percorso complessivamente 112 Km.

Pista ciclabile straordinaria e senza imprevisti, quasi tutta in asfalto e lungo la strada principale Rosenheimerland strasse, fino a Rosenheim e dopo percorso lungo il fiume Inn, ma non vicino al fiume, come per alcuni tratti lungo Mangfall.
Livello di difficoltà molto basso.

L'unico problema era legato al livello di imprecisione dell'APP Bayernetz perché in alcuni tratti le indicazione del GPS erano diverse da quelle riportate dai cartelli lungo la strada, e non era razionale il percorso proposto, in quanto veramente inutile passare da Rosenheim centro.

Monaco di Baviera - Kufstein

Cartello lungo Mangfall
 Come in tutta Baviera i cartelli sono frequenti e precisi. Personalmente li ho ritenuti più attendibili dell'APP di Bayernnetz.

Paesaggio tipico bavarese tra i campi agricoli, mucche e persino lama.

Tutte le case, cascine, erano fatte secondo lo stile tipico bavarese/tirolese. Veramente splendide case di legno.
Si potrebbe dire che hanno una vera cultura della lavorazione del legno, molte falegnamerie e ovviamente tanto legno.

Grossholzhausen

ancora in territorio tedesco


L'arrivo a Kufstein a metà pomeriggio, diretto subito in albergo per riposo e cena.

Secondo giorno

Partito da Kufstein verso le 8 e mezza, ho iniziato a percorrere la pista ciclabile vicino al fiume Inn.
Anche questo tratto è risultato essere per niente complicato, molti cartelli con indicazione Innsbruck e percorso per la maggior parte in asfalto. 
Livello di difficoltà medio basso.

Giornata molto più calda della precedente, che ha reso i 97 Km più difficili di quanto lo fossero realmente.
Paesaggio eccezionale, veramente bello anche se più noioso in quanto non si attraversano tanti paesini.
Arrivato a Innsbruck mi sono diretto in stazione per prendere il treno in direzione Sterzing, dove ho pernottato.
La cosa più difficile è stata spostare la bicicletta al Brennero da un treno all'altro, in quanto tra il binario e il treno c'è almeno un metro di differenza, tipica delle stazioni italiane, che sono veramente inaccessibili per ciclisti e disabili.


Terzo giorno
Partenza poco prima delle ore 9 da Vipiteno e diretto a Bolzano lungo la pista ciclabile Vipiteno-Bressanone-Bolzano.
Un percorso meraviglioso e molto più difficile in quanto ci sono delle "belle" salite, comunque le discese sono più lunghe delle salite, che alleviano sicuramente la fatica fatta nel salire.

Dopo Fortezza il percorso è diventato sempre più pianeggiante ed è stato più semplice mantenere una velocità costante di circa 20 Km/h.
Difficoltà del percorso per me è medio, a causa delle salite in prossimità di Stilves e Le Cave e forte vento prima di Bolzano, in prossimità delle gallerie.
Piccola critica sui percorsi interrotti a causa dei lavori in corso, che bloccano la pista ciclabile e impongono ad andare sulla strada provinciale. Le stesse interruzioni dello scorso anno .....

Tratto all'interno di un boschetto
 Una volta arrivato a Bolzano, di corsa, ho fatto i biglietti del treno e partito per Brescia con cambio a Verona, ormai stanco più per la fatica accumulata e dal caldo.

Complessivamente è stato un viaggio meraviglioso, dove la stanchezza non si è fatta sentire nemmeno tanto.
Stupenda esperienza, anche se sarebbe stato meglio andare molto più piano per apprezzare di più le meraviglie dei posti.