È proprio vero che certe canzoni sono intergenerazionali.
Gaber parlava della sua generazione, ma è più che veritiera e applicabile anche per la mia generazione.
Abbiamo veramente fallito.
Non siamo in grado di avere e
realizzare dei sogni, degli obiettivi nella vita. Ci sono tanti ragazzi che non
si pongono nemmeno degli obiettivi e dei sogni realizzabili, altri ragazzi che
sognano l’impossibile e alla fine si accontentano di qualsiasi cosa nella vita,
subendo tutte le frustrazioni del caso.
Prima ancora di parlare di che tipo di generazione siamo,
cerchiamo di illustrare chi siamo. Siamo una generazione figlia, o addirittura
nipote, di persone che hanno fatto sacrifici enormi per avere quel poco che
sono riusciti ad avere, in un clima di ribellione e di conquista di libertà.
Una libertà che c’era già, in parte. Si è trattata di una libertà anticonformista,
e di una libertà trasgressiva e ribelle.
I cosiddetti 68ttini hanno seguito dei sogni e, nascosti a
dei valori prevalentemente di sinistra, hanno “lottato”, o almeno così ne
pensano, per avere maggior libertà.
I loro figli e i loro nipoti sono
cresciuti, per la maggior parte in una società in cui hanno avuto e stanno
avendo tutto.
Una società in continuo cambiamento e con un insieme di
influenze, ma senza grandi lotte e con pochi e semplici valori. Non abbiamo
nessuna intenzione di semplificare e di generalizzare, ma questa generazione,
molti di loro, non h si sono ritrovati dei genitori con un lavoro, quindi
doppio salario in casa, e al contempo poco controllo, poco tempo per i bambini,
ma tanto tempo per il lavoro e per il tempo libero, per il singolo e per tutta
la famiglia.
In questo modo sono cresciute due generazioni di italiani
che hanno avuto quasi tutto, dalla scuola, fino ai trent’anni in alcuni casi,
ai giochi.
Una condizione economica che ha permesso di comprare quasi tutto,
tutto quello che vedevano in televisione, tutto quello che sentivano il
bisogno, la necessità di avere, ma anche di cose per niente necessarie, ma
legate ad uno status symbol sociale.
Una generazione che ha 14 anni, hanno chiesto il motorino e
gli è stato comprato. Gli stessi ragazzi a 18 anni hanno chiesto ai loro
genitori la patente e l’auto e i genitori hanno comprato, chiedendo magari di
andare bene a scuola o qualche promessa, come fare il bravo ragazzo o di
iscriversi all'università.
Un piccolo compromesso per avere in cambio qualcosa,
un regalo.
Questo modo di crescere sicuramente non ha permesso lo
sviluppo di una maturità nei ragazzi, visto che per molti di loro hanno anche
“ereditato” il lavoro.
Il figlio di un avvocato sapeva in qualche modo che
sarebbe andato a fare il lavoro del padre, o comunque con i soldi del padre sapeva
che non avrebbe avuto problemi nel trovare lavoro, qualora non avrebbe seguito
le sue orme.
In qualche modo si è trattato di uno strano modo di creare
un’elite, o di una classe sociale fatte di persone con gli stessi vizi, con gli
stessi hobby e orientamenti. Ma quanti di questi hanno avuto veri stimoli e la
stessa voglia di lottare per ottenere un qualcosa che gli è mancato, per
ottenere qualcosa che i propri genitori non siano stati in grado di dare e di
comprare? Forse veramente pochi. È cresciuta una generazione che avendo tutto o
quasi, ha continuato a comprare quello che voleva, continuando a fare quello
che sempre gli è stato permesso di fare: chiedere.
Chi non ha avuto a scuola dei compagni viziati che non
avevano voglia di studiare e che avevano tutto? Chi non ha avuto compagni di
università che andavano in aula studio con “stile”.
Tipici ragazzi modaioli,
per esempio con bicicletta semi distrutta e spettinati, solo perché
rappresentava una moda, perché poi di soldi non gli mancavano? Ma soprattutto
andavano in aula studio per lasciare i libri e poi andare al bar a fare
colazione? Media di esami all’anno non superiore ai due. Adesso forse qualcosa
meno, visto che una volta serviva almeno un esame per ottenere il rinvio per il
servizio militare.
Quindi a distanza di anni l’Italia si è ritrovata con una
generazione di ragazzi che non hanno effettivamente fatto sacrifici per
ottenere o almeno tentare di ottenere qualcosa. Hanno sempre avuto qualcuno che
hanno ottenuto o comprato per loro.
Dei genitori che nel corso degli anni,
involontariamente, hanno dato loro tutto e gli hanno tolto la grinta e la voglia di ottenere qualcosa per loro.
Una generazione che ha dato sempre per scontato un po’
tutto, la scuola, il cibo, il
divertimento, le vacanze e tanto altro.
Oggi, a parte di una piccola parte di italiani che sono
cresciuto con dei valori diversi, ci sono gli immigrati che riconoscono il
fatto che solo attraverso sacrifici possono crescere e diventare qualcosa di
diverso.