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domenica, aprile 10, 2016

Il QE - fase 2 colma un vuoto di politica economica

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 11 mar, 2016


Ieri Mario Draghi ha sparato ancora, con il suo bazooka continua a sparare cartucce di miliardi di euro, e, proprio ieri, è arrivata la comunicazione ufficiale che il QE arriverà a 80 mld al mese e i tassi d'interesse scenderanno ulteriormente.
A differenze di quello che riportano molti quotidiani italiani, tale notizia era abbastanza attesa visto che nelle scorse settimane si parlava già di un ulteriore aiuto da parte della BCE sull'economia europea, e visto che la banca centrale può intervenire solo mettendo liquidità, era abbastanza scontato un rafforzamento del bazooka.
La sorpresa è stata soltanto sulla decisione che il denaro pubblico potrà essere usato per acquistare anche corporate bond, quindi non soltanto debito pubblico. Pertanto la BCE aiuterà anche le aziende non bancarie, sostenendo il funding e permettendo ai privati, ma soprattutto "all'economia reale", di avere risorse finanziare a tassi agevolati. Purtroppo nella conferenza di ieri non sono stati comunicati i dettagli di tale intervento, per esempio in termini di rating o settore produttivo (link: Decisioni di politica monetaria), ma si tratta di una mossa più razionale della precedente, oppure può essere letta come una sconfitta della precedente politica interventista, la quale prevedeva aiuti solo alle banche.
Comunque di contropartita Draghi ha ridotto mostruosamente il tasso d'interesse sui depositi presso la BCE, che per normativa sono obbligatori, e dalla settimana prossima iniziano a costare un bel -0,40% con una riduzione di 10 bps, che tradotto in altri termini, tale decisione serve per finanziare il funding pubblico, quindi con parole più semplici, saranno le banche che, pagando alla BCE, finanzieranno le imprese private a tassi agevolati.
Tutto questo interventismo è giustificato per aumentare l'inflazione, perché in Europa siamo in piena deflazione, e le stime riportano valori negativi nonostante un anno di QE.
Il grafico riporta la situazione dell'inflazione nell'area euro degli ultimi anni. In pratica dal 2010 siamo in piena crisi macroeconomica e, in particolar modo, negli ultimi anni siamo con il segno negativo (deflazione).
Inflation EU
Inflazione Euro Area
Per i classici economisti la deflazione è sinonimo di crisi economica, in quanto si tratta di riduzione della domanda di beni e servizi e, pertanto, di carente disponibilità finanziaria tra i consumatori.
L'effetto del QE e del nuovo intervento di Draghi sarà quello di continuare a falsare ulteriormente la situazione economica, generando un'inflazione tecnica, ma nascondendo la carente disponibilità economica delle famiglie e, nonostante il doping dei dati macroeconomici, non ci saranno reali e duraturi effetti economici se i singoli Paesi non si permettono di avere una seria politica economica.


E' anche vero che tale aiuto permette ai paesi come l'Italia di avere una boccata di ossigeno in termini finanziari, perché le imprese e le famiglie potranno far ricorso all'indebitamento a tassi d'interesse inferiori a quelli veri di mercato, con conseguenze positive sul mercato occupazionale e del debito pubblico, il quale è necessario per la sopravvivenza del Paese Italia.
Deve essere chiaro che il QE - fase 2, serve per colmare un vuoto di politica economica europea e per sostenere Paesi privi di un credibile piano industriale (e post), e non mi riferisco soltanto all'Italia, ma in generale ai PIIGS.
Un azione di tale portata, dal mio punto di vista, potrà avere effetti positivi a livello macroeconomico solo nel breve periodo, ma con effetti devastanti sulla situazione economico-finanziaria dell'Europa ed effetti speculativi, generando una volatilità sui vari mercati finanziari (vedi i prezzi delle azioni nelle ultime settimane), i quali non saranno facilmente controllabili.
In pratica si tratta di una dose eccessiva di morfina che viene data ad un morto; alla fine, se non avviene un miracolo, il morto è sempre morto.

giovedì, aprile 07, 2016

Orgoglioso di essere tedesco

Post pubblicato su Gli Stati Generali 13 set, 2015


Intanto dico subito che non sono tedesco, bensì italiano e sono trasferito a Monaco di Baviera, ma, come molti tedeschi in questi giorni, stiamo collaborando alla straordinaria macchina organizzativa a sostegno dei “Flüchtling”, accogliendoli con “Willkommen in Deutschland”.
Si tratta di un vero e proprio benvenuto, una grande accoglienza sostenuta con mezzi pubblici e tanto volontariato. Da parte dello stato tedesco si può vedere un grande lavoro per garantire un livello di sicurezza eccezionale per i residenti, ma soprattutto per i profughi appena arrivati dall'est Europa.
Qui in Germania i media tedeschi dedicano veramente nessuno spazio al razzismo, enorme differenza rispetto l’Italia, dove ormai con frequenza quotidiana, su tutti i media viene intervistato Salvini e altri personaggi politici e non, estremamente razzisti. Si tratta proprio di quel razzismo basato sui luoghi comuni, come portano le malattie, rubano nelle case, rubano il nostro lavoro, sono sporchi eccetera. Tutti quei luoghi comuni che la televisione tedesca non li fa passare.
Come riportato qualche settimana fa anche sui quotidiani italiani, una speaker della televisione pubblica tedesca ha attaccato duramente i razzisti. Martedì scorso (08/09), sempre la televisione pubblica tedesca (ZDF) ha trasmesso uno speciale sui profughi e del volontariato, con servizi seri e promotrici della vera bontà e del buon animo del popolo tedesco, e non solo, anche di noi immigrati.
Un'altra grande differenza con l’Italia è che, nei vari media, si utilizza il termine profughi e nessun si permette di usare altri termini come extracomunitari  o altri termini dispregiativi, e il messaggio che viene diffuso è estremamente e incredibilmente positivo.
Molti tedeschi e non, come il sottoscritto, volontariamente stiamo aiutando migliaia di persone che scappano dal loro paese perché in guerra o stufi di fare la fame, e in pochissimo tempo, la Germania è riuscita a mettere in piedi due cose, che altri paesi non sono riusciti a fare, ossia:

1. coinvolgimento di tutti i Paesi europei con attribuzione “volontaria” di quote
2. una macchina organizzativa pubblica assolutamente efficiente di aiuto e “smistamento” tra i vari Länder.
invece, che cosa ha fatto l’Europa? Ha convocato una riunione per fine settembre e nessuna azione unitaria e decisiva. Nessun intervento contro l'Ungheria, che, tra i primi Paesi in UE, sta attuando una politica estremamente razzista.
Che cosa ha fatto l’Italia? In questo caso bisogna considerare un costante aiuto e un ottimo lavoro nei vari centri d’accoglienza, da parte della Guardia Costiera, della Croce rossa e una foto con  la Pennetta a New York.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni in Europa, sicuramente la Germania sta dimostrando, anche in questo campo, di essere un Paese serio, unito e democratico.

martedì, aprile 05, 2016

Tra Imu e Tasi, il Pd di Renzi è l’erede ufficiale di Forza Italia

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 26 ago, 2015


È proprio vero che quello che conta sono i voti e per ottenerli bisogna raccontare le balle più grosse.
Il premier nominato Renzi non è da meno ai suoi predecessori o, forse, sarebbe meglio dire che non è da meno al suo maestro Berlusconi.
Ancora ieri all’incontro aggregativo di CL ha ribadito l’intenzione di tagliere IMU e TASI. Questa volta, la notizia “vera” è che ha rilanciato, non una tassa, bensì due. Vuole fare meglio del maestro e vuole essere più originale delle scorse settimane, dove l’annuncio non ha prodotto un vantaggio nei sondaggi.
A parte questi piccoli dettagli, qualcuno, forse vicino a lui, dovrebbe ricordargli che sono due tasse locali e che altri politicanti hanno già abolito e reintrodotto con nomi diversi. Negli ultimi dieci anni hanno cercato di toglierle, ma non sono state mai abolite proprio perché per un Comune non è possibile sopravvivere senza.
Ci sono due elementi da considerare quando si vuole fare politica seria:
  1. non si dovrebbero prendere risorse dai Comuni, i quali non possono sopravvivere se non alzando le addizionali comunali oppure introducendo altre tasse, magari legate alla casa o sullo “sporco” ma con nomi diversi dagli attuali
  2. attuare una politica economica e fiscale a vantaggio della collettività e non messaggi propagandistici per i sondaggi
chi è al potere, vuole capire che la politica non è fatta solo di sondaggi e di poltrone? Non si specula sulle persone attraverso anche una discontinuità della politica fiscale.
La riduzione o eliminazione dell’IMU e della TASI porterebbe soltanto problemi ai Comuni, che sono già stretti in termini di budget e molti di essi sono sull’orlo del fallimento, ma soprattutto chi se ne avvantaggerebbe ? soltanto proprietari immobiliari e soltanto a livello di nucleo familiare per un importo anche abbastanza ridotto.
Se si pensa ad alcuni comuni, dove già l’IMU per alcune categorie di case o di reddito non sono soggetti, quale beneficio fiscale avrebbero questi cittadini? Ovviamente negativo, perché per coprire un taglio di questa portata, i comuni aumenterebbero le addizionali comunali che colpirebbero tutti, sicuramente i lavoratori dipendenti, in quanto le addizionali sarebbero trattenute direttamente dal sostituto d’imposta, appunto l’azienda.
Ci sarebbero altre imposte che il governo seriamente dovrebbe considerare di tagliare, come per esempio il ripristino dell’IVA al 20% dove porterebbe vantaggi sostanziali all’economia nazionale e tutti avrebbero un vantaggio in termini di potere di acquisto con possibile ripresa delle vendite. Oppure riduzione dell’IRPEF, dove ne trarrebbero vantaggio tutti, o almeno chi paga le tasse. Oppure riduzione o eliminazione della patrimoniale sui depositi, che a mio parere è anche incostituzionale (art. 47), oppure ridurre il debito pubblico, che è assolutamente fuori controllo.
È proprio vero che il PD non è più il vero PD che sarebbe dovuto essere, ossia una realtà socialdemocratica rivolta ad un elettorato e popolo del centrosinistra. Adesso è ufficiale che si tratta dell’erede di Forza Italia, un partito della nazione con quasi le stesse persone e con gli stessi slogan e con lo stesso vincente antirenzismo manifestato dalla sinistra.

domenica, aprile 03, 2016

No hay nada que temer ya que serán muchos los beneficios

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 15 ago, 2015


"los Estados Unidos acogen con beneplácito este nuevo comienzo de su relación con el pueblo y el gobierno de Cuba. Sabemos que el camino hacia unas relaciones plenamente normales es largo pero es precisamente por ello que tenemos que empezar en este mismo instante. No hay nada que temer ya que serán muchos los beneficios de los que gozaremos cuando permitamos a nuestros ciudadanos conocerse mejor, visitarse con más frecuencia, realizar negocios de forma habitual, intercambiar ideas y aprender los unos de los otros"
queste sono le parole in spagnolo del Segretario di Stato Americano John Kerry di ieri presso l'ambasciata americana a L'Avana. Si è trattato di un altro grande passo verso la democrazia e verso la rinascita di Cuba.
Dopo 54 anni la bandiera americana ha ripreso a sventolare a L'Avana. Si tratta di un grande momento storico che delinea la fine, o quasi, del disgelo politico tra i due paesi, la fine dell'embargo e forse la fine di un comunismo ben lontano da quei veri ideali e principi del comunismo teorico, che non prevede assolutamente quello che è successo a Cuba, paese vittima di una dittatura militare.
L'amministrazione americana di Obama passerà nella storia per aver ridato un futuro e una speranza ai cubani, un grande lavoro diplomatico e di persuasione, e perché no, anche grazie alla volontà di Castro di lasciare la vita terrena con un'altra rivoluzione, quella democratica.
Cuba è una splendida isola, ma purtroppo ha veramente scarse risorse naturali per poter garantire la sopravvivenza della popolazione in assoluta autonomia. Per anni ha ricevuto supporto dall'Unione Sovietica, ma ormai da decina di anni ne è venuto a mancare anche l'aiuto dei "fratelli" comunisti. Ha cercato di continuare ad andare avanti nel rispetto di una ideologia comunista, che nel corso degli anni non si  è rinnovata, non si è aperta al cambiamento della società, ma, soprattutto, non si è adeguata per poter far fronte alla nuove necessità e nuovi bisogni della popolazione cubana.
La rivoluzione cubana ha voluto mantenere nel corso degli anni quel romanticismo e amore verso la rivoluzione, indipendentemente dal fatto che, per ovvie ragioni, la popolazione cubana, escluso l'esercito, non desiderava più. I cubani volevano, e vogliono, il riconoscimento della libertà, di poter fare quello che vogliono, anche semplicemente di viaggiare.
Chi è andato a Cuba qualche anno fa poteva vedere negli occhi dei cubani una malinconia e una scarsa speranza per il futuro. Si poteva vedere che si trattava di un Paese che offriva alcuna possibilità di andare avanti, che non permetteva ai giovani di crescere o comunque di guardare ad un futuro migliore. I cubani vivono ancora in case fatiscenti dello Stato o nelle baracche dello Stato, senza alcuna speranza di cambiare o di avere la possibilità di vederla ristrutturata, a causa del denaro, dell'embargo, ma soprattutto perché non era la loro casa, bensì dello Stato.
Si poteva vedere anche un enorme mercato nero, che permetteva ai cubani di sopravvivere o semplicemente di vivere in modo dignitoso. Un altra assurdità rimane ancora il sistema valutario, che è esplicita espressione di un Paese che non poteva andare avanti, un sistema che si contraddiceva da solo. Lo Stato paga in Peso cubano, che non permette di comprare quasi niente perché il mercato, non sono quello nero, accetta solo il Peso Convertibile, valuta "commerciale" legato al dollaro.

venerdì, aprile 01, 2016

Anche in Cina non c'è il due senza il tre

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 14 ago, 2015


La banca centrale cinese questa settimana ha, per ben tre volte, svalutato la moneta nazionale Yuan, sorprendendo i mercati e i vari paesi, in particolare modo Stati Uniti. Alcuni analisti hanno parlato di guerra valutaria, altri di intervento; ma quali sono effettivamente le conseguenze di questo intervento sullo Yuan?
Intanto bisogna distinguere le conseguenze a breve termine (max 6 mesi) e medio-lungo termine.
Nei mercati, ormai, non si parla più di lungo termine come una volta, il lungo termine si riferisce praticamente ad uno scenario di 1-3 anni.
Breve Termine: immediata svalutazione della moneta con relativa instabilità dei mercati valutari, dove il valore dello Yuan tenderà ad stare sopra i 6,35 contro il dollaro, sperando anche di andare verso la soglia dei 7 Yuan per dollaro
CNY USD
Oltre ad un movimento nei mercati valutari, anche vendite dei titoli di stato cinese, dovuti ad un'inaspettata svalutazione della moneta, quindi ritenuta per molti rischiosa e, potrebbero esserci allo stesso tempo acquisti dei titoli cinesi perchè i tassi d'interesse potrebbero alzarsi, rendendo "appetibili" i rendimenti. Una volatilità sui mercati causerebbe un possibile eccesso di liquidità (inaspettata) sui mercati, e naturalmente anche perdite, per coloro che non riescono chiudere le posizioni in tempo.
Possibili vendite sul mercato valutario e secondario (azionario e obbligazionario) potrebbe determinare un eccesso di liquidità in un mercato, dove negli ultimi 6-8 mesi è stato soggetto ad una forte bolla speculativa. Proprio questa bolla ha determinato dei prezzi "falsati" sul mercato, il quale nel breve termine potrebbe subire un ridimensionamento. Sempre nel breve periodo i mercati americani ed europei si adegueranno, in quanto ci sono aspettative di perdite di fatturato per alcune aziende, in particolar modo quelle di lusso, visto che il lusso, legato al brand, è l'unico prodotto che viene importato e che non può essere copiato.
Questo problema è anche il male minore, perché in realtà ci potrebbero essere ripercussioni sulla liquidità dei mercati per il sostenimento dei titoli pubblici, dove proprio il governo cinese potrebbe vendere o non acquistare titoli americani ed europei, facendo venire meno il grande sostegno al debito pubblico.
Dal punto di vista politico, nel breve termine, ci sarà la solita speculazione ed attacchi nei confronti della Cina e sbandieramento di politiche protezionistiche da parte dei soliti politicanti.
Medio-lungo termine: I cinesi potrebbero iniziare a comprare meno risorse, tra questi anche petrolio, e prodotti dall'estero, permettendo la nascita o sviluppo di imprese per il mercato interno. La riduzione potenziale di importazioni per la Cina rappresenterebbe ulteriore rafforzamento della bilancia commerciale in quanto, un altro effetto, sarebbe maggiore aggressività dei prodotti cinesi sul mercato internazionale.
Balance trade
Come riportato dal grafico la Bilancia commerciale cinese, salvo alcuni mesi, è da qualche anno in lieve aumento, quindi è tecnicamente non giustificata la svalutazione se non per la volontà di incrementare maggiormente l'avanzo e rafforzare l'economia cinese.
Reazioni politiche, dal mio punto di vista, potrebbero essere politiche protezionistiche ad attacco dei prodotti cinesi, che potrebbero essere più economici di adesso, ed un'accelerazione de TTIP  e un blocco occidentale nel quale l'Europa, si farebbe sottomettere o influenzare dalle politiche americane nella difesa della propria, o loro, economia.

mercoledì, marzo 30, 2016

Politicamp o Leopoldina??

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 18 lug, 2015


Questo week end a Firenze è in corso il Politicamp, una grande iniziativa, dove incontrarsi e parlare di politica organizzata da Possibile, dal gruppo civatiano che da qualche mese ha lasciato il PD.
Possibile
Un lungo week end di discussione politica, dove si parla effettivamente di politica con proposte concrete di leggi, referendum e con un’agenda fittissima di appuntamenti suddivise in aeree tematiche.
Come iniziativa politica direi che è molto interessante, per due ragioni:
  1. si parla veramente di politica, e non ci sono monologhi auto-esaltanti 
  2. partecipano persone competenti, anche se gufi
Ovviamente c’è anche l’altra faccia della stessa medaglia, ossia si tratta di un’altra Leopolda, dove molte persone colgono l’occasione per farsi notare in un evento politico abbastanza chiuso.
Si tratta appunto di un evento come la Leopolda, una sorta di congresso informale del partito, dove ci si incontra e si discute di politica in modo assolutamente moderno, diverso da come si faceva “una volta” nei noiosi congressi con mozioni congressuali, oppure se vogliamo dire la verità, nel passato nemmeno si discuteva, si era molto meno concreti.
Diciamo che questi incontri rappresentano un modo nuovo per propagandare il proprio messaggio politico e per promuovere la leadership. Iniziative, le Leopolode e Politicamp,  che sono state servite per definire la leadership e per contare i propri supporter. Si sarà anche discusso di politica, ma credo, per quello che ho visto in entrambe manifestazioni, che si sono trattate di occasioni per farsi pubblicità e per intessere nuove relazioni, e riempire il web di tweet e post, nella massima "obiettività possibile"
Comunque tornando al Politicamp di questo weekend, si tratta nuovamente di un grande occasione per far nascere effettivamente la nuova realtà politica di Civati, Possibile, per il suo primo lancio ufficiale dopo il Solstizio di Giugno.
Si parla di Immigrazione, Diritti civili, Reddito minimo e naturalmente anche di Cannabis, Buona Scuola e Job Acts.
Non si può non seguire con interesse questa iniziativa e vedere il risultato dei programmi che Possibile sarà in grado di scrivere in questi giorni, e soltanto dopo si potrà iniziare a fare una valutazione obiettiva del nuovo movimento/partito.
Per adesso la maggioranza degli italiani sono spettatori, in attesa di vedere cosa uscirà fuori, in termini di qualità di programma e soprattutto se sarà possibile paragonare con gli altri partiti, in particolare il partito della Leopolda.

lunedì, marzo 28, 2016

Fenomeni cinesi ... l'inizio della fine??

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 13 lug, 2015



Mentre un po’ tutti sono "attratti" dalla Grecia, con espertoni di economia in molti programmi televisivi e opinionisti piuttosto che veggenti a discutere sulle possibili reazioni della Grexit, post referendum, sta passando un po' sottovoce o quasi due fenomeni economici provenienti dalla Cina:
  1. continua acquisizione di società europee
  2. fine, o quasi, della  bolla speculativa
Notizia della scorsa settimana che MPS e Unicredit sono state parzialmente acquisite (per circa 2% ) dalla banca centrale cinese. caso abbastanza insolito qualche anno fa, ma che ormai si sta dimostrando abbastanza frequente in Italia. La banca cinese sta lentamente acquistando varie aziende del MIB30 portando, sicuramente liquidità, che le aziende necessitano in questo momento, ma dall'altra parte ha preso avvio una forma di globalizzazione inversa, dove "l'Occidente" viene comprato dai paesi del terzo mondo o ex-terzo mondo, e in questo caso addirittura ex-comunista.
Un caso che non sta facendo per niente discutere, che nessun politico si mette ad urlare contro questo fenomeno, assolutamente strano, per certi aspetti, ma soprattutto preoccupante se dovesse aumentare. In particolar modo da quei politici che hanno paura di un'Europa unita e alleanze con aziende francesi (come per Alitalia), ma che non dicono nulla nel momento in cui si lasciano scappare aziende italiane ad arabi o cinesi.
In contemporanea la bolla speculativa in Cina degli ultimi 6 mesi , sembra che stia per esplodere. Intanto, vorrei dire che non si tratta della fine della bolla speculativa cinese, bensì la fine della bolla speculativa internazionale. Come riportato anche in un altro post (http://www.glistatigenerali.com/?p=24874 ) da qualche mese gli speculatori internazionali hanno iniziato a vendere su tutti i mercati.
L'indice del mercato azionario cinese (Shanghai Stock Exchange Composite Index) riportato nel grafico sottostante (fonte: Bloomberg), evidenzia come la bolla speculativa sia proprio iniziata verso la fine del 2014 , come negli altri mercati europei, e adesso almeno quelli furbi hanno iniziato a vendere proprio prima che il mercato assuma prezzi reali, ossia l'indice generale ritorni intorno a 2.000 punti.

SHCOMP








La ragione di questa bolla ? Un po' difficile a dirlo, ma sicuramente ha avuto degli impatti la forte riduzione dei tassi d'interesse sulle principali valute internazionali. Anche la valuta cinese (Yuan) ha subito un trattamento particolare dalla banca centrale cinese, con costante riduzione dei tassi, anche durante la bolla speculativa.
Per completezza d'informazione, riporto anche un grafico che paragona l'andamento dei tassi di rendimento del titolo di stato cinese e tedesco. Entrambi i titoli hanno subito una costante perdita di rendimento, ad esclusione del Bund tedesco degli ultimi mesi dovuti probabilmente all'effetto Grecia. Comunque se il rendimento dei titoli di Stato è diminuito vuol dire che la domanda di acquisto è aumentata, proprio un controsenso se si guarderebbe solo il rendimento, ma se si guarda il rischio no.

bund and china
In queste condizioni di mercato non è proprio facile capire come comportarsi e capire veramente dove andrà il mercato, sicuramente la Grecia in tutto questo non ha influenza, visto che l'economia reale greca è assolutamente imparagonabile al mercato cinese.
A parte questo, il mercato, forse dalla Cina, si sta avviando verso una stabilizzazione dei prezzi ed una fine della bolla speculativa dovuta a tassi d'interesse esageratamente bassi.
Nel caso in cui dovesse iniziare la fine della bolla speculativa in Cina, con alte probabilità, si potrebbe propagare anche in Europa portando i mercati azionari a valori pre bolla, come per esempio DAX intorno ai 10.000 punti, FTSE MIB sotto i 20.000 punti.
* * *

sabato, marzo 26, 2016

La Grexit non è la fine del mondo

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 4 lug, 2015


Alla vigilia del referendum in Grecia sull'euro, dove in pratica i greci decideranno se iniziare a fare dei sacrifici, che gli altri paesi europei hanno iniziato diversi decenni fa, oppure vivere alla giornata nella speranza di continuare ad ottenere soldi dall'UE, sono abbastanza allibito di tutta questa situazione o per meglio dire, perché ci dobbiamo fasciare la testa per loro....
Intanto in Grecia fino a qualche anno fa si trovava con una situazione economico per niente ottimale, come il sud Italia, e con enormi privilegi che l'autocrazia politica aveva anche concesso alla popolazione. Dopo, "grazie" alla Trojka, hanno iniziato a togliere i privilegi ed innalzare le tasse, forse con un piccola lotta all'evasione fiscale, ma su questo non saprei se ha funzionato.. l'evasione e corruzione sono difficile da combattere quando è fortemente radicata anche nella cultura, come in Italia.
Risultato è che le tasse sono aumentate, per esempio l'IVA è al 23% , le pensioni sono state tagliate , tetti agli stipendi super manager etc..
cose che sono state fatte anche in Italia, con la grande differenza che l'Italia (forse soltanto il Nord) , è presente un settore industriale e terziario che riesce a creare valore/"ricchezza", mentre la Grecia a parte del turismo e della feta non dispone di altro..
Ha un PIL addirittura inferiore a quello di una regione tedesca come la Baviera e non soltanto adesso a causa della crisi, ma da diversi decenni. La Grecia non è mai stata competitiva o all'altezza degli altri paesi europei.
Comunque torniamo al referendum, se dovesse vincere il SI, ossia rimanere all'euro? Intanto nuove elezioni politiche molto probabilmente visto che Tsipiras sostiene il contrario, oppure rimane attaccato alla poltrona? "italian style"??
Nuove tasse e lotta alla corruzione e all'evasione fiscale. Il debito pubblico greco, ormai tutto nelle mani delle istituzioni pubbliche europee e non dalle banche o da privati, verrebbe rinegoziato a tassi accettabili, e la BCE comprerebbe altri titoli greci e continuerebbe a tenere aperto il rubinetto dei soldi pubblici verso la Grecia fino a quando diventerà solvente, forse in un paio di anni, oppure fino al prossimo movimento no euro o ricatto istituzionale.
Nel caso in cui dovesse vincere il NO?? La Grecia sarebbe in default e non pagherà il debito ai paesi europei, allo stesso tempo uscirebbe (o sarebbe veramente sbattuta fuori dall'euro) e diventerebbe come gli altri paesi europei che non hanno l'euro, come Polonia, Ungheria, Rep. Ceca...
Ritornerebbe ad avere la dracma con un'inflazione, contro una corrente deflazione del 2%, ma gli stipendi o per meglio dire il potere d'acquisto dei greci si annullerebbe rapidamente e le banche (che non sono il demonio per definizione) non avrebbero soldi da erogare perché non li avranno, indipendentemente da vincoli dei 60 euro come in questi giorni.
Il punto di riflessione che in questi mesi non viene affrontato è proprio questo: perché la Grecia non può uscire dall'euro, mentre altri paesi europei dell'est si? certo adesso con tutti i debiti che si è fatta non sarebbe corretto, ma la Polonia può e la Grecia no?? e perché gli altri paesi hanno fatto riforme serie e strutturali, mentre la Grecia non li ha fatte nel passato e adesso non vuole nemmeno tentare di recuperare il tempo perso?
Talvolta vedo un forte bigottismo in questo europeismo; l'uscita della Grecia non vuol dire fallimento dell'UE, vuol dire fallimento della Grecia, grossa perdita per i Paesi che hanno acquistato il debito pubblico greco, che compenseranno con una tassa occulta o esplicita (come in Germania dove permane la tassa di solidarietà per la DDR), ma l'euro rimarrebbe in piedi, forse anche più forte di prima con paesi che hanno una politica seria e di rigore orientata alla crescita e lotta alla corruzione, evasione fiscale.
Non sono favorevole all'uscita della Grecia e infatti spero che i greci siano intelligenti e che votino a favore dell'euro, e che soprattutto votino per il rispetto delle regole, ma allo stesso tempo sono favorevole che anche gli altri paesi europei entrino a far parte di questo bel giochetto dell'euro.
In Italia, indipendentemente dal risultato del referendum non ci dovrebbero esserci problemi, Renzi ha detto al TG5 che gli italiani non devono avere paura.... italiani state sereni...
E' chiaro che nel caso in cui si dovesse avverare la Grexit, soprattutto l'Italia inizierà ad avere problemi. Chi pagherà il debito greco e chi riuscirà a fermare il movimento "no euro"??
ancora qualche ora di attesa....

venerdì, marzo 25, 2016

I tassi ricominciano a salire... guai in vista per il debito italiano?

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 17 mag, 2015


Nelle ultime settimane è avvenuta una piccola scossa nei mercati dei tassi, che, per la maggior parte degli investitori non era proprio prevista, o almeno non nel breve periodo, come invece è avvenuta. In pratica nell'ultimo mese il mercato dei titoli governativi in Europa ha avuto un aumento non indifferente delle vendite, che ha portato ad un incremento dei tassi di rendimento. Se per esempio guardiamo il titolo governativo europeo più sicuro, e benchmark per molti analisti, ossia l’obbligazione tedesca a 10 anni, si può vedere proprio che il Bund ha avuto un incremento dell’yield molto sostenuto, da uno 0.08 di fine aprile a 0.64 del 15 maggio.
Il tutto sembra che sia partito verso la fine di aprile, proprio in concomitanza con discorso ottimista da parte del presidente della FED, Janet Yellen (guarda caso), giorno in cui i prezzi dei future sui Bund ha iniziato ad invertire il segno dando i primi segnali, poi avvenuti sui mercati spot.
Gli investitori, o semplicemente gli speculatori, internazionali hanno iniziato a vendere titoli tedeschi e, sembrerebbe anche che abbiamo iniziato a vendere azioni a Francoforte, per girare la liquidità altrove. Infatti analizzando anche l’indice DAX, nello stesso periodo ha avuto un calo scendendo sotto i 12.000 punti, dimostrando, almeno per gli analisti tecnici, che l’indice generale della borsa di Francoforte abbia toccato il limite.
Quindi nello stesso periodo sono avvenute enormi vendite in entrambi mercati, obbligazionari e azionari, generando enormi profitti e un’enorme liquidità sui mercati.
Il punto da chiarire è il perché di queste vendite, considerando altri due elementi:
  1. Situazione macroeconomica dell’Europa non è cambiata
  2. La liquidità non si è spostata, o non ancora, oltreoceano
Infatti la situazione economica negli ultimi 6 mesi è rimasta abbastanza stabile, con un rischio deflazione e un livello di instabilità finanziaria per gli stessi paesi europei. Semmai il mercato ha iniziato a credere nella Grecia, visto che sta, nonostante la campagna elettorale di Tsipiras, pagando i propri debiti.
Per tutto lo scorso anno e fino alla fine di aprile, i titoli di stato tedeschi erano considerati dei titoli difensivi e, per ragioni collegabili anche alla politica interventista di Draghi, erano stati oggetto di acquisti massicci dal mercato, raggiungendo il minimo storico in condizioni assolutamente critiche per l’economia europea. In altre parole si potrebbe dire, l’economia europea ha dei problemi, va male, ma noi compriamo lo stesso (comunque c’è la BCE che poi compra tutto), ma allo stesso tempo, sempre a condizioni critiche per il mercato europeo nel suo complesso, gli investitori – speculatori – compravano azioni.
Allo stesso tempo, per quanto riguarda il secondo punto, anche i rendimenti dei titoli governativi americani sono aumentati nelle ultime settimane, sinonimo quindi di ulteriori vendite anche nel mercato americano. Pertanto gli investitori – speculatori -  non stanno vendendo in Europa per comprare titoli americani, dove il dollaro si sta rafforzando. Assolutamente no. Essi stanno vendendo in entrambi continenti e in modo decisivo.
Una possibile ragione di questa forte inversione del mercato, è che proprio il mercato si è reso conto che oltre non si può andare e che le cose stanno o potrebbero precipitare. Il punto più sorprendente è in quale direzione si vuole muovere il mercato, dove sta andando tutta la liquidità generata e fino a quando le vendite sui mercati europei andranno avanti e quali impatti potrà avere, per esempio sul debito pubblico europeo e in particolar modo quello italiano.

martedì, marzo 22, 2016

Report, questa volta hai un pochino esagerato

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 27 mag, 2015


Sono stato abbastanza colpito dall'ultima puntata di Report di Rai 3 trasmessa 24 maggio, perché solitamente fanno un buon giornalismo d’inchiesta e non mandano messaggi negativi, o che possono essere interpretati in modo negativo, o almeno questa è la mia opinione su Report.
In pratica la puntata della scorsa domenica, che l’ho rivista almeno tre volte per poter capire meglio se ero io che fraintendevo oppure no, ho notato non tanto disinformazione, ma l’intenzione di dare un messaggio surreale o non del tutto realistico.In pratica Internet sarebbe in grado di cambiarti la vita e che potrebbe rappresentare, e in alcuni casi già rappresenta per molte persone, uno strumento per uscire dalla crisi, e che permette "alla nuova classe media creativa di avere un futuro" grazie appunto alla rete e ,che, la rete, sia il bene in assoluto, o almeno quasi. Addirittura la rete permette a chiunque di "essere venture capitalist e creare opportunità e il tutto sarebbe in continua crescita". In pratica sembrano le parole di Casaleggio sulla rete.
Comunque in un primo momento ero rimasto colpito dagli interessanti servizi della puntata di Report, ma  dopo, soprattutto rivedendolo una seconda e dopo una terza volta ho dedotto alcuni messaggi non corretti, o così almeno li considero io, e in alcuni casi negativi, che vengono passati dal servizio.
Faccio alcuni esempi, più facili da capire.
Nella prima parte del servizio c’è un’esortazione di alcuni siti “rivoluzionari” come Airbnb piuttosto che Uber. In questo casi sembra, almeno da quello che io ho percepito dal servizio, che permettano di creare nuovi lavori e che consentano veramente di avere nuove opportunità. Per esempio quando parla di Uber, intervistando un ragazzo di Genova, che, “appena in cinque minuti si attiva su Uber” sfrutta l’occasione per recuperare la spesa che sostiene per andare in ufficio, una sorta di car sharing (che poi come lavoro fa un job sharing project). In questo caso sembra che Uber ti dia veramente un’opportunità di lavoro e che permetta di coprire i tuoi costi e che sia molto conveniente per l'acquirente.
Un altro esempio è Airbnb, piattaforma dove si può condividere le proprie abitazioni detto in altri termini, subaffittare stanze oppure appartamenti. In questo caso ci sono due esempi lampanti o addirittura allucinanti: il primo è relativo al responsabile di Airbnb Italia, che quando era all'università aveva iniziato a ospitare gente da tutto il mondo e, Matteo, riesce anche ad imparare le lingue straniere e conoscere mondi diversi. Onestamente mi verrebbe da dire: se invece di subaffittare studiavi lingue oppure geografia? Il secondo esempio, in altri termini potrei dire che è un po’ “diseducativo” è l’esempio della signora di Milano, che quando è in ferie lascia il proprio appartamento a degli sconosciuti greci, che viaggiando per lavoro, vanno in subaffitto da lei (??). E, sempre questa signora, lascia il lavoro fisso per fare un altro lavoro, e per arrotondare subaffitta la casa o fa car sharing con Blablacar. Oltre a questo nel servizio si sottolinea come si può fare soldi, ossia l'esempio di una ragazza americana, che lavorava in banca nel settore finanziario e lascia tutto per fare un ristorante indiano abusivo in casa alla sera.
Ora, posso essere d’accordo che la rete ti possa dare delle opportunità, ma mascherare queste opportunità in un nuovo business e lasciare il posto fisso, oppure per arrotondare subaffitti o prepari cene abusive, onestamente, mi sembra un po’ esagerato.
Oltre a questo, la giornalista Gabanelli, che solitamente l’ammiro, coglie subito l’occasione per mettere in cattiva luce Confersecenti e i taxisti, i quali si lamentano proprio perché queste opportunità non sono altro che esercizi abusivi di lavori altrui e che in sostanza è tutto denaro in nero. Ed è ovvio che ci sia del denaro in nero, non tanto verso queste piattaforme, che pagano le tasse in base alle commissioni incassate in qualche paradiso fiscale, piuttosto il cash incassato dagli utenti. Semplicemente se affitti il proprio appartamento tramite airbnb (ci sarebbe anche wimdu, ma a quanto pare non era rilevante la concorrenza ai fini del servizio), e non dichiari al fisco, in pratica si tratterebbe di affitto in nero. Questa volta Report sembra che non abbia capito dove si trovi l’illecito.
Un altro esempio che mi ha lasciato molto stupito è il sito Oilproject, dove “la scuola non è più quella scatola di mattoni in cui stiamo dalle 9 alle 14 etc..”, che in pratica offre la possibilità di trovare materiali scolastici, video ed esercizi in rete. Avresti anche la possibilità di raggiungere 10.000 visite, addirittura 2 milioni di persone e vedere anche quello che fanno i tuoi amici. "Non c’è ritorno economico", si afferma durante l’intervista da parte di uno dei fondatori, il quale allo stesso tempo dice anche che ora guadagna molto di più di prima, di quando era dipendente pubblico. Dal mio punto di vista, anche questo esempio, si tratta di pura e semplice disinformazione.
Allo stesso tempo è sicuramente importante e da non trascurare, e che il legislatore dovrebbe intervenire a tutelare gli utenti e soprattutto evitare l’evasione fiscale, ma comunque non è da considerare la rete come elemento sacro ed inviolabile – quando sono i piccoli che fanno soldi per arrotondare, se invece sono i grandi come Amazon.
Chi volesse riguardare la puntata di Report, è sufficiente andare sul sito della RAI