domenica, dicembre 28, 2008

Man of the Year

Since 1927, TIME Magazine has chosen a man, woman, or idea that "for better or worse, has most influenced events in the preceding year."
Sometimes the choice can be discussed, mostly when some people was named twice or three times like Roosevelt .
More particular in 2006 when Time Magazine has chosen "You" more strenght and delicate choice.
In the other years they decided with sense also when they named dictator like Stalin, Hitler and Bush.
Good choice for Gandhi, Pope John XXIII, Pope John Paul II and Martin Luther King.

Below the complete list


1927 Charles Augustus Lindbergh
1928 Walter P. Chrysler
1929 Owen D. Young
1930 Mohandas Karamchand Gandhi
1931 Pierre Laval
1932 Franklin Delano Roosevelt
1933 Hugh Samuel Johnson
1934 Franklin Delano Roosevelt
1935 Haile Selassie
1936 Mrs. Wallis Warfield Simpson
1937 Generalissimo & Mme Chiang Kai-Shek
1938 Adolf Hitler
1939 Joseph Stalin
1940 Winston Leonard Spencer Churchill
1941 Franklin Delano Roosevelt
1942 Joseph Stalin
1943 George Catlett Marshall
1944 Dwight David Eisenhower
1945 Harry Truman
1946 James F. Byrnes
1947 George Catlett Marshall
1948 Harry Truman
1949 Winston Leonard Spencer Churchill
1950 American Fighting-Man
1951 Mohammed Mossadegh
1952 Elizabeth II
1953 Konrad Adenauer
1954 John Foster Dulles
1955 Harlow Herbert Curtice
1956 Hungarian Freedom Fighter
1957 Nikita Krushchev
1958 Charles De Gaulle
1959 Dwight David Eisenhower
1960 U.S. Scientists
1961 John Fitzgerald Kennedy
1962 Pope John XXIII
1963 Martin Luther King Jr.
1964 Lyndon B. Johnson
1965 General William Childs Westmoreland
1966 Twenty-Five and Under
1967 Lyndon B. Johnson
1968 Astronauts Anders, Borman and Lovell
1969 The Middle Americans
1970 Willy Brandt
1971Richard Milhous Nixon
1972 Nixon and Kissinger
1973 John J. Sirica
1974 King Faisal
1975 American Women
1976 Jimmy Carter
1977 Anwar Sadat
1978 Teng Hsiao-P'ing
1979 Ayatullah Khomeini
1980 Ronald Reagan
1981 Lech Walesa
1982 The Computer
1983 Ronald Reagan; Yuri Andropov
1984 Peter Ueberroth
1985 Deng Xiaoping
1986 Corazon Aquino
1987 Mikhail Sergeyevich Gorbachev
1988 Endangered Earth
1989 Mikhail Sergeyevich Gorbachev
1990 The Two George Bushes
1991 Ted Turner
1992 Bill Clinton
1993 The Peacemakers
1994 Pope John Paul II
1995 Newt Gingrich
1996 Dr. David Ho
1997 Andy Grove
1998 Bill Clinton and Kenneth Starr
1999 Jeff Bezos
2000 George W. Bush
2001 Rudolph Giuliani
2002 The Whistleblowers
2003 The American Soldier
2004 George W. Bush
2005 Bill Gates, Melinda Gates, Bono
2006 You
2007 Vladimir Putin
2008 Barack Obama

Who in the 2009??

Novità per abbonamenti IC Pass

Sembrano che facciano apposta quelli di Trenitalia, ogni giorno c'è sempre una novella simpatica.
Prima hanno detto che gli abbonamenti IC Pass, indipendentemente dalla loro scadenza, sarebbero stati validi fino al 31 dicembre '08 anche ESCity, dato che IC li hanno eliminato nella tratta MI-VE.
Adesso hanno cambiato idea. Gli abbonamenti integrativi relativi alla regione Lombardia potranno essere usati fino alla loro scadenza naturale.

Decidersi prima magari.... oppure non eliminare addirittura gli IC ...
Dal sito delle Ferrovie dello Stato (http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=11dff2457e94e110VgnVCM1000003f16f90aRCRD):

"Le tessere IC Pass emesse prima del 1°gennaio 2009 conservano la propria validitàfino alla loro naturale scadenza consentendo di viaggiare anche suitreni ES* city e della SocietàCisalpino."

Chissà cosa ci aspetterà il nuovo anno, sicuramente un aumento dei prezzi regionali, dato che li hanno potenziati e ripuliti.... dai pendolari....

giovedì, dicembre 25, 2008

"La paura e la speranza" di Giulio Tremonti

Nel libro "La paura e la speranza" Giulio Tremonti fa alcune riflessioni sulla globalizzazione, sull'Europa, sulla crisi economica e non manca qualche critica al mondo bancario e alla finanza creativa, proprio da colui che voleva "vendere il Colosseo".
Mi ha colpito molto, non tanto la sezione dove espone critiche vacue e politicizzate sull'Europa, il dibattito relativo alla globalizzazione. Infatti fa delle osservazioni condivisibili, ma purtroppo per lui anacronistiche.
Affronta la globalizzazione come se fosse un problema nato ieri e che è la causa di tutti i mali di questo pianeta, proprio come i no-global di Seattle e di Genova di qualche anno fa (proprio per questo anacronistico). Tanto che afferma a pag. 7 "va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio". Qualcosa del genere lo diceva anche Bertinotti.
Oltre a ciò attribuisce alla sinistra la responsabilità, almeno ideologica, del mercatismo (p. 33 e 64), il quale consiste nella frenetica forzatura del mondo nel liberiscmo economico e che pone al centro dell'esistenza dell'uomo il mercato. Anche uno stolto capirebbe che questa è un'affermazione falsa, come può centrare la sinistra con una forma estrema del liberismo.
Sostiene appunto che mercatismo sia la sintesi del liberismo e del comunismo; quindi il pensiero unico, il mercato unico e la standardizzazione dei prodotti nei vari paesi sono il risultato del comunismo. Non si può nascondere il fatto che sia proprio il comunismo quel pensiero uniformatore e di massa che ha caratterizzato il secolo scorso, ma legare per esempio McDonald all'ideologia del comunismo non è possibile.
Nel terzo capitolo affronta la questione del WTO e dell'ingresso della Cina. Credo che nemmeno un no-global estremista abbia mai legato l'ingresso della Cina (11/12/01) con l'attentato alle Torri Gemelle (11/09/01); non vedo un nesso tra le due cose, la Cina si è mossa verso il WTO per la semplice ragione che i tempi erano maturi, forse gli attentati hanno accelerato i tempi per la costituzione del blocco liberista-mercatista, ma un legame politico- strategico da parte dei comunisti cinesi non tiene.
Non mancano attacchi espliciti alla sinistra, quale ideologia sostenitrice e promotrice del liberismo e mercatismo quindi della stessa globalizzazione. Una sinistra che, dopo il crollo del muro di Berlino, sembra che abbia perso identità e una propria ideologia e che sia colpevole della crisi economica e finanziaria derivanti dal mercatismo. In aggiunta la sinistra è anche vittima, secondo l'autore, dello stesso progresso, in quanto la sinistra è stata promotrice, ma non è stata in grado di controllarlo in quanto il progresso si è rivelato un movimento individualista e non di massa.

Il libro è interessante, non tanto per il contenuto, piuttosto per il principio che una persona deve leggere e informarsi su più fonti, la conoscenza e l'approfondimento su certe tematiche deve derivare da più fonti, soprattutto per conoscere e capire le persone che ci governano.

Trovo pazzesco, però, che un esponente politico di tale rilievo e di quel orientamento, si dimostra avverso alla globalizzazione e che la condanna proprio come i no-global, i quali però, lo stanno facendo ormai da 10 anni.
E' pazzesco che dia la colpa alla sinistra, proprio colui che ha lavorato per la globalizzazione e che da anni si siede al WTO.
Ed è pazzesco che il braccio destro di Berlusconi, che si autodefinisce Tatcher italiano, critichi il liberismo e che attribuisce tutte le colpe del liberismo-mercatismo e della globalizzazione alla sinistra, magari quella di Bertinotti.

Consiglio di leggere il libro, ma a soltanto a coloro che hanno un pò di cultura e di raziocinio, in modo tale che possano fare delle proprie autonome valutazioni.

sabato, dicembre 06, 2008

Dove -- Deforestazione 2

Dove, doforestazione.

Take Action -- No excuse, no delay: protect civilians in DRC

Dear Minister,
Condolezza Rice, US Secretary of State
Dr Nkosazana Dlamini Zuma, South African Minister of Foreign Affairs
David Miliband, UK Foreign Secretary
Bernard Kouchner, French Minister of Foreign and European Affairs
Karel De Gucht, Belgian Minister of Foreign Affairs

I welcome the United Nations Security Council (UNSC) resolution authorizing the reinforcement of the UN peacekeeping force in the Democratic Republic of Congo (DRC), MONUC.

It is now time to turn words into action.

I am appealing to your country to urgently contribute to the reinforcement of MONUC with your own equipment, specialist personnel and troops and/or to use your voice as a member of the UNSC to encourage other states to contribute with theirs.

In particular, I urge your government and other Security Council members to act and agree to:
  • Urgently contribute to the reinforcement of MONUC peacekeeping contingents in eastern DRC
  • Urge all parties to the conflict to ensure that humanitarian aid agencies are not hindered in their work to provide aid to displaced people
  • Call on all parties to stop committing violations of international humanitarian law and human rights law
  • Press the governments of the DRC and Rwanda to refrain from providing support to armed groups operating in eastern DRC
  • Assert that justice and an end to impunity must now have a central place in the search for durable peace in the Great Lakes Region.

Finally, I implore the international community to develop lasting solutions to the conflict that has ravaged eastern DRC for more than 10 years.


Yours sincerely

Carlo Taglietti

domenica, novembre 16, 2008

Pendolari Brescia-Milano

Sono sconvolto e irritato.

Sconvolto perchè sul web non ho trovato informazioni sufficienti e chiare sui nuovi orari dei treni regionali che entreranno in vigore dalla metà di dicembre e perchè non ho trovato praticamente nulla sulla rappresentanza dei pendolari. Ho trovato qualche notizia approsimativa sulla grande fregatura che verrà fatta ai danni dei pendolari e un sito neo-costituito sui pendolari (http://www.pendolaribs.org/wordpress/) che, però, nemmeno si presenta.

Irritato perchè i nuovi orari dei treni regionali sono una vera stronzata. Ci saranno dei tagli, infatti, verrà eliminato il treno regionale 2088 delle 7:28 da BS e gli Intercity sostituiti con Eurostar, ma ad orari assurdi per i lavoratori.
Naturalmente tutti gli abbonamenti IC Pass non saranno nè validi per gli Eurostar nè rimborsabili.
Inoltre ci saranno aumenti sui biglietti, nonostante l'aumento di fine agosto, e sugli abbonamenti integrati.

Attualmente sul sito di Trenitalia non sono visibili gli orari dei treni regionali, nemmeno quelli proposti e rifiutati dalla stessa regione Lombardia.

Da questo punto di vista la Regione Lombardia sembra che sia vicino ai pendolari rifiutando la proposta infame di Trenitalia. Vedremo nei prossimi giorni.


A livello personale inizio a muovermi scrivendo e pretendendo delle risposte da tutti coloro che a livello regionale e nazionale possono fare, eventualmente nei prossimi giorni, se dovessi trovare dei collaboratori-sostenitori andrò a costituire un comitato dei pendolari BS-MI.
Viaggiando sul treno, guardano il web e le notizie, anche su carta, non ho trovato un comitato attivo.

Nel frattempo lascio, per coloro che sono sconvolti e irritati, alcuni indirizzi mail dove possono farsi sentire in qualche modo. Se qualcuno vuole dimostrare solidarietà-sostegno anche nella costituzione del comitato può lasciare un commento al post.

regionali_in_treno@regione.lombardia.it
infrastrutture_e_mobilita@postacert.regione.lombardia.it
http://reclami-e-suggerimenti.trenitalia.com/Area_Clienti/It/RecAnagrafica.aspx

domenica, novembre 09, 2008

Take Action -- Myanmar: arrestata leader dell'opposizione democratica

Senior General Than Shwe
Chairman
State Peace and Development Council
c/o Ministry of Defence, Naypyitaw, Union of Myanmar


Nyan Win
Minister of Foreign Affairs
Ministry of Foreign Affairs
Bldg. (19), Naypyitaw, Union of Myanmar
Phone: +95 67 412 335
Fax: +95 67 412 336/ +95 97 412 395
Email: mofa.aung@mptmail.net.mm


Egregio Generale, Egregio Ministro,

Siamo sostenitori di Amnesty International, l'organizzazione non governativa che dal 1961 lavora per difendere i diritti umani ovunque essi siano violati.

Siamo fortemente preoccupati per l'arresto di Nilar Thein e ci rivolgiamo a Voi affinché garantiate che la detenuta non sia sottoposta a tortura né a maltrattamenti.

Vi chiediamo che Nilar Thein, e con lei gli altri attivisti arrestati durante le proteste pacifiche dell'autunno 2007, siano rilasciati immediatamente e senza condizioni e, nell'attesa che ciò avvenga, Vi esortiamo a garantire ai detenuti il diritto di incontrare i propri avvocati e le famiglie oltre che di accedere alle cure mediche ove si rivelassero necessarie.

Infine Vi invitiamo a porre fine alla persecuzione di coloro che hanno pacificamente esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione e di associazione durante le proteste dello scorso anno.

Vi ringraziamo per l'attenzione.

Amnesty International
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/595

sabato, novembre 01, 2008

We can change -- Vote Obama



VOTE OBAMA ALSO FOR US.

Fascism - Republican

This is a neo fascist message.

Compliment Mc Cain, with your fascist pride you 'll win the election. With another war you'll justify your error. Like Bush.

Compliment again.

sabato, ottobre 25, 2008

Chavez vs Palin

The president Hugo Chavez made a comment to Palin, vice president republican candidate, and he defined her a "poor thing" and a "beauty queen".
Exactly he said:
"The poor thing, you have to feel sorry for her,"she is "a beauty queen that they've put in the role of a figurine."

He's my hero.

Greenspan : "I made a mistake"

Below a part of the article about declaration of ex chairman of FED Greenspan published on Washington post 24/10/08.
Fantastic, he made a mistake.....

"
You found that your view of the world, your ideology was not right, it was not working?" said Rep. Henry A. Waxman (D-Calif.), the committee chairman.


"Absolutely, precisely," Greenspan said. "You know, that's precisely the reason I was shocked, because I have been going for 40 years or more with very considerable evidence that it was working exceptionally well."

I made a mistake," Greenspan said, "in presuming that the self-interests of organizations, specifically banks and others, were such as that they were best capable of protecting their own shareholders and their equity in the firms."
"
for more:
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/10/23/AR2008102300193_2.html

Primarie Giovani Democratici

Domenica 12 ottobre alla casa del popolo di Urago (Brescia) c’è stato un incontro tra candidati alla segreteria dei giovani democratici e tra quelli presenti sono rimasto colpito dal discorso veramente democratico di Giulia Innocenzi.
E' stata l’unica, nonostante il passato nel partito radicale, ad avere usato il termine sinistra, mentre gli altri 3 provenienti tutti dalla sinistra giovanile non hanno fatto discorsi di sinistra, sembravano soltanto interessati alla poltrona e non allo spirito politico.
Per i loro programmi rimando al sito dei giovani pd mentre per il programma di Giulia Innocenzi al suo blog.

http://www.giuliainnocenzi.com/

http://www.pdnetworkgiovani.it/
il sito ufficiale delle primarie giovanili del PD http://primariegd.ilcannocchiale.it/
http://giuliainnocenzi.com/2008/10/11/dopo-torino-pillola-del-giorno-dopo-e-novara-informazione-domenica-a-brescia/#comments

Crisi mercati finanziari

Sono settimane negative per I mercati finanziari, non c’è settore che si sta salvando da uest’onda negative, ma diversamente di altri la sto vedendo secondo un’altra ottica, non tanto quella speculative bensì da un’ottica critico-realistica. Con questo voglio dire che semplicemente la realtà è un’altra.
Per i mercati finanziari voglio sottolineare due elementi: il primo, che è alla base di tutto il sistema economico, è che l’economia e i mercati sono ciclici, e il secondo è che nei mercati da qualche anno c’era una situazione irreale e poco veritiera, in altre parole c’è molta “aria fritta”.
Per quanto riguarda il primo punto si può notare come i valori delle borse europee e americane siano ritornati ai valori del 2003, che a sua volta erano pari a quelli pre-98- quindi ci si poteva aspettare un andamento del genere. Se nel corso del 2007-08 i mercati hanno raggiunto, e in certi giorni anche superato, i valori del 2000 era prevedibile un crollo, come del resto avvenne nel 2000-01 (ciclicità dei mercati).
Forse qualche deficiente pensava che quel crollo era dovuto dal 11/09, in realtà l’attentato non c’entrava nulla; c’era una bolla speculativa che è scoppiata, anche in quell’occasione c’era una realtà economica-finanziaria falsata, e la classe politica, manipolatrice dell’informazione ha sfruttato il caso. La crisi c’era ed era reale, mentre i valori di mercato non lo erano.
Quindi la storia si ripete ed è tornato tutto ai valori del ’03 probabilmente ancora qualche settimana di assestamento e poi stasi per ripartire e raggiungere livelli del 2007-08 e quelli del 2000-01.
Un altro discorso merita l’altro punto. Da diversi anni si è cercato di rendere liquido l’impossibile, esteso il credito anche a chi non meritava, deregolamentazione dei mercati, rincorsa all’oro.
Negli Stati Uniti, ma anche in Italia, hanno concesso crediti, mutui a persone precarie, fallite e a quelli di bassissimo reddito, talvolta senza garanzia (credito al consumo). Questo processo ha permesso a molti manager di raggiungere risultati (obiettivi personali) nel breve periodo senza considerare i rischi, i quali sono stati trasferiti ad altri mediante la cartolarizzazione (ABS- MBS).
Se, all’interno del sistema, consideriamo il crollo delle banche, che hanno “giocato” con i derivati swappando qualsiasi cosa e su larga scala, percepiamo due cose: la prima che il fallimento del sistema è da imputare a loro; la seconda è che a noi comuni mortali spetta riparare ai loro errori.
Molte banche, che lo scorso anno hanno registrato profitti elevati oggi sono in forte crisi, tanto che governi e banche centrali li stanno sostenendo, proprio con i soldi pubblici, quindi nostri.
Se si pensa che ING DIRECT, che lo scorso anno ha registrato utili per 9 mld di euro, ha ricevuto dal governo olandese, due settimane fa, 10 mld di aiuti e necessita ancora di una ricapitalizzazione da parte degli azionisti, i quali comunque hanno preso i loro dividendi. Questo è uno dei tanti interventi criticabili fatti da tutti i governi.
Come nel 2000 si tratta di una crisi che ha impatti nell’economia reale e per chi si ricorda la Fiat tra il 2000 e il 2003 aveva toccato il fondo per poi riprendersi con Marchionne negli anni successivi. Un altro elemento a sostegno della ciclicità dei mercati e legato alla Fiati è l’analisi del titolo. Il prezzo di mercato del titolo Fiat ha toccato i valori di quegli anni dopo aver raggiunto valori – inspiegabili - superiori a 20 euro per azione.

mercoledì, ottobre 15, 2008

Appello per una rivoluzione energetica pulita

On. Presidente del Consiglio,
On. Ministro Claudio Scajola,

i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.
È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili.
Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 20204. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.

Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:
Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.
L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.
Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.
Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.
La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.
Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”

Cordiali saluti,

Greenpeace.

domenica, ottobre 05, 2008

Recensione di Emiliano Corsi del libro "I colori dell'anima" di Rita Taglietti

La vita è sorprendente nelle sue manifestazioni, così tante che un prontuario non sarebbe sufficiente ad esprimerla. Noi ci proveremo, seguendo nel suo viaggio la Taglietti, attraverso la sua raccolta di poesie, e ripercorrendo assieme alla sua poetica il moto per la vita in stile dannunziano, cercando di carpire i momenti e i sentimenti che il cuore le suggerisce, servendosi di uno stile attivo ed incalzante, come se i giorni da vivere, per la loro naturale brevità, fossero da assaporare sotto ogni aspetto, positivo o negativo che sia, anche nella tristezza più cupa e nell’eccitazione più sfrenata.
Non c’è sperimentazione parossistica nella sua ricerca della vita, ma solo il semplice ma umano desiderio di cogliere ogni sfumatura dell’esistenza, tentando di interpretarla e farla propria, sigillandola nella memoria affinché più non sfugga, bagaglio di inestimabile valore e chiave per vivere il presente senza però affannarsi sul futuro. Un imparare per non servirsene, chè la vita è una soltanto, e il piacere così fugace che vale la pena di ripercorrere alle volte le stesse strade imperfette che avevamo già solcato. Sono l’amore per la vita, umanamente intesa, il metodo e il fine che sospingono l’autrice a questo itinerario di struggenti passioni e cruda introspezione lungo il mondo dei sentimenti, degli amore, dei ritorni alla realtà. Come quando si imparava l’alfabeto, e arrivati all’ultima lettera si ricominciava a recitarlo, ciclicamente, come se qualcosa di nuovo dovesse esser ancora scoperto, come per vivere ancora più profondamente e apprendere quello che ci si era smarrito per strada; come se dopotutto, questo cerchio della vita fatto da partenze e ritorni fosse tutto sommato rassicurante, e le deviazioni ridotte di numero, sicché la condizione umana apparisse per quello che è realmente, effimera come dicevamo poc’anzi imperfetta, saldamente legata al cuore più che al raziocinio.

Un alfabeto costituito da ventun tappe per la Taglietti significativamente e intrinsecamente legate l’una all’altra, capaci di cogliere ogni aspetto della sua indocile esistenza, sulle orme del celebre D’Annunzio quando si proietta verso un futuro ignoto e drammaticamente da vivere, e ogni calore dell’anima racchiusa in un semplice verso, ricalcando la sinuosità della poetica dei grandi stilnovisti.

La vita è Amore, meta ultima di ogni esistenza, motore che apre mondi e paradisi incontrollati dentro di noi.

La vita è Barlume di speranza, cuore pulsante dell’attesa, quando il sonno ci copre col suo mantello e il giorno si dischiude davanti a noi.

La vita è Cadere, in cerca lungo la fuga verticale di un contatto con un individuo che sprigioni che quella scintilla che darebbe senso al nostro essere.

La vita è Desiderio, che muta i giorni che passano uguali modellandoli col sogno e la fantasia.

La vita è Evocazione, non tanto sotto l’aspetto del ricordo quanto sotto quello della chiamata dello spirito vitale che ci dà la forza concreta di superare ogni avversità e di riuscire nel nostro intento.

La vita è Fugacità, scorre come un lampo, e le occasioni perse dietro al niente chiedono il conto alla fine dell’esistenza, e il rimpianto o la debolezza, o gli sprechi di sentimentalismi non riescono a saldarlo sempre.

La vita è Gioventù come espressione di un’innata curiosità che ci spinge a spalancare finestre impolverate dal silenzio per carpirne il significato più profondo.

La vita è Honestas con gli altri, ma soprattutto con se stessi, affinché la menzogna non ci induca a seguire strade sbagliate o incompatibili col nostro modo di essere.

La vita è Istinto, guida indiscutibile di salvezza e naturale mezzo di espressione al meglio delle emozioni che si celano dentro di noi.

La vita è Lacrime, quando un amore si consuma e muore, e non restano che acqua e sale per piangerlo e qualche sbiadito ricordo.

La vita è Malinconia, quando fuori piove, quando le mani sono legate e la solitudine si fa ghiaccio, e la sera non sopravviene mai, come la morte per il malato.

La vita è Nostalgia, quando il ritorno si fa dolore e l’assenza brucia nelle vene e la distanza appare incolmabile e supremamente voluntas deorum.

La vita è Oro, dono superiore, privilegio senza pari, sole che splende a picco su di noi irrorandoci di rugiada di luce.

La vita è Piacere nelle alcove frementi di spasmi e ricordi che fanno sorridere inconsciamente della corporeità che rilascia il nostro calore fatto di umori e sospiri.

La vita è Quotidianità, piccoli e teneri passi di bambino lungo un acciottolato di pietre miliari che conosce a menadito e che gli permettono una sana sicurezza del rientro nella propria sfera di affetti.

La vita è Ritualità, la dolcezza di un caffè amaro a letto, l’abbraccio confortante dell’amato, la notte sospirata lungo tutto un giorno trascinata nell’amplesso.

La vita è Silenzio, lungo la quiete impenetrabile di un viale alberato o spersa nella nebbia, sola coi propri pensieri, nella sacralità dell’Io.

La vita è Timidezza, quando gli sguardi s’incontrano fugaci, e tutto rivelano e niente dicono.

La vita è Unicità nella sua bellezza e finita eternità.

La vita è Veleno, il siero di Mitridate da sorbire lentamente e che ci irrobustisce, uccidendo i sensi di colpa e riallineando i nostri parametri stravolti dal rancore e dal dolore a lungo soffocati.

La vita è Zelo, capacità di mettersi alla prova, con impegno e costanza, perché nulla rimanga intentato e il rimpianto svanisca così come è sopraggiunto.

(dott. Emiliano Corsi, Verona)

Take Action -- Call for Italy to end the discrimination against Roma

Below the Take Action promotes by Amnesty International


Minister of InteriorRoberto Maroni
Ministro dell’InternoPalazzo Viminale
Via Agostino Depretis
700184 ROMA
Italy

Dear Minister Maroni,
I am writing to express my deep concern regarding the recent violent attacks against Romani people by members of the public.The anti-Roma language that has been reportedly used by Italian officials, politicians and the media, together with the disproportionate and discriminatory measures targeting the Romani community may be affecting the situation. Such rhetoric and actions stigmatize the Romani community and may help to create an atmosphere of hostility that legitimizes verbal and physical abuse against Roma.I therefore urge you to ensure that all attacks on Roma camps are thoroughly investigated and that the perpetrators are brought to justice.I also urge you and other members of the Italian government to ensure that officials and politicians refrain from making comments or using language that might incite or encourage attacks on Romani communities and refrain from taking any discriminatory measure against them.

(Personal Message)
Caro Ministro Maroni
un conto è la sicurezza nel nostro Paese, un altro conto è la figura di cacca internazionale che stiamo facendo.

Yours sincerely

Carlo Taglietti

Take Action ---- Coal is Over, Fund the Future

Below the message of Rainforest Action Network that just chose Citi and Bank of America as their new corporate targets. I agree with RAN, so I decided to subscribe the Take Action to Vikram Pandit, CEO, Citi and Ken Lewis, CEO, Bank of America , for a new and clean world.


Dear Mr. Pandit and Mr. Lewis,
I am concerned that your banks are performing very poorly in addressing climate change. Both of your banks are top investors in the coal sector which is the leading single point source of greenhouse gas emissions globally. I urge you to develop and adopt comprehensive climate change policies that reorient your lending towards efficiency and renewable energy, set greenhouse gas emissions reductions targets for your financing and very importantly, include a moratorium on the financing of new coal expansion.
The imperative of addressing coal and other GHG-intensive sectors is clear. Coal-fired power is the country's largest emitter of carbon dioxide and the world's fastest-growing source of GHG emissions. The construction of the 150 proposed coal-fired power plants in the United States would be a nightmare for our climate. The Christian Science Monitor has estimated that the emissions from these proposed plants would be greater than the 2002 emissions of 178 of the world's 186 countries.
The investments made in the energy sector over the next ten years will determine our collective ability to deal with the climate crisis, and investments in dirty coal will lead to world-wide climate and economic destabilization. Shifting away from dirty sources of energy is not only a wise and necessary choice for the environment, our economy and public health, but it will also free up capital to provide financing for more sustainable alternatives, such as energy efficiency initiatives such as decentralized energy grids and renewable energy sources such as wind and solar.
Your banks serve as the top financiers of the coal industry and new coal-fired powered plants. As climate change has become a national priority and consumers are increasingly turning away from companies that aren't stepping up to the challenge, I hope that you will play a leadership role by agreeing to the following goals:
:: Cease all funding of companies building new coal-fired power plants, coal to liquid or coal gasification plants, coal mines and supporting infrastructure.
:: Cease financing of companies that practice mountaintop removal and other forms of strip-mining.
:: Demand that all companies obtain free, prior and informed consent from Indigenous peoples and impacted communities before any coal projects occur on their lands or adjacent to their communities.
:: Prioritize financing and investments in energy efficiency and renewable energy infrastructures in order to transition away from all fossil fuel energy sources.
:: Support power and utility companies in decommissioning the dirtiest coal plants and in developing a strategy for a just transition for labor and coal-mining communities.
:: Support federal legislation that enacts strong carbon regulations in the form of a carbon tax and/or caps with an auction of carbon credits across all industries.
Of course, moving away from coal is just the first step towards the U-turn needed for our energy pathway and ushering in a new energy economy that creates more jobs while reducing our climate footprint. In order to tackle climate change at its roots, funding must be moved away from all of the top emitters of greenhouse gases with an early focus on the most carbon-intensive sectors.
We cannot successfully fight climate change if the world's largest banks continue to loan billions of dollars to outdated and dirty forms of energy. We deserve better from your banks. Please step up and be true climate leaders.


Carlo Taglietti

Bank and global warming

Reading the site http://ran.org/ I found interesting the article about the role of the banks, in particular Citi and Bank of America.
According to this site and the relative survey, the banks can have a strategic role in the global warming, the problem, I think, is about the absence of the ethic in the economy.
The banks (Citi, BoA, and others) can’t finance corporations that don’t distruct forest and the natural habitat, because they have to answer to the shareholders. The principal problem, and the ran.org doesn’t underline it, is that the capitalism is not ethic. That’s oriented to create value only for shareholders, as the classic economic doctrine, and it doesn’t create value for the community.
When we talk about the pollution and the global warming we must think also the failure of the capitalism. We can create a network, team- working, group, oriented to develop and diffuse the ethic. Maybe with high pressure, the corporations and banks will invest their money in intelligent project and with interest to young generation.

domenica, settembre 21, 2008

Maratonina di Brescia

Questa mattina ho fatto la maratonina a Brescia ed esattamente 10 Km non competitivi.
Il giro è stato molto bello, siamo partiti dalla salita, o meglio dalla discesa del castello zona Piazzale Arnaldo e siamo andati verso viale Venezia, ritornati in pzle Arnaldo a abbiamo proseguito per corso Magenta, piazza Vittoria, via Crispi, via dei Mille, via Calatafimi, via Leonardo da Vinci fino a porta Trento. A questo punto siamo saliti sul Castello e siamo scesi dai tornanti per arrivare, finalmente, piazzale Arnaldo.

Tempo buono, alla fine ho terminato in 54 minuti esatti, considerando il traffico (di podisti) e la salita del Castello.


http://www.maratoninadibrescia.it/

sabato, settembre 20, 2008

Pena di morte in Giappone

Leggendo il sito di Amnesty International ho visto che in Giappone c'è la pena di morte. Un paese così civile ed evoluto c'è ancora la pena di morte e la cosa più sorprendente è che c'è l'impiccagione, che forse è ancora più brutale della inizione letale presente negli USA.

Nel 2008 il numero di esecuzioni, ad oggi, è stato di 13 persone.

Non capisco se siamo noi europei umani con buon senso oppure tutti gli altri paesi che uccidono per vendetta.

x info.
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1343

domenica, agosto 31, 2008

Barack Obama Speech


Follow the speech of Obama when he accepted the nomination for the presidency of the US.

He can.


"To Chairman Dean and my great friend Dick Durbin; and to all my fellow citizens of this great nation;
With profound gratitude and great humility, I accept your nomination for the presidency of the United States.
Let me express my thanks to the historic slate of candidates who accompanied me on this journey, and especially the one who traveled the farthest - a champion for working Americans and an inspiration to my daughters and to yours -- Hillary Rodham Clinton. To President Clinton, who last night made the case for change as only he can make it; to Ted Kennedy, who embodies the spirit of service; and to the next Vice President of the United States, Joe Biden, I thank you. I am grateful to finish this journey with one of the finest statesmen of our time, a man at ease with everyone from world leaders to the conductors on the Amtrak train he still takes home every night.
To the love of my life, our next First Lady, Michelle Obama, and to Sasha and Malia - I love you so much, and I'm so proud of all of you.
Four years ago, I stood before you and told you my story - of the brief union between a young man from Kenya and a young woman from Kansas who weren't well-off or well-known, but shared a belief that in America, their son could achieve whatever he put his mind to.
It is that promise that has always set this country apart - that through hard work and sacrifice, each of us can pursue our individual dreams but still come together as one American family, to ensure that the next generation can pursue their dreams as well.
That's why I stand here tonight. Because for two hundred and thirty two years, at each moment when that promise was in jeopardy, ordinary men and women - students and soldiers, farmers and teachers, nurses and janitors -- found the courage to keep it alive.
We meet at one of those defining moments - a moment when our nation is at war, our economy is in turmoil, and the American promise has been threatened once more.
Tonight, more Americans are out of work and more are working harder for less. More of you have lost your homes and even more are watching your home values plummet. More of you have cars you can't afford to drive, credit card bills you can't afford to pay, and tuition that's beyond your reach.
These challenges are not all of government's making. But the failure to respond is a direct result of a broken politics in Washington and the failed policies of George W. Bush.
America, we are better than these last eight years. We are a better country than this.
This country is more decent than one where a woman in Ohio, on the brink of retirement, finds herself one illness away from disaster after a lifetime of hard work.
This country is more generous than one where a man in Indiana has to pack up the equipment he's worked on for twenty years and watch it shipped off to China, and then chokes up as he explains how he felt like a failure when he went home to tell his family the news.
We are more compassionate than a government that lets veterans sleep on our streets and families slide into poverty; that sits on its hands while a major American city drowns before our eyes.
Tonight, I say to the American people, to Democrats and Republicans and Independents across this great land - enough! This moment - this election - is our chance to keep, in the 21st century, the American promise alive. Because next week, in Minnesota, the same party that brought you two terms of George Bush and Dick Cheney will ask this country for a third. And we are here because we love this country too much to let the next four years look like the last eight. On November 4th, we must stand up and say: "Eight is enough."
Now let there be no doubt. The Republican nominee, John McCain, has worn the uniform of our country with bravery and distinction, and for that we owe him our gratitude and respect. And next week, we'll also hear about those occasions when he's broken with his party as evidence that he can deliver the change that we need.
But the record's clear: John McCain has voted with George Bush ninety percent of the time. Senator McCain likes to talk about judgment, but really, what does it say about your judgment when you think George Bush has been right more than ninety percent of the time? I don't know about you, but I'm not ready to take a ten percent chance on change.
The truth is, on issue after issue that would make a difference in your lives - on health care and education and the economy - Senator McCain has been anything but independent. He said that our economy has made "great progress" under this President. He said that the fundamentals of the economy are strong. And when one of his chief advisors - the man who wrote his economic plan - was talking about the anxiety Americans are feeling, he said that we were just suffering from a "mental recession," and that we've become, and I quote, "a nation of whiners."
A nation of whiners? Tell that to the proud auto workers at a Michigan plant who, after they found out it was closing, kept showing up every day and working as hard as ever, because they knew there were people who counted on the brakes that they made. Tell that to the military families who shoulder their burdens silently as they watch their loved ones leave for their third or fourth or fifth tour of duty. These are not whiners. They work hard and give back and keep going without complaint. These are the Americans that I know.
Now, I don't believe that Senator McCain doesn't care what's going on in the lives of Americans. I just think he doesn't know. Why else would he define middle-class as someone making under five million dollars a year? How else could he propose hundreds of billions in tax breaks for big corporations and oil companies but not one penny of tax relief to more than one hundred million Americans? How else could he offer a health care plan that would actually tax people's benefits, or an education plan that would do nothing to help families pay for college, or a plan that would privatize Social Security and gamble your retirement?
It's not because John McCain doesn't care. It's because John McCain doesn't get it.
For over two decades, he's subscribed to that old, discredited Republican philosophy - give more and more to those with the most and hope that prosperity trickles down to everyone else. In Washington, they call this the Ownership Society, but what it really means is - you're on your own. Out of work? Tough luck. No health care? The market will fix it. Born into poverty? Pull yourself up by your own bootstraps - even if you don't have boots. You're on your own.
Well it's time for them to own their failure. It's time for us to change America.
You see, we Democrats have a very different measure of what constitutes progress in this country.
We measure progress by how many people can find a job that pays the mortgage; whether you can put a little extra money away at the end of each month so you can someday watch your child receive her college diploma. We measure progress in the 23 million new jobs that were created when Bill Clinton was President - when the average American family saw its income go up $7,500 instead of down $2,000 like it has under George Bush.
We measure the strength of our economy not by the number of billionaires we have or the profits of the Fortune 500, but by whether someone with a good idea can take a risk and start a new business, or whether the waitress who lives on tips can take a day off to look after a sick kid without losing her job - an economy that honors the dignity of work.
The fundamentals we use to measure economic strength are whether we are living up to that fundamental promise that has made this country great - a promise that is the only reason I am standing here tonight.
Because in the faces of those young veterans who come back from Iraq and Afghanistan, I see my grandfather, who signed up after Pearl Harbor, marched in Patton's Army, and was rewarded by a grateful nation with the chance to go to college on the GI Bill.
In the face of that young student who sleeps just three hours before working the night shift, I think about my mom, who raised my sister and me on her own while she worked and earned her degree; who once turned to food stamps but was still able to send us to the best schools in the country with the help of student loans and scholarships.
When I listen to another worker tell me that his factory has shut down, I remember all those men and women on the South Side of Chicago who I stood by and fought for two decades ago after the local steel plant closed.
And when I hear a woman talk about the difficulties of starting her own business, I think about my grandmother, who worked her way up from the secretarial pool to middle-management, despite years of being passed over for promotions because she was a woman. She's the one who taught me about hard work. She's the one who put off buying a new car or a new dress for herself so that I could have a better life. She poured everything she had into me. And although she can no longer travel, I know that she's watching tonight, and that tonight is her night as well.
I don't know what kind of lives John McCain thinks that celebrities lead, but this has been mine. These are my heroes. Theirs are the stories that shaped me. And it is on their behalf that I intend to win this election and keep our promise alive as President of the United States.
What is that promise?
It's a promise that says each of us has the freedom to make of our own lives what we will, but that we also have the obligation to treat each other with dignity and respect.
It's a promise that says the market should reward drive and innovation and generate growth, but that businesses should live up to their responsibilities to create American jobs, look out for American workers, and play by the rules of the road.
Ours is a promise that says government cannot solve all our problems, but what it should do is that which we cannot do for ourselves - protect us from harm and provide every child a decent education; keep our water clean and our toys safe; invest in new schools and new roads and new science and technology.
Our government should work for us, not against us. It should help us, not hurt us. It should ensure opportunity not just for those with the most money and influence, but for every American who's willing to work.
That's the promise of America - the idea that we are responsible for ourselves, but that we also rise or fall as one nation; the fundamental belief that I am my brother's keeper; I am my sister's keeper.
That's the promise we need to keep. That's the change we need right now. So let me spell out exactly what that change would mean if I am President.
Change means a tax code that doesn't reward the lobbyists who wrote it, but the American workers and small businesses who deserve it.
Unlike John McCain, I will stop giving tax breaks to corporations that ship jobs overseas, and I will start giving them to companies that create good jobs right here in America.
I will eliminate capital gains taxes for the small businesses and the start-ups that will create the high-wage, high-tech jobs of tomorrow.
I will cut taxes - cut taxes - for 95% of all working families. Because in an economy like this, the last thing we should do is raise taxes on the middle-class.
And for the sake of our economy, our security, and the future of our planet, I will set a clear goal as President: in ten years, we will finally end our dependence on oil from the Middle East.
Washington's been talking about our oil addiction for the last thirty years, and John McCain has been there for twenty-six of them. In that time, he's said no to higher fuel-efficiency standards for cars, no to investments in renewable energy, no to renewable fuels. And today, we import triple the amount of oil as the day that Senator McCain took office.
Now is the time to end this addiction, and to understand that drilling is a stop-gap measure, not a long-term solution. Not even close.
As President, I will tap our natural gas reserves, invest in clean coal technology, and find ways to safely harness nuclear power. I'll help our auto companies re-tool, so that the fuel-efficient cars of the future are built right here in America. I'll make it easier for the American people to afford these new cars. And I'll invest 150 billion dollars over the next decade in affordable, renewable sources of energy - wind power and solar power and the next generation of biofuels; an investment that will lead to new industries and five million new jobs that pay well and can't ever be outsourced.
America, now is not the time for small plans.
Now is the time to finally meet our moral obligation to provide every child a world-class education, because it will take nothing less to compete in the global economy. Michelle and I are only here tonight because we were given a chance at an education. And I will not settle for an America where some kids don't have that chance. I'll invest in early childhood education. I'll recruit an army of new teachers, and pay them higher salaries and give them more support. And in exchange, I'll ask for higher standards and more accountability. And we will keep our promise to every young American - if you commit to serving your community or your country, we will make sure you can afford a college education.
Now is the time to finally keep the promise of affordable, accessible health care for every single American. If you have health care, my plan will lower your premiums. If you don't, you'll be able to get the same kind of coverage that members of Congress give themselves. And as someone who watched my mother argue with insurance companies while she lay in bed dying of cancer, I will make certain those companies stop discriminating against those who are sick and need care the most.
Now is the time to help families with paid sick days and better family leave, because nobody in America should have to choose between keeping their jobs and caring for a sick child or ailing parent.
Now is the time to change our bankruptcy laws, so that your pensions are protected ahead of CEO bonuses; and the time to protect Social Security for future generations.
And now is the time to keep the promise of equal pay for an equal day's work, because I want my daughters to have exactly the same opportunities as your sons.
Now, many of these plans will cost money, which is why I've laid out how I'll pay for every dime - by closing corporate loopholes and tax havens that don't help America grow. But I will also go through the federal budget, line by line, eliminating programs that no longer work and making the ones we do need work better and cost less - because we cannot meet twenty-first century challenges with a twentieth century bureaucracy.
And Democrats, we must also admit that fulfilling America's promise will require more than just money. It will require a renewed sense of responsibility from each of us to recover what John F. Kennedy called our "intellectual and moral strength." Yes, government must lead on energy independence, but each of us must do our part to make our homes and businesses more efficient. Yes, we must provide more ladders to success for young men who fall into lives of crime and despair. But we must also admit that programs alone can't replace parents; that government can't turn off the television and make a child do her homework; that fathers must take more responsibility for providing the love and guidance their children need.
Individual responsibility and mutual responsibility - that's the essence of America's promise.
And just as we keep our keep our promise to the next generation here at home, so must we keep America's promise abroad. If John McCain wants to have a debate about who has the temperament, and judgment, to serve as the next Commander-in-Chief, that's a debate I'm ready to have.
For while Senator McCain was turning his sights to Iraq just days after 9/11, I stood up and opposed this war, knowing that it would distract us from the real threats we face. When John McCain said we could just "muddle through" in Afghanistan, I argued for more resources and more troops to finish the fight against the terrorists who actually attacked us on 9/11, and made clear that we must take out Osama bin Laden and his lieutenants if we have them in our sights. John McCain likes to say that he'll follow bin Laden to the Gates of Hell - but he won't even go to the cave where he lives.
And today, as my call for a time frame to remove our troops from Iraq has been echoed by the Iraqi government and even the Bush Administration, even after we learned that Iraq has a $79 billion surplus while we're wallowing in deficits, John McCain stands alone in his stubborn refusal to end a misguided war.
That's not the judgment we need. That won't keep America safe. We need a President who can face the threats of the future, not keep grasping at the ideas of the past.
You don't defeat a terrorist network that operates in eighty countries by occupying Iraq. You don't protect Israel and deter Iran just by talking tough in Washington. You can't truly stand up for Georgia when you've strained our oldest alliances. If John McCain wants to follow George Bush with more tough talk and bad strategy, that is his choice - but it is not the change we need.
We are the party of Roosevelt. We are the party of Kennedy. So don't tell me that Democrats won't defend this country. Don't tell me that Democrats won't keep us safe. The Bush-McCain foreign policy has squandered the legacy that generations of Americans -- Democrats and Republicans - have built, and we are here to restore that legacy.
As Commander-in-Chief, I will never hesitate to defend this nation, but I will only send our troops into harm's way with a clear mission and a sacred commitment to give them the equipment they need in battle and the care and benefits they deserve when they come home.
I will end this war in Iraq responsibly, and finish the fight against al Qaeda and the Taliban in Afghanistan. I will rebuild our military to meet future conflicts. But I will also renew the tough, direct diplomacy that can prevent Iran from obtaining nuclear weapons and curb Russian aggression. I will build new partnerships to defeat the threats of the 21st century: terrorism and nuclear proliferation; poverty and genocide; climate change and disease. And I will restore our moral standing, so that America is once again that last, best hope for all who are called to the cause of freedom, who long for lives of peace, and who yearn for a better future.
These are the policies I will pursue. And in the weeks ahead, I look forward to debating them with John McCain.
But what I will not do is suggest that the Senator takes his positions for political purposes. Because one of the things that we have to change in our politics is the idea that people cannot disagree without challenging each other's character and patriotism.
The times are too serious, the stakes are too high for this same partisan playbook. So let us agree that patriotism has no party. I love this country, and so do you, and so does John McCain. The men and women who serve in our battlefields may be Democrats and Republicans and Independents, but they have fought together and bled together and some died together under the same proud flag. They have not served a Red America or a Blue America - they have served the United States of America.
So I've got news for you, John McCain. We all put our country first.
America, our work will not be easy. The challenges we face require tough choices, and Democrats as well as Republicans will need to cast off the worn-out ideas and politics of the past. For part of what has been lost these past eight years can't just be measured by lost wages or bigger trade deficits. What has also been lost is our sense of common purpose - our sense of higher purpose. And that's what we have to restore.
We may not agree on abortion, but surely we can agree on reducing the number of unwanted pregnancies in this country. The reality of gun ownership may be different for hunters in rural Ohio than for those plagued by gang-violence in Cleveland, but don't tell me we can't uphold the Second Amendment while keeping AK-47s out of the hands of criminals. I know there are differences on same-sex marriage, but surely we can agree that our gay and lesbian brothers and sisters deserve to visit the person they love in the hospital and to live lives free of discrimination. Passions fly on immigration, but I don't know anyone who benefits when a mother is separated from her infant child or an employer undercuts American wages by hiring illegal workers. This too is part of America's promise - the promise of a democracy where we can find the strength and grace to bridge divides and unite in common effort.
I know there are those who dismiss such beliefs as happy talk. They claim that our insistence on something larger, something firmer and more honest in our public life is just a Trojan Horse for higher taxes and the abandonment of traditional values. And that's to be expected. Because if you don't have any fresh ideas, then you use stale tactics to scare the voters. If you don't have a record to run on, then you paint your opponent as someone people should run from.
You make a big election about small things.
And you know what - it's worked before. Because it feeds into the cynicism we all have about government. When Washington doesn't work, all its promises seem empty. If your hopes have been dashed again and again, then it's best to stop hoping, and settle for what you already know.
I get it. I realize that I am not the likeliest candidate for this office. I don't fit the typical pedigree, and I haven't spent my career in the halls of Washington.
But I stand before you tonight because all across America something is stirring. What the nay-sayers don't understand is that this election has never been about me. It's been about you.
For eighteen long months, you have stood up, one by one, and said enough to the politics of the past. You understand that in this election, the greatest risk we can take is to try the same old politics with the same old players and expect a different result. You have shown what history teaches us - that at defining moments like this one, the change we need doesn't come from Washington. Change comes to Washington. Change happens because the American people demand it - because they rise up and insist on new ideas and new leadership, a new politics for a new time.
America, this is one of those moments.
I believe that as hard as it will be, the change we need is coming. Because I've seen it. Because I've lived it. I've seen it in Illinois, when we provided health care to more children and moved more families from welfare to work. I've seen it in Washington, when we worked across party lines to open up government and hold lobbyists more accountable, to give better care for our veterans and keep nuclear weapons out of terrorist hands.
And I've seen it in this campaign. In the young people who voted for the first time, and in those who got involved again after a very long time. In the Republicans who never thought they'd pick up a Democratic ballot, but did. I've seen it in the workers who would rather cut their hours back a day than see their friends lose their jobs, in the soldiers who re-enlist after losing a limb, in the good neighbors who take a stranger in when a hurricane strikes and the floodwaters rise.
This country of ours has more wealth than any nation, but that's not what makes us rich. We have the most powerful military on Earth, but that's not what makes us strong. Our universities and our culture are the envy of the world, but that's not what keeps the world coming to our shores.
Instead, it is that American spirit - that American promise - that pushes us forward even when the path is uncertain; that binds us together in spite of our differences; that makes us fix our eye not on what is seen, but what is unseen, that better place around the bend.
That promise is our greatest inheritance. It's a promise I make to my daughters when I tuck them in at night, and a promise that you make to yours - a promise that has led immigrants to cross oceans and pioneers to travel west; a promise that led workers to picket lines, and women to reach for the ballot.
And it is that promise that forty five years ago today, brought Americans from every corner of this land to stand together on a Mall in Washington, before Lincoln's Memorial, and hear a young preacher from Georgia speak of his dream.
The men and women who gathered there could've heard many things. They could've heard words of anger and discord. They could've been told to succumb to the fear and frustration of so many dreams deferred.
But what the people heard instead - people of every creed and color, from every walk of life - is that in America, our destiny is inextricably linked. That together, our dreams can be one.
"We cannot walk alone," the preacher cried. "And as we walk, we must make the pledge that we shall always march ahead. We cannot turn back."
America, we cannot turn back. Not with so much work to be done. Not with so many children to educate, and so many veterans to care for. Not with an economy to fix and cities to rebuild and farms to save. Not with so many families to protect and so many lives to mend. America, we cannot turn back. We cannot walk alone. At this moment, in this election, we must pledge once more to march into the future. Let us keep that promise - that American promise - and in the words of Scripture hold firmly, without wavering, to the hope that we confess.
Thank you, God Bless you, and God Bless the United States of America."

martedì, agosto 05, 2008

Traversata Stretto Messina '08


Il 28 luglio ’08 sono riuscito a compiere un’impresa straordinaria, almeno per me. Organizzata dalla Lega Navale di Messina, ed insieme ad una trentina di persone, ho attraversato lo stretto di Messina a nuoto.
La distanza teorica dello stretto è di 3,3 km, a causa della corrente la distanza effettiva sarà stata superiore oppure inferiore, chi può dirlo.
Domenica 27 luglio ci siamo incontrati tutti alla Lega Navale, e lì Mary Lokken e Giovanni Fiannacca, ci hanno dato i gadget (maglietta, asciugamano, cuffia, cappellino e zainetto) e qualche consiglio. Hanno continuato a dirci di stare tranquilli e di non aver paura di niente, nemmeno delle meduse. Sono sempre stato convinto che non sarebbe successo nulla per due semplici ragioni: la prima che saremmo stati tutti preparati e poi perché anche loro della Lega Navale non sono così pazzi da lasciarti solo in caso di difficoltà.
Per me è stata la prima volta che nuotavo in mare aperto dopo diversi anni. Mi sono allenato sempre in piscina ed è tutta un’altra cosa, soprattutto perché in piscina non ci sono le meduse e nemmeno le onde.
Lunedì 28 luglio, mi sono svegliato, e stranamente non ero né agitato né teso; la prima cosa che ho fatto è stato guardare fuori dalla finestra. Era nuvoloso, c’erano delle brutte nuvole nere che coprivano parte della costa messinese e poi c’era un forte vento. Insomma tutte le condizioni per appellarsi a qualche santo.
La partenza era a Torre Faro nella punta più estrema di Messina, presso la spiaggia dove c’è il traliccio dell’Enel, alle 9:30. In realtà siamo partiti dopo qualche ora, e non per colpa dei ritardatari, ma a causa della corrente. Il buon Giovanni, che conosce benissimo lo stretto, controllava la corrente che veniva dal Tirreno. La corrente è diminuita verso le 10:30 e a quel punto siamo partiti.
Siamo stati divisi in tre gruppi di 12 persone. Il primo gruppo è partito alle 10:30, dopo 10 minuti il secondo gruppo e dopo 5 minuti il mio gruppo. Ogni gruppo era circondato da quattro barche di piccole dimensioni dentro le quali c’erano alcuni parenti e amici che assistevano.
La temperatura dell’acqua era perfetta, né troppo fredda né troppo calda, ma quello che mi interessava di più erano le onde: non c’erano. Il mare era straordinariamente piatto, calmo come quello della piscina. Il cielo era diventato azzurro e non c’era nemmeno un po’ di vento. Forse un santo ha guardato giù e ha reso la traversata unica e irripetibile.
Devo dire che, come del resto faccio sempre, sono partito tra i primi, consapevole del fatto che dopo pochi metri gli altri mi avrebbero sorpassato. Infatti mi sono visto alcuni passare a destre e altri a sinistra e nessuno di loro guardava avanti, nessuno alzava la testa per vedere dove andava se dritto o storto. A quel punto decisi di tenere un mio ritmo, fregandomene degli altri. Ho rallentato, li ho fatti passare e poi ho puntato ad una barca e ho iniziato a nuotare con tutta la mia forza di volontà.
Dopo una decina di minuti ci hanno fermato per ricompattare il gruppo perché ci eravamo divisi. Quelli che andava più forte mi avevano dato almeno una ventina di metri e dietro di me c’erano altri ragazzi, distanti anche loro di una ventina di metri. In quel momento pensai alla Safety Car della Formula Uno, questo per dire come ero rilassato e tranquillo. L’intenzione degli organizzatori, proprio quella di ricompattare il gruppo, era buona, ma quando siamo ripartiti ci siamo separati ancora. La pausa, che comunque durò qualche minuto, fu utile a riprendere fiato e guardare in giro; eravamo ormai distanti di un centinaio di metri dalla costa messinese e ancora di qualche chilometro da quella calabra e il mare era profondo di un centinaio di metri. Ripresi fiato e consapevolezza di dove ero. Fantastico!
Dopo qualche minuto da quando siamo ripartiti mi sono ritrovato da solo con un altro nuotatore alla mia sinistra e non c’erano barche. Abbiamo visto una e l’abbiamo seguita, andava verso destra e noi non sapevamo nemmeno dove saremmo dovuti andare di preciso, non avevamo un punto di riferimento preciso nella costa calabra per questo seguivamo le barche. Dopo una decina di minuti questa barca accelera e si allontanò da noi. Pazzesco, quindi mi fermai subito e insieme all’altra persona decidemmo di tornare indietro e di nuotare vicino ad un'altra barca che però distava da noi di una cinquantina di metri dietro di noi.
Dopo che ci siamo avvicinati a questa barca non la lasciammo più fino all’arrivo. Rimasi poco dietro della barca e respirai per una mezzoretta circa gli scarichi della barca che era a motore. In un primo momento mi misi più a sinistra per evitare di inspirare gli scarichi, ma poi con la corrente che c’era mi ritrovavo sempre dietro.
Mentre nuotavo continuavo a pensare che stavo facendo una delle cose più belle della mia vita, mi sentivo, per la prima volta veramente soddisfatto di me e realizzato. La respirazione era perfetta, ogni due bracciate e, non essendoci nemmeno le onde, mi sembrava di nuotare in piscina se non fosse stato per il fatto che non vedevo il fondo. Non ero stanco, le braccia si muovevano senza alcuna fatica, ero felice, veramente soddisfatto di me stesso.
Sembrava interminabile, vedevo avvicinarsi la costa calabrese, ma, come quando corri per un’ora, la mente iniziava a stancarsi. Non sapevo cosa pensare. Ricordo di aver commesso l’errore di pensare al lavoro, e stavo scendendo di ritmo, sono ritornato a concentrarmi sulla distanza e sulla barca, che continuava ad essere davanti a me di circa dieci metri. Mi venne un piccolo dolore al ginocchio sinistro, come ormai da alcuni mesi, allora misi più forza nella gamba destra e meno su quella sinistra. Dopo qualche secondo, forse grazie a tale tecnica oppure grazie all’adrenalina il dolore svanì.
Ad un certo punto mi venne su un po’ di catarro e iniziai a tossire. Commisi l’errore di continuare a nuotare; non avevo più fiato ed ebbi una piccola crisi respiratoria, non riuscivo più a inspirare. A questo punto mi fermai, rimanendo sempre concentrato e guardando sempre la barca che avevo davanti. Inspirai e tirai fuori tutta l’aria che avevo nei polmoni e ripresi a nuotare. Rimasi straordinariamente concentrato, ero troppo di sicuro di me e certo di farcela.
A circa cento metri il barcaiolo ci disse di continuare, ma davanti a noi c’erano soltanto scogli, quindi ho iniziato a nuotare verso destra, verso la spiaggia di Scilla. Riuscivo a vedere il fondo e poteva essere profonda una trentina di metri, ma c’era qualcosa che non volevo vedere: meduse. Pensavo che fino a quel momento era andato tutto così bene. C’erano alcune che si muovevano sul fondo. Preso dalla paura ho accelerato, ho nuotato con tutte le mie forze, respirando ogni quattro bracciate; sentii qualcosa sul naso e sul labbro, forse si trattava di una semplice alga, ma dopo qualche secondo un sentii un forte prurito al braccio, questa volta, però, si trattava di una medusa. Non mi fermai, nemmeno quando mi venne un crampo al polpaccio destro. Continuai, mancava poco.
Dopo una decina di bracciate riuscii a toccare il fondo, ero arrivato a Scilla, avevo attraversato lo stretto. Non riuscivo a credere, ero arrivato senza difficoltà dall’altra parte della costa. Poi mi dissero che ero riuscito ad attraversare in un’ora e dieci. Al momento non mi interessava il tempo, ero troppo soddisfatto di me e avevo una gran voglia di dirlo a tutti della mia grande impresa.
Ritornando in barca alla Lega Navale di Messina pensavo alla grande avventura che ho fatto. Si, si è trattata di un’avventura, perché è stata una cosa straordinaria, per molti fuori dal normale, soprattutto per coloro che vivono nelle città caotiche del nord . Non è stata una semplice manifestazione sportiva, è stata una meravigliosa avventura per uno come me. Ho pensato a tante cose: a rifarla, fare lo stretto di Gibilterra o di cambiare disciplina; non ho pensato di mollare, di ridimensionare i miei obiettivi, assolutamente. Non sarò un grande atleta, ma nemmeno una nullità.
Alla prossima avventura.

giovedì, giugno 12, 2008

Intercettazioni

E' sconcertante quello che sta accadendo in questi giorni; è tornata alla ribalta la discussione sulle intercettazioni telefoniche che i magistrati svolgono al fine delle indagini.
E' vero che l'intercettazione fa venire meno la privacy dei cittadini, ma è anche vero che i magistrati hanno il DOVERE di indagare e di incastrare i deliquenti, magari i politicanti che stanno a Roma, garantisti del cavolo, non vogliono essere intercettati per paura di finire in galera.
Negli Stati Uniti sono arrivati all'estremo, non puoi dire nulla che ti ascoltano sempre e ovunque, in Italia i magistrati finiscono, invece, sotto processo. Assurdo.
Il governo, fatto da mafiosi massonici, vuole frenare le indagini, ostacolare la magistratura. E' il massimo dell'ipocrisia, perchè da un lato vuole fare la guerra ai rom e ai clandestini e ai piccoli criminali, proprio quelli che non serve l'intercettazioni per incriminarli e sbatterli in galera.
Questi stronzi governanti come credono di prendere altri delinquenti, grossi, come quelli della Clinica S.Rita e come Provenzano??
Magari non li vogliono catturare!!!!

Gli onesti cittadini non devono avere paura di essere intercettati, soltanto i criminali hanno paura e per questo vogliono eliminare un grande strumento democratico ai magistrati.

sabato, giugno 07, 2008

RUGBY - SCUDETTO 2007-08

Si è concluso il campionato italiano di Rugby e come ormai da qualche anno la sfida finale è tra Calvisano e Treviso Benetton.
Il team bresciano ha vinto per la seconda volta lo scudetto battendo il Treviso per 20 a 3.

lunedì, maggio 05, 2008

Chi era Mangano??

Strabrescia 2008


Dopo qualche minuto dalla partenza già dimostravo una fatica bestiale.
Anche quest'anno ho fatto 14 km in un tempo semi scandaloso, 1h 16 minuti, ma l'importante è aver finito una delle più belle corse. Una presenza eccezionale di corridori che hanno, abbiamo, invaso la città, da Urago Mella fino al castello, passando nelle varie vie e vicoli del centro storico bresciano.
L'emozione non mi ha fatto sentire la fatica, addirittura la corsa è stata rilassante.
Adesso l'appuntamento è per il prossimo anno.

giovedì, maggio 01, 2008

Elezioni comunali a Brescia.

Si rimane sconcertato guardando l’elenco dei nuovi consiglieri comunali perché sembra che non sia cambiato niente. Le stesse persone che prima erano all’opposizione sono andati alla maggioranza (forse l’unico cambiamento) ma la casta locale è di nuovo a riscaldare le stesse poltrone. Semplifico sintetizzando che chi era al comando nelle varie Circoscrizioni, che sono passate all’opposizione, quindi sono stati bocciati dall’elettorato hanno “vinto” in Comune, e chi già possiede una poltrona in provincia ha preso anche in comune, non si sa mai, magari il prossimo anno alle provinciali verrà bocciato.
Comunque, in questo caso il Beppe Grillo, direbbe a tutti coloro che dicevano di dare posto ai giovani, di essere contrari alla gerontocrazia ed essere favorevoli alla meritocrazia: VAFFANCULO!!!!

Italian dream

Italy needn’t a new government with old people like Berlusconi. Italy needs a new head that knows what are the goods of people and change truly the Italian system.
Italy needs:
- Change budget law – the “finanziaria”. Now is more restrictive and that doesn’t respect a logical of budget but it is a conglomerate of laws defined by the parliament. There are several laws of different nature, from class-action to pork-food.
- Lower and simplify tax rates. The cut can reduce the tax evaders and can diversify rich-distribution.
- Give Southern Italy economic freedom, not aid, by making a region tax free for a limited period like Ireland in order to attract foreign investors.
- Liberalize public utilities and don’t give again money to transport companies like Alitalia and Ferrovie dello Stato.
- Change Italian-mind because it is more closed and provincial-oriented. Needs more education, meritocracy and respect.

lunedì, aprile 28, 2008

Traversata Stretto Messina


Si sta avvicinando la fatidica Traversata dello Stretto di Messina.

Avverrà a luglio e la partenza sarà alla spiaggia di Torre Faro (Messina).
Sarà un'esperienza straordinaria.




Strabrescia 2008

STRABRESCIA
Domenica 4 maggio '08









www.strabrescia.it

Debacle centro sinistra

Con queste elezioni non c'è stata una sconfitta del centro sinistra bensì una distruzione su tutti i fronti, dalle elezioni politiche a quelle amministrative.
Ha vinto Berlusconi, non c'è che dire, è il miglior statista della seconda repubblica, è riuscito a fottere ancora gli italiani.
La cosa che colpisce è che parlando un pò con la gente di strada nessuno vuole ammettere che l'ha votato, si vergogna oppure frequento l'eccezione.
Berlusconi è riuscito a ottenere un ottimo risultato ed è tutto merito del PD, perchè è stato il Pd a voler correre da solo e mettendo in crisi il governo (grazie anche ai soldi del nano che sono serviti per comprare Dini e Mastella) ha messo in crisi la credibilità di Prodi e di tutti il centro sinistra.
E' stato il Pd che non è riuscito ad essere credibile ad avere un programma che si contrapponeva a quello del pdl, non è riuscito ad essere onesto con se stesso; ha candidato chiunque dagli imprenditori ai sindacalisti, hanno fatto un calderone privo di contenuti e certi personaggi, anche vincenti, sono stati fuori dalla campagna elettorale. L'unico che si è mosso è stato Veltroni, ma D'Alema, Fassino, Castagnetti, dove sono stati??
Mentre sulle televisioni pubbliche e private, nelle quali non è stata rispettata la par condicio, andavano in onda tutti 3 leader del pdl+ lega, nel pd c'era soltanto Veltroni.
Va bene avere un leader forte, ma non si può pensare di essere Davide contro Golia, e Veltroni riuscir a sconfiggere la triade del centro destra.
La lega è risultata essere troppo forte e questo risulta essere un brutto presagio, una pessima rappresentazione del popolo italiano verso l'Europa che ci guarda.
Quando riusciremo a rifarci e cambiare il nostro maledittissimo paese!!
Quando ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di cambiare e dire che l'Italia è un paese governato dalla pattumeria e che serve coraggio e grande forza per rendere moderno e civile il Bel Paese.

Elezioni politiche

Sono passate ormai tre settimane dalle elezioni politiche e si respira un aria completamente nuova.
Un nuovo presidente del consiglio, una squadra di governo del tutto nuova, e parlamentari nuovi.
Insomma una svolta, proprio quello che aveva bisogno il nostro paese.
Sorry mi sono sbagliato, tutto come prima se non peggio.
Un presidente più vecchio di prima, con nuovi tacchi e con una moquette in testa, gli stessi pagliacci di prima e più che aria nuova direi la stessa scoreggia di prima.
Girano gli stessi nomi di prima l’unica “novità” sarebbe quel pagliaccio di Calderoni come vice-premier, quindi se prima ci dovevamo vergognare della mondezza di Napoli ora anche quella del governo.
Gente vecchia con gli stessi programmi del cavolo di qualche anno fa. Il nano ha già tirato fuori il ponte sullo stretto di Messina e, proprio il giorno dopo le elezioni, ha detto che non ci saranno sconti ossia niente riduzione di tasse nel breve periodo perché l’economia non sta andando bene. Quindi l’ICI e la detassazione degli straordinari cosa si farà? Già nella prima settimana del dopo voto ha smentito una parte del programma, insomma è stato realista.
Però non so se questo è il peggio oppure il fatto che molti dei perdenti, ex ministri ed ex parlamentari adesso sono disoccupati. Adesso i politicanti come i rifondaioli, verdi e molti del pd cosa faranno? Inizieranno ad andare a lavorare, cosa impossibile, oppure romperanno le scatole e non permetteranno al nano di fare anche quelle riforme che il nostro paese ha bisogno?
In autunno, questi disoccupati, cosa faranno? Scioperi tutti i giorni oppure lasceranno progredire l’Italia facendola diventare un paese europeo?

lunedì, aprile 07, 2008

Trasparenza sulle candidature

Ad una settimana dalle elezioni politiche ed amministrative ci si pone la domanda: chi votare?
Non tanto il partito, ma le persone. Chi sono veramente i candidati dei vari partiti e partitini?
Le liste dei candidati alle elezioni politiche sono lunghe e, comunque, sempre gli stessi nomi, le stesse facce e gli stessi condannati.
Colgo l’occasione per guardare due liste, la prima riguarda la lista alla camera del collegio 25 dove ai primi 3 posizioni, quindi coloro che saranno eletti automaticamente, sono:
Enrico Letta, persona che non si è mai permesso di lavorare, carriera politica all’interno della dc e dopo ppi e margherita, e nipote di Gianni Letta, un altro democristiano incallito e braccio destro di Berlusconi, Paolo Corsini, ex parlamentare ed ex sindaco di Brescia, quota DS, molto vicino al clero bresciano, Binetti, teo-dem.
In pratica nella lista della camera presentata dal PD si presentano il “meglio” della democrazia cristiana, personaggi molto vicini al clero locale e nazionale.
Se scendiamo nei quartieri e andiamo a vedere i candidati della circoscrizione ovest di Brescia notiamo che il clero, stranamente, ha avuto la meglio. La lista dei candidati è fatta prevalentemente di personaggi legati ai vari oratori della zona e nonostante che stiamo parlando del Partito Democratico, i candidati sono ancora qui espressione della Margherita ed esattamente del clero locale.
La cosa che fa più sconcerto è che sono tutte persone che non hanno mai lavorato e che ipocriticamente prendono i voti e nascondono, dietro la menzogna politica, il loro giro fatto di raccomandazioni e di protezione clericale.

Alitalia

È assurdo quello che stanno dicendo quei politicanti del cavolo a riguardo dell’Alitalia.
Addirittura quello scemo di Berlusconi dice che c’è una cordata italiana, tranne che non sono ancora venuti fuori i nomi. Ha persino tirato in mezzo anche i suoi figli. È tutto questo con quale coraggio. Stanno speculando sulle sorti di persone, lavoratori che sono stufi di essere presi per in giro. Come è possibile che i sindacati li lascino parlare, li lascino dire tutte queste stronzate anziché lottare per i diritti dei lavoratori. Il ruolo dei sindacati si è vanificato negli anni e non ha più molto senso fare soltanto da lobby parassitaria senza alcun interesse verso coloro che chiedono tutele e rassicurazioni. In questo Berlusconi sta perdendo di credibilità, perché mi auguro che nessuno gli crederà ad una cosa del genere. Sono ormai due anni da quando è partita la cessione dell’Alitalia e nessuno è stato credibile se non Air France e Air One. L’offerta “migliore” è stata quella di Air France e che vada con i francesi, altrimenti libri contabili in tribunale e finisce il calvario per tutti.
Ricordo che Berlusconi aiutò moltissimo Alitalia nei suoi 5 anni di governo, nominò Cimoli e altri super manager super pagati che hanno portato alla rovina la compagnia.

martedì, marzo 04, 2008

A proposito della crisi sui mercati

È notevole quello che sta succedendo nei mercati finanziari in questi mesi. Dal mese di agosto si sta vivendo una vera e propria crisi  sui mercati, probabilmente nascosta dal buon senso e da una forte fiducia che tutti, dagli investitori ai politici e cittadini, hanno verso il mondo bancario.

Dato che io non ho fiducia verso il mondo bancario ho proprio voglia di esprimere la mia opinione in merito.

Negli anni passati le banche e le società finanziari per poter guadagnare, massimizzando i loro profitti, hanno erogato finanziamenti a tutti quanti, indistintamente dalle capacità di rimborso da parte della loro clientela e poi hanno trasferito il rischio credito ad altre persone, individuate come polli dal sistema economico, che in pratica sono i  piccoli risparmiatori e gli onesti investitori. A differenza dell’Italia, negli USA hanno erogato finanziamenti a persone e aziende che erano fallite nel passato oppure a precari e disoccupati e non si trattavano solo di piccoli importi, credito al consumo, ma veri e propri prestiti per comprare case, auto. Tali società finanziarie li hanno trasformati in titoli e girati ai risparmiatori, in tal modo riuscivano a fare cassa e trasferire il rischio credito. Il risultato è stato che, proprio grazie all’instabilità dell’economia americana, molti debitori sono diventati insolventi, i crediti non sono stati pagati e le società finanziari non solo hanno perso un sacco di soldi per i junk bond ma anche fanno fatica a far fronte alle proprie spese. Nel frattempo la politica monetaria americana sta cercando di aiutare, di evitare una vera crisi finanziaria reale; in Europa la situazione è un po’ diversa e ciò è  dovuto dal fatto che nella BCE ci sono dei veri e propri idioti.

Dopo questa premessa bisogna dire tre cose: 1) le banche stanno vivendo un periodo critico, ma per anni hanno erogato finanziamenti senza farsi carico del rischio, raggiungendo in questo modo i loro obiettivi di budget e lucrando il più possibile.

2) le persone normali sono state vittime delle banche che permettevano loro di sognare, grazie al credito facile e poi da alti rendimenti su titoli strutturati e dalla borsa;

3) spreco di denaro pubblico, perché ogni volta che la banca centrale, e in Europa si è ripetuto spesso, interveniva a dare liquidità e non faceva altro che scialacquare denaro pubblico verso banche private, che erano in difficoltà a causa i una loro cattiva gestione.

Tutto questo per dire che i risparmiatori, gli onesti investitori hanno perso in più occasioni. La cosa più divertente è che la crisi è appena iniziata. Sarà anche vero che in Europa e soprattutto in Italia l’esposizione delle banche verso credit subprime è inferiore a quella americana, ma è anche vero che la cultura finanziaria è molto diversa; ed è proprio per questa differenza che i danni sono inferiori.

Secondo Banca Italia, comunque, i crediti in sofferenza nelle banche italiane è salito nel mese di novembre del 5% in 11 mesi, sfiorando i 50 Mld di euro. Ricordo anche che banche come Unicredit e Ubi hanno visto rifiutarsi dal mercato delle proprie emissioni di titoli cartolarizzati e il mercato del denaro è in continua oscillazione.

Sul futuro non ci sono grandi speranze del resto le banche stanno iniziando a raccogliere quello che hanno seminato negli anni addietro.
 
 
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domenica, febbraio 17, 2008

I 12 punti del programma PD

Primo: modernizzare l’Italia.
Pensare ad un’Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.
Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.

Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.

L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.

Secondo: crescita del Mezzogiorno, crescita dell’Italia.
La priorità in materia è quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal sistema dei trasporti – strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare – su un livello quantitativo e qualitativo confrontabile con l’Europa sviluppata. E lo stesso vale per servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.

La Sicilia ha bisogno di una rete infrastrutturale che le consenta di diventare davvero, con le altre regioni del nostro Mezzogiorno, la naturale piattaforma logistica per gli scambi di servizi, di beni, di persone, di culture in un’area cruciale del mondo.

Terzo: controllo della spesa pubblica.
Proprio l’esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini italiani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del Partito Democratico è quello di riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi facendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale aumentandone la produttività e rendendola finalmente quel fattore di sviluppo e di uguaglianza che oggi ancora non è.

Mezzo punto di PIL di spesa corrente primaria in meno nel primo anno, un punto nel secondo e un punto nel terzo: il conseguimento di questo risultato è condizione irrinunciabile per onorare l'altro impegno che assumiamo con i contribuenti italiani, famiglie e imprese: restituire loro, con riduzioni di aliquota e detrazioni, ogni Euro di gettito aggiuntivo, derivante dalla lotta all'evasione fiscale. Obbiettivo del Partito Democratico è quello di semplificare il nostro barocco sistema amministrativo, ridurre le sovrapposizioni fra uffici, livelli istituzionali, organismi ed enti pubblici, accorpare in un’unica sede provinciale tutti gli uffici periferici dello Stato.

Cominceremo da subito abolendo le Province nei grandi Comuni metropolitani, ai quali andranno dati poteri reali in settori importanti come la mobilità. Utilizzeremo in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l’accordo di Stato e Comuni, in modo da abbattere contestualmente di qualche punto il debito pubblico, che potrà così scendere più rapidamente al di sotto della soglia del 100 per cento sul PIL. Libereremo così risorse per almeno un punto di PIL all’anno.

Quarto: Pagare meno, pagare tutti.
Oggi è possibile ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo. Il risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con questo credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con la prosecuzione della lotta all’evasione, permette per il futuro, anche per quello immediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.

Un obiettivo che si traduce, subito, in un incremento della detrazione IRPEF a favore dei lavoratori dipendenti. E dunque in un aumento di salari e stipendi.

Quinto: investire sul lavoro delle donne.
Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale.

Vogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Più donne occupate significa infatti più crescita, più nascite (come dimostra l’esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà.

Sesto: aumentare il numero di case in affitto.
La scarsa disponibilità di case in affitto blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie. Il terzo delle famiglie che non possiede abitazioni è esposto al rischio di aumenti dei costi degli affitti e alle difficoltà di poter acquistare una casa senza venderne un'altra.

Tra le misure che proporremo per aumentare l’offerta di case in affitto, un grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che può mobilitare risorse per 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione di 700 mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500 euro.

E una coraggiosa riforma del regime fiscale degli affitti: tassare il reddito da affitto ad aliquota fissa, ferma restando l’opzione per la condizione di miglior favore; e consentire la detraibilità di una quota fissa dell’affitto pagato fino a 250 euro mensili.

Settimo: incremento demografico.
Grande obiettivo programmatico del Partito Democratico è quello di invertire l’attuale trend demografico, aiutando in modo significativo le famiglie con figli, mediante l’istituzione della Dote fiscale per il figlio, proposta dalla Conferenza governativa di Firenze sulla famiglia.

La Dote sostituisce gli attuali Assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per figli a carico, assicura trattamenti significativamente superiori a quelli attuali, si rivolge anche ai lavoratori autonomi.
L'asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per chiunque ne abbia bisogno. Il nostro obiettivo, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, è quello di raddoppiare il numero dei posti entro cinque anni, in modo da assicurare il servizio ad almeno il 20 per cento dei bambini da 0 a 3 anni.
E’ anche con questi strumenti che si sostiene la famiglia, che la si aiuta a svolgere la sua importante funzione sociale.

Dobbiamo fare della nostra una società a misura di bambino, riservando all’infanzia i tempi e gli spazi di cui ha bisogno.

Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.
Abbiamo bisogno di “campus” scolastici e universitari. Abbiamo bisogno che per i ragazzi i luoghi di formazione non siano come una fabbrica o un ufficio, ma dei centri di vita e di formazione permanente.
Cento “campus”, universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Questi saranno a tutti gli effetti delle centrali di sapere per le comunità locali, dei luoghi di formazione e di “internazionalizzazione” per i nostri ragazzi.

Tutti gli studenti delle scuole italiane saranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per valutare la qualità dell’apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.
Importante sarà l’investimento destinato alla professionalità dei docenti. Ciò significa ad esempio prevedere per gli insegnanti periodi sabbatici di aggiornamento intensivo, così come avviene per i professori universitari.

Quanto alla ricerca, dobbiamo spingere le imprese a investire più risorse, concentrando solo sugli investimenti in ricerca e sviluppo i contributi a fondo perduto.

Nono: lotta alla precarietà, miglior qualità del lavoro e più sicurezza, un diritto fondamentale della persona umana.
In questo senso si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civiltà. Ma anche di far avanzare un’idea alta della competizione e della produttività.

Per questo bisogna creare un'unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, grazie alla quale potrà essere realizzato un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione; bisogna, inoltre, avviare la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le parti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l'obiettivo di raggiungere 1.000 euro mensili.

Troppi giovani sono ora “intrappolati” troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari.
Noi contrasteremo questa situazione, facendo costare di più i lavori atipici e favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito. Un percorso che preveda un allungamento del periodo di prova e una incentivazione e modulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di ingresso dei giovani nel lavoro.

Decimo: garantire la Sicurezza.
Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico.

Per questo, trasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilità interna alla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo nelle attività amministrative di supporto alle attività di polizia. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.

Il “pacchetto sicurezza” approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva ampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in appartamento, lo scippo, l’incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti questi casi prevedeva l’obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato, l’applicazione d’ufficio della custodia cautelare in carcere già con la sentenza di primo grado e l’immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi di sospensioni. Su questa linea noi proseguiremo.

Undicesimo: giustizia e legalità
Di innovazione ha bisogno un’altra sfera decisiva nella vita di un Paese e di ogni suo cittadino: quella della giustizia, della legalità. Il Partito Democratico, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualità delle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono.

Proporremo, inoltre, norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Per ognuna di esse, dovranno essere predeterminati e resi pubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione pubblica delle candidature; infine, pubblicato lo stato e gli esiti delle procedure di selezione. Noi proporremo anche di introdurre nel nostro ordinamento il principio della non candidabilità al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli connessi alla mafia e alla camorra, alle varie forme di criminalità organizzata, o per corruzione o concussione. Il nostro undicesimo grande obiettivo programmatico comprende anche il motivo principale dell’emergenza giustizia: i tempi del processo, sia penale che civile.

Noi porteremo a compimento le riforme avviate negli scorsi anni, come la razionalizzazione e l’accelerazione del processo civile e di quello penale. Ma adotteremo anche provvedimenti amministrativi che possono essere presi immediatamente, per accrescere l’efficienza del sistema giudiziario italiano.
C’è poi il nodo delle intercettazioni telefoniche, informatiche e telematiche. E’ uno strumento essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata e assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Si tratta di conciliare queste finalità con i diritti fondamentali, come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.

Dodicesimo: banda larga in tutti Italia e TV di qualità.
L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica. Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi.

Più libertà significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall'aumento di canali garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema. La libertà di informazione è un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un grande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.

Più concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. Più qualità: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi pubblicitari, che finanzi le produzioni di qualità. Dire qualità e dire Italia è la stessa cosa. Più autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il governo della RAI. La nostra idea è quella di una Fondazione titolare delle azioni, che nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.


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