Con la nascita del Partito Democratico c’è stato un vero e proprio terremoto nella politica italiana. Negli ultimi giorni anche Berlusconi ha fatto un nuovo partito: Partito del popolo delle libertà che poi non è altro che un restyling di Forza Italia. Questo ha generato un malcontento tra gli alleati del centro destra, perché si sono visti, in modo improvviso, una specie di scossa e voglia di rinnovamento che non si aspettavano. Berlusconi ha cercato di rilanciare la voglia di cambiamento come nel 1994 quando è sceso in campo, dimenticandosi però che non è più l’uomo nuovo e pulito dai giochetti politici; è stato sia al governo che all’opposizione, ha fatto i propri interessi sia in ambito giudiziario sia nel campo radiotelevisivo. Non bisogna dimenticare il fatto che è stato assolto da alcuni processi perché il reato è caduto in prescrizione tanto meno il fatto che nella propria schiera di parlamentari ci sono moti che sono indagati per vari reati di natura penale.
Per quanto riguarda Berlusconi e le televisioni devo ricordare il caso dei decoder del digitale terrestre che ha avvantaggiato l’azienda produttrice, e il fratello Paolo ne era azionista, il gruppo Mediaset con i vari canali digitali di Mediaset Premium e il caso di Rai-Mediaset che proprio negli ultimi giorni sta affiorando una verità scontata tra i giornalisti politicizzati delle due reti.
Ma torniamo sul terremoto del Pd, Forza Italia si sta rinnovando con i circoli della Brambilla, in lotta con i circoli di Dell’Utri; Fini e Casini hanno paura di perdere qualche voto e parlamentare, tanto che si sono subito infuriati e hanno quasi chiuso la porta in faccia alla proposta di un unico partito nel centro destra, vogliono la loro autonomia dal leader per definizioni quale è Berlusconi.
Nel centro sinistra è accaduto qualcosa del genere nei mesi scorsi con l’uscita da DS di una fetta di militanti che stanno cercando di fare qualcosa nella cosiddetta “cosa rossa” con Rifondazione, Verdi e correntone DS.
Ora bisogna aspettare e vedere cosa faranno nei prossimi mesi, credo che difficilmente ci sarà un’aggregazione dei partiti che sappia replicare quella del Pd in quanto sembra che l’intenzione dei partiti sia quella di fare una legge elettorale di tipo proporzionale che mira alla frammentazione partitica. Se non sarà gestito bene dal neo segretario Veltroni lo stesso Pd sarà un flop.
mercoledì, novembre 28, 2007
lunedì, novembre 19, 2007
Biofuels: crime against humanity
Last Monday Bob Dineen, president of the Washington-based Renewable fuels Association, meet Ban Ki-moon, UN Secretary General, in order to review the claims made by Mr Ziegler last August.
Ziegler said that the biofuels is a crime against humanity because there are a lot of people that die every day and rich countries want utilizes food for cars. Also Fidel Castro is against and he said that “is a sinister idea to transform food into fuel”.
Mr. Ban Ki-moon don’t say anything, but at same time he was not against the biofuels.
The are supporter of the biofuels because is one way to reduce the demand of oil and to reduce the pollution, but there is the risk that the market price of corn and soybeans increase and same countries, Africa and Asia, can’t buy.
Brazil are investing to ethanol plant and the plan of the government is to launch the sugar cane industry to the detriment of oil, and all useful to develop of the country
Ziegler said that the biofuels is a crime against humanity because there are a lot of people that die every day and rich countries want utilizes food for cars. Also Fidel Castro is against and he said that “is a sinister idea to transform food into fuel”.
Mr. Ban Ki-moon don’t say anything, but at same time he was not against the biofuels.
The are supporter of the biofuels because is one way to reduce the demand of oil and to reduce the pollution, but there is the risk that the market price of corn and soybeans increase and same countries, Africa and Asia, can’t buy.
Brazil are investing to ethanol plant and the plan of the government is to launch the sugar cane industry to the detriment of oil, and all useful to develop of the country
Bhutto and delicate Pakistan
the situation in Pakistan is really delicate. Private and some international television broadcast have been blacked out, public protests have been banned and several Supreme Court judges dismissed.
The fragile democracy was hit by Gen. Musharraf last month when Benazir Bhutto decided to come back in Pakistan.
She returned from eight years in exile after reaching a deal with Gen. Musharraf to help guide the country toward civilian rule.
Maybe in January will be new election and the General is fear of the future results and the decision of election is the direct consequence of the pressure of US government and UN. But without Supreme Court judges and without the freedom for the people will not chance for free and fair elections.
The fragile democracy was hit by Gen. Musharraf last month when Benazir Bhutto decided to come back in Pakistan.
She returned from eight years in exile after reaching a deal with Gen. Musharraf to help guide the country toward civilian rule.
Maybe in January will be new election and the General is fear of the future results and the decision of election is the direct consequence of the pressure of US government and UN. But without Supreme Court judges and without the freedom for the people will not chance for free and fair elections.
domenica, novembre 11, 2007
Tagli delle spese del governo e il buon Mastellone
Con la finanziaria approvata venerdì al Senato il governo ha deciso di tagliare il numero dei ministri (al massimo dovranno essere 12) e il numero dei “collaboratori”, ossia vice ministri e sottosegretari (che dovranno essere al massimo 60 persone). È stato un grande passo, anche se abbinare una riforma del genere alla legge finanziaria 2008 non ha molto senso, come non ha senso rinviare il tutto al prossimo governo che si formerà.
La riforma, trattandosi di una legge parlamentare, potrà essere modificata facilmente dal prossimo governo, il quale attraverso un decreto oppure attraverso la propria maggioranza potrà incrementare il numero di “parassiti” politici. La riforma, a mio avviso, doveva essere abbinata ad una modifica della struttura organizzativa del governo e delle altre istituzioni (Camera e Senato) quindi attraverso una riforma strutturata della Costituzione.
È vero che il Governo deve risparmiare dei soldi, ma la riforma doveva guardare allo snellimento della macchina governativa.
Comunque, a parte questo, il buon Mastella ha messo in crisi ancora una volta la maggioranza. Vota la legge, ma tiene stretta la sua poltrona e quella dei suoi bravi.
Dice addirittura che l’unico partito della coalizione che dovrà “fare la dieta” dovrà essere il Partito Democratico.
In altre parole il primo partito della coalizione si deve sottomettere ad un partitino di poco più di 4% di voti e con un leader massonico.
E poi viene detto che il governo agisce sotto ricatto della sinistra comunista, il ricattatore, invece, è proprio Mastella che vuole mangiare più di tutti.
La riforma, trattandosi di una legge parlamentare, potrà essere modificata facilmente dal prossimo governo, il quale attraverso un decreto oppure attraverso la propria maggioranza potrà incrementare il numero di “parassiti” politici. La riforma, a mio avviso, doveva essere abbinata ad una modifica della struttura organizzativa del governo e delle altre istituzioni (Camera e Senato) quindi attraverso una riforma strutturata della Costituzione.
È vero che il Governo deve risparmiare dei soldi, ma la riforma doveva guardare allo snellimento della macchina governativa.
Comunque, a parte questo, il buon Mastella ha messo in crisi ancora una volta la maggioranza. Vota la legge, ma tiene stretta la sua poltrona e quella dei suoi bravi.
Dice addirittura che l’unico partito della coalizione che dovrà “fare la dieta” dovrà essere il Partito Democratico.
In altre parole il primo partito della coalizione si deve sottomettere ad un partitino di poco più di 4% di voti e con un leader massonico.
E poi viene detto che il governo agisce sotto ricatto della sinistra comunista, il ricattatore, invece, è proprio Mastella che vuole mangiare più di tutti.
sabato, ottobre 27, 2007
Risultati Primarie città di Brescia
Più di 3 milioni di italiani il 14 ottobre sono andati a votare alle Primarie della segreteria del Partito Democratico. E' stato il primo passo per la costituzione del PD e attraverso le Primarie sono stati eletti anche i membri dell'assemblea costituente nazionale e regionale.
I risultati nella città di Brescia per il Nazionale sono i seguenti:
Nazionale
Collegio 25
Votanti 4.958
Democratici Lombardi per Veltroni 2.175
A Sinistra per Veltroni 954
I Democratici per Letta 630
Con Rosy Bindi 1.041
Schede Bianche/Nulle 158
Collegio 24
Democratici Lombardi per Veltroni 2.413
A Sinistra per Veltroni 728
I Democratici per Letta 923
Con Rosy Bindi 1.361
Schede Bianche/Nulle 177
Per un totale di votanti di 10.515
I risultati nella città di Brescia per il Regionale sono i seguenti:
Collegio 25
Democratici Lombardi per Veltroni-Martina 2.857
A Sinistra per Martina 500
Progetto Lombardia per Martina 258
Con Rosy Bindi e Sarfatti 1.214
Schede Bianche/Nulle 130
Collegio 24
Democratici Lombardi per Veltroni-Martina 2.867
A Sinistra per Martina 511
Progetto Lombardia per Martina 542
Con Rosy Bindi e Sarfatti 1.442
Schede Bianche/Nulle 193
I risultati nella città di Brescia per il Nazionale sono i seguenti:
Nazionale
Collegio 25
Votanti 4.958
Democratici Lombardi per Veltroni 2.175
A Sinistra per Veltroni 954
I Democratici per Letta 630
Con Rosy Bindi 1.041
Schede Bianche/Nulle 158
Collegio 24
Democratici Lombardi per Veltroni 2.413
A Sinistra per Veltroni 728
I Democratici per Letta 923
Con Rosy Bindi 1.361
Schede Bianche/Nulle 177
Per un totale di votanti di 10.515
I risultati nella città di Brescia per il Regionale sono i seguenti:
Collegio 25
Democratici Lombardi per Veltroni-Martina 2.857
A Sinistra per Martina 500
Progetto Lombardia per Martina 258
Con Rosy Bindi e Sarfatti 1.214
Schede Bianche/Nulle 130
Collegio 24
Democratici Lombardi per Veltroni-Martina 2.867
A Sinistra per Martina 511
Progetto Lombardia per Martina 542
Con Rosy Bindi e Sarfatti 1.442
Schede Bianche/Nulle 193
Per un totale di votanti di 10.514
sabato, settembre 15, 2007
Ancora ricatti
È assurdo come la sinistra sia in continua lotta con se stessa. Vive in un dilemma interpersonale (se vediamo come se fosse una persona). È sempre alla ricerca dello scontro tra le diverse anime che la compongono.
Dopo il congresso dei Democratici di Sinistra della scorsa primavera, dove c’è stata la spaccatura e la nascita dell’ennesimo partitino (Sinistra Democratica), il partito, sia a livello locale che nazionale, ha continuato a dibattere sugli stessi argomenti, primarie DPEF, welfare state e poltrone nel Partito Democratico. Non ci è voluto molto per capire che la posta in palio, direzione del nuovo e vecchio PD, è alta. Così è scattata la candidatura di Veltroni seguita da altri personaggi carismatici della Margherita. La lotta interna non è finita qui, ma è proseguita con la costituzione delle liste all’interno dei vari candidati alle primarie.
Per esempio a Brescia ci sono due anime-liste che sostengono Veltroni il 14 ottobre. La lista Sinistra per Veltroni e Democratici per Veltroni. Entrambi, comunque in corsa per una qualche poltrona e per aumentare la propria visibilità e potere negoziale all’interno del futuro partito. Due anime in lotta per dire la stessa cosa, perché poi, come accade sempre, la divisione delle poltrone in qualunque posto avviene considerando le quote. La distribuzione dei balocchi avviene per quote, che saranno rosa, rosse, verdi, azzurre. Ognuna quota indica, non tanto il rispetto di particolari forme di espressione politiche, bensì di restrizioni e ricatti.
Dopo il congresso dei Democratici di Sinistra della scorsa primavera, dove c’è stata la spaccatura e la nascita dell’ennesimo partitino (Sinistra Democratica), il partito, sia a livello locale che nazionale, ha continuato a dibattere sugli stessi argomenti, primarie DPEF, welfare state e poltrone nel Partito Democratico. Non ci è voluto molto per capire che la posta in palio, direzione del nuovo e vecchio PD, è alta. Così è scattata la candidatura di Veltroni seguita da altri personaggi carismatici della Margherita. La lotta interna non è finita qui, ma è proseguita con la costituzione delle liste all’interno dei vari candidati alle primarie.
Per esempio a Brescia ci sono due anime-liste che sostengono Veltroni il 14 ottobre. La lista Sinistra per Veltroni e Democratici per Veltroni. Entrambi, comunque in corsa per una qualche poltrona e per aumentare la propria visibilità e potere negoziale all’interno del futuro partito. Due anime in lotta per dire la stessa cosa, perché poi, come accade sempre, la divisione delle poltrone in qualunque posto avviene considerando le quote. La distribuzione dei balocchi avviene per quote, che saranno rosa, rosse, verdi, azzurre. Ognuna quota indica, non tanto il rispetto di particolari forme di espressione politiche, bensì di restrizioni e ricatti.
mercoledì, settembre 05, 2007
lunedì, agosto 06, 2007
Il caso Mele
Da qualche giorno a questa parte si discute del deputato Mele, eletto nella schiera del UDC, per la sua avventura in albergo con due prostitute e cocaina. È indagato per possesso e spaccio di droga e per ultimo anche per mancato soccorso alla prostituta che è stata male a causa della cocaina, che è stato proprio il deputato a portarla nella stanza dell’albergo.
Non si discute del fatto che un esponente democristiano, membro del primo partito moralista in Italia, si diverta quando è in trasferta a Roma; non si discute nemmeno che magari questo deputato alla Camera abbia sempre votato contro le case chiuse, contro la legalizzazione delle droghe leggere e contro i DICO.
Non si discute che nel Parlamento, dopo il servizio delle IENE, dello scorso anno, gira parecchia droga e nemmeno che magari l’albergo era a carico dello Stato, dato che era in “trasferta” per lavoro il povero onorevole Mele.
Non si discute nemmeno che lui, come l’UDC, politicamente sia stato sempre a favore delle radici cristiane e a sostegno della famiglia, forse a casa sua ha una versione del Vangelo che dice di andare tranquillamente con prostitute e tirare di coca.
Sarà che di balle questi parlamentari raccontano parecchio e che, con il culo seduto sulla poltrona, impongono dogmi che nemmeno loro condividono.
Non si discute del fatto che un esponente democristiano, membro del primo partito moralista in Italia, si diverta quando è in trasferta a Roma; non si discute nemmeno che magari questo deputato alla Camera abbia sempre votato contro le case chiuse, contro la legalizzazione delle droghe leggere e contro i DICO.
Non si discute che nel Parlamento, dopo il servizio delle IENE, dello scorso anno, gira parecchia droga e nemmeno che magari l’albergo era a carico dello Stato, dato che era in “trasferta” per lavoro il povero onorevole Mele.
Non si discute nemmeno che lui, come l’UDC, politicamente sia stato sempre a favore delle radici cristiane e a sostegno della famiglia, forse a casa sua ha una versione del Vangelo che dice di andare tranquillamente con prostitute e tirare di coca.
Sarà che di balle questi parlamentari raccontano parecchio e che, con il culo seduto sulla poltrona, impongono dogmi che nemmeno loro condividono.
martedì, luglio 03, 2007
Discorso Walter Veltroni
Riporto un estratto del discorso di Walter Veltroni in occasione della candidatura a leader del Partito Democratico.
Fare un'Italia nuova. E' questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico. Riunire l'Italia, farla sentire di nuovo una grande nazione, cosciente e orgogliosa di sé. Unire gli italiani, unire ciò che oggi viene contrapposto: Nord e Sud, giovani e anziani, operai e lavoratori autonomi. Ridare speranza ai nuovi italiani, ai ragazzi di questo Paese convinti, per la prima volta dal dopoguerra, che il futuro faccia paura, che il loro destino sia l'insicurezza sociale e personale. Per questo nasce il Partito democratico. Che si chiamerà così. A indicare un'identità che si definisce con la più grande conquista del Novecento: la coscienza che le comunità umane possono esistere e convivere solo con la libertà individuale e collettiva, con la piena libertà delle idee e la libertà di intraprendere. Con la libertà intrecciata alla giustizia sociale e all'irrinunciabile tensione all'uguaglianza degli individui, che oggi vuol dire garanzia delle stesse opportunità per ognuno. Il Partito democratico, il partito di chi crede che la crescita economica e l'equa ripartizione della ricchezza non siano obiettivi in conflitto, e che senza l'una non vi potrà essere l'altra. Il Partito democratico, il partito dell'innovazione, del cambiamento realistico e radicale, della sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra, che paralizzano il nostro Paese. ……
Il Partito democratico, un partito che nasce dalla confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Che nasce avendo dentro di sé l'eredità di quelle formazioni che hanno restituito la libertà agli italiani, di quelle donne e di quegli uomini che hanno pagato con il carcere e con la propria vita il sogno di dare ad altri la libertà perduta. Quelle formazioni che hanno fatto crescere l'Italia e gli italiani, che hanno portato il nostro Paese a trasformarsi da una comunità sconfitta a una delle nazioni che siedono a pieno titolo al tavolo dei grandi della Terra: quanta strada è stata fatta, da quando Alcide De Gasperi, alla Conferenza di Pace di Parigi, si rivolgeva al mondo che lo ascoltava dicendo: "Tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me". Quelle formazioni che hanno combattuto il terrorismo e l'hanno sconfitto. …….
Il Partito democratico, un partito aperto che si propone, perché vuole e ne ha bisogno, di affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell'innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità. Quei milioni di italiani che nelle imprese, negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per il loro Paese, per i loro figli. Quei milioni di italiani che si impegnano nel volontariato, che fanno vivere esperienze quotidiane e concrete di solidarietà. Quei milioni di italiani che trovano la politica chiusa, e che se provano ad avvicinarsi ad essa è più facile che si imbattano nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere, piuttosto che a un'idea, ad un progetto. …….
Da persona che ama il suo Paese e pensa che il destino dell'Italia venga davvero prima di ogni altra ragione o considerazione particolare. Guardo il mio Paese e se vedo segni di profondi cambiamenti, vedo anche indizi di un declino possibile: la precarietà, appunto. E poi l'invecchiamento della popolazione, la scarsa istruzione, la debolezza della ricerca, l'inefficienza di molti servizi collettivi, un sistema fiscale in cui convivono sacche di evasione ed una pressione troppo alta. Vedo la tendenza all'illegalità diffusa, a rifugiarsi in difese corporative o in settori di rendita, a difendere con le unghie e con i denti grandi e piccoli privilegi, a evitare ogni possibile apertura alla concorrenza. ……
Il Partito democratico dovrà saper corrispondere alle nuove domande. Al bisogno di libertà e di fluidità sociale di ceti sempre più mobili, coniugando queste esigenze con la ragione della sua stessa esistenza, e cioè la costruzione di una società in cui le capacità di ciascuno possano essere messe alla prova indipendentemente dalle condizioni di partenza. Di una società che "si prenda carico", che non sia cinica o egoista, che si ponga il problema che l'Istat ci ha appena detto essere intatto: la distanza tra chi sta molto bene e chi sta molto male, in Italia, non accenna a diminuire.
Fare un'Italia nuova. E' questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico. Riunire l'Italia, farla sentire di nuovo una grande nazione, cosciente e orgogliosa di sé. Unire gli italiani, unire ciò che oggi viene contrapposto: Nord e Sud, giovani e anziani, operai e lavoratori autonomi. Ridare speranza ai nuovi italiani, ai ragazzi di questo Paese convinti, per la prima volta dal dopoguerra, che il futuro faccia paura, che il loro destino sia l'insicurezza sociale e personale. Per questo nasce il Partito democratico. Che si chiamerà così. A indicare un'identità che si definisce con la più grande conquista del Novecento: la coscienza che le comunità umane possono esistere e convivere solo con la libertà individuale e collettiva, con la piena libertà delle idee e la libertà di intraprendere. Con la libertà intrecciata alla giustizia sociale e all'irrinunciabile tensione all'uguaglianza degli individui, che oggi vuol dire garanzia delle stesse opportunità per ognuno. Il Partito democratico, il partito di chi crede che la crescita economica e l'equa ripartizione della ricchezza non siano obiettivi in conflitto, e che senza l'una non vi potrà essere l'altra. Il Partito democratico, il partito dell'innovazione, del cambiamento realistico e radicale, della sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra, che paralizzano il nostro Paese. ……
Il Partito democratico, un partito che nasce dalla confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Che nasce avendo dentro di sé l'eredità di quelle formazioni che hanno restituito la libertà agli italiani, di quelle donne e di quegli uomini che hanno pagato con il carcere e con la propria vita il sogno di dare ad altri la libertà perduta. Quelle formazioni che hanno fatto crescere l'Italia e gli italiani, che hanno portato il nostro Paese a trasformarsi da una comunità sconfitta a una delle nazioni che siedono a pieno titolo al tavolo dei grandi della Terra: quanta strada è stata fatta, da quando Alcide De Gasperi, alla Conferenza di Pace di Parigi, si rivolgeva al mondo che lo ascoltava dicendo: "Tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me". Quelle formazioni che hanno combattuto il terrorismo e l'hanno sconfitto. …….
Il Partito democratico, un partito aperto che si propone, perché vuole e ne ha bisogno, di affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell'innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità. Quei milioni di italiani che nelle imprese, negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per il loro Paese, per i loro figli. Quei milioni di italiani che si impegnano nel volontariato, che fanno vivere esperienze quotidiane e concrete di solidarietà. Quei milioni di italiani che trovano la politica chiusa, e che se provano ad avvicinarsi ad essa è più facile che si imbattano nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere, piuttosto che a un'idea, ad un progetto. …….
Da persona che ama il suo Paese e pensa che il destino dell'Italia venga davvero prima di ogni altra ragione o considerazione particolare. Guardo il mio Paese e se vedo segni di profondi cambiamenti, vedo anche indizi di un declino possibile: la precarietà, appunto. E poi l'invecchiamento della popolazione, la scarsa istruzione, la debolezza della ricerca, l'inefficienza di molti servizi collettivi, un sistema fiscale in cui convivono sacche di evasione ed una pressione troppo alta. Vedo la tendenza all'illegalità diffusa, a rifugiarsi in difese corporative o in settori di rendita, a difendere con le unghie e con i denti grandi e piccoli privilegi, a evitare ogni possibile apertura alla concorrenza. ……
Il Partito democratico dovrà saper corrispondere alle nuove domande. Al bisogno di libertà e di fluidità sociale di ceti sempre più mobili, coniugando queste esigenze con la ragione della sua stessa esistenza, e cioè la costruzione di una società in cui le capacità di ciascuno possano essere messe alla prova indipendentemente dalle condizioni di partenza. Di una società che "si prenda carico", che non sia cinica o egoista, che si ponga il problema che l'Istat ci ha appena detto essere intatto: la distanza tra chi sta molto bene e chi sta molto male, in Italia, non accenna a diminuire.
mercoledì, maggio 30, 2007
Il partito traballante
Il partito democratico sta diventando un gran problema e fonti di enorme preoccupazioni per molti, sia per coloro che l’hanno sostenuto dall’inizio, quindi i sostenitori della mozione Fassino, sia gli altri militanti dei democratici di sinistra. Tutto questo perché molti non sanno cosa fare ora, e nel prossimo autunno; mi riferisco ai membri del correntone, mozione Mussi, che ora con il gruppo politico Sinistra democratica, non sanno se stare in questo nuovo partito, perché del resto è in fase di costituzione come partito e non solo un gruppo parlamentare, di conseguenza sono e dovrebbero restare fuori dai DS. La realtà è un diversa, perché fino a quando si trattano di dirigenti nazionali, parlamentari, allora è possibile che costoro riescano a confermare la loro poltrona, perché del resto si parla di poltrone mica soltanto di ideali, ma quando ci si riferisce a esponenti locali, essi cercheranno di restare nella scialuppa del partito democratico. Difficilmente nelle realtà locali ci sarà un esodo rilevante, credo che veramente poche persone si staccheranno dal partito per sostenere il nuovo progetto di Mussi, la maggioranza del correntone rimarranno a fare il correntone nel PD, quindi opposizione interna al progetto del segretario Fassino.
A Brescia sta capitando proprio questo, sostenitori della mozione Mussi e Angius sono rimasti all’interno dei democratici di sinistra, e dicono che vi rimarranno fino al 14 ottobre e poi decideranno cosa fare, e alcuni di questi hanno avuto anche particolari ruoli nella nuova segreteria e nella direzione provinciale, appena eletta; mi chiedo ma con quale compito, il nuovo gruppo dirigente dei democratici, proprio quello che è uscito dal 4° congresso dei DS, dovrebbe essere coinvolto nella costruzione dei comitati locali del PD e nell’unione con la Margherita bresciana. Personaggi contrari al progetto democratico non faranno altro che ostacolare questo grande progetto; indecisioni, liti e scontri causeranno una disorganizzazione all’interno del partito e non permetteranno di concentrarsi seriamente per le elezioni comunale della prossima primavera.
Sarà tutto da vedere, come il partito DS si muoverà a livello nazionale e al livello provinciale, ma soprattutto se ci sarà un vero cambiamento nelle idee e nelle persone, cosa che invece temo e che il partito democratico sia un miscuglio delle stesse persone privilegiate che rimarranno attaccate alle loro poltrone e ricicleranno le idee.
A Brescia sta capitando proprio questo, sostenitori della mozione Mussi e Angius sono rimasti all’interno dei democratici di sinistra, e dicono che vi rimarranno fino al 14 ottobre e poi decideranno cosa fare, e alcuni di questi hanno avuto anche particolari ruoli nella nuova segreteria e nella direzione provinciale, appena eletta; mi chiedo ma con quale compito, il nuovo gruppo dirigente dei democratici, proprio quello che è uscito dal 4° congresso dei DS, dovrebbe essere coinvolto nella costruzione dei comitati locali del PD e nell’unione con la Margherita bresciana. Personaggi contrari al progetto democratico non faranno altro che ostacolare questo grande progetto; indecisioni, liti e scontri causeranno una disorganizzazione all’interno del partito e non permetteranno di concentrarsi seriamente per le elezioni comunale della prossima primavera.
Sarà tutto da vedere, come il partito DS si muoverà a livello nazionale e al livello provinciale, ma soprattutto se ci sarà un vero cambiamento nelle idee e nelle persone, cosa che invece temo e che il partito democratico sia un miscuglio delle stesse persone privilegiate che rimarranno attaccate alle loro poltrone e ricicleranno le idee.
martedì, maggio 01, 2007
25 Aprile '07 - Cippo Fantasina Oltremella
Vorrei ringraziare l’ANPI per avermi invitato a parlare in una giornata così importante per voi e per il nostro Paese.
Spesso ci si dimentica che se noi, soprattutto noi ragazzi, possiamo parlare liberamente è grazie a qualcuno, qualcuno che ha sacrificato la propria vita per donarci un Paese libero e democratico, e questa conquista ebbe inizio poco più di 62 anni fa, quando
una parte di cittadini italiani si è decisa a combattere il nemico, che lo opprimeva e ha preteso il rispetto della propria vita e della propria dignità.
Come sappiamo non fu una cosa semplice e nemmeno priva di rischi, morirono molti uomini e donne, persone che per dei valori e per degli ideali hanno lottato e noi oggi siamo qui a ricordare proprio quelle persone.
Erano semplici cittadini, uomini e donne di diverso stato sociale, contadini, operai, impiegati, e di diversa provenienza culturale e politica, socialisti, comunisti, liberali e cattolici, tutti uniti contro la dittatura e tutti uniti per la libertà. Fu la prima e grande occasione in cui gli italiani si trovarono uniti come fratelli a combattere una storia che gli aveva tolto la dignità e privato della libertà.
Dagli anziani ai ragazzi, come quelli che ricordiamo questa mattina, combatterono per il nostro Paese, nelle città e nei paesi tra le colline e le montagne bresciane. Non dobbiamo dimenticare.
Oltre a ciò nel 25 aprile si ricordano quei principi e quei valori che l’ANPI cerca di trasmettere da anni e che noi del circolo “ANPI Nuova Resistenza” cercheremo di amplificare e di portare avanti nel tempo.
La libertà sembra una cosa scontata e normale, almeno quando la si ha, ma non è stato così nel passato, non c’era la libertà di parlare, di esprimere le proprie opinioni, di fare quello che si voleva, non c’era uguaglianza tra i popoli, non c’era il rispetto per chi era di religione diversa. Anche questo non dobbiamo dimenticare.
In Italia, e così anche in Europa, c’era una situazione insostenibile, non si poteva andare avanti; migliaia di persone deportate, allontanate dal loro Paese, allontanate dalle loro famiglie e poi magari anche uccise. Raccontare, soprattutto a quei ragazzi che crescono con la televisione e con i videogiochi, si fa fatica, si fa fatica anche ad essere creduti, pensano che sia finzione oppure che non si ripresenterà più questo dramma, ma non è proprio, così dobbiamo stare allerta e fare attenzione a non tornare indietro.
Non dobbiamo nemmeno dimenticare che ancora oggi ci sono nel mondo paesi che stanno vivendo queste situazioni e che hanno bisogno di aiuto e di comprensione.
Ritornando a 62 anni fa, una parte di italiani, fortunatamente una mattina si svegliarono e decisero di combattere l’invasore spinti, come dicevo prima, da piccole cose, da cose immateriali, che non si possono toccare, ma sono straordinariamente grandi e importanti, libertà, democrazia, diritto di cittadinanza, ma prima ancora diritto alla vita.
Non possiamo dimenticare o lasciare che vada dimenticato il 25 aprile, è una giornata che deve rimanere nella coscienza di noi italiani, un caposaldo nella nostra storia e identità come cittadini e come uomini e donne, proprio come il 1 maggio e il 2 giugno. Giornate che hanno segnato la storia del nostro paese e che simboleggiano delle conquiste civili che non possiamo non festeggiare con rispetto e con onore.
Mi domando se oggi saremmo in grado di ripetere quelle geste eroiche fatte dai nostri Partigiani, se saremmo capaci di sacrificare la nostra vita combattendo per dare un futuro alla nostra gente, lottando contro i nostri oppressori. Non lo so, penso che il nostro compito, in quanto cittadini italiani, sia quello di non dimenticare e di non far dimenticare che qualcuno è morto per il nostro Paese.
Grazie a tutti i partigiani italiani.
Carlo Taglietti
Spesso ci si dimentica che se noi, soprattutto noi ragazzi, possiamo parlare liberamente è grazie a qualcuno, qualcuno che ha sacrificato la propria vita per donarci un Paese libero e democratico, e questa conquista ebbe inizio poco più di 62 anni fa, quando
una parte di cittadini italiani si è decisa a combattere il nemico, che lo opprimeva e ha preteso il rispetto della propria vita e della propria dignità.
Come sappiamo non fu una cosa semplice e nemmeno priva di rischi, morirono molti uomini e donne, persone che per dei valori e per degli ideali hanno lottato e noi oggi siamo qui a ricordare proprio quelle persone.
Erano semplici cittadini, uomini e donne di diverso stato sociale, contadini, operai, impiegati, e di diversa provenienza culturale e politica, socialisti, comunisti, liberali e cattolici, tutti uniti contro la dittatura e tutti uniti per la libertà. Fu la prima e grande occasione in cui gli italiani si trovarono uniti come fratelli a combattere una storia che gli aveva tolto la dignità e privato della libertà.
Dagli anziani ai ragazzi, come quelli che ricordiamo questa mattina, combatterono per il nostro Paese, nelle città e nei paesi tra le colline e le montagne bresciane. Non dobbiamo dimenticare.
Oltre a ciò nel 25 aprile si ricordano quei principi e quei valori che l’ANPI cerca di trasmettere da anni e che noi del circolo “ANPI Nuova Resistenza” cercheremo di amplificare e di portare avanti nel tempo.
La libertà sembra una cosa scontata e normale, almeno quando la si ha, ma non è stato così nel passato, non c’era la libertà di parlare, di esprimere le proprie opinioni, di fare quello che si voleva, non c’era uguaglianza tra i popoli, non c’era il rispetto per chi era di religione diversa. Anche questo non dobbiamo dimenticare.
In Italia, e così anche in Europa, c’era una situazione insostenibile, non si poteva andare avanti; migliaia di persone deportate, allontanate dal loro Paese, allontanate dalle loro famiglie e poi magari anche uccise. Raccontare, soprattutto a quei ragazzi che crescono con la televisione e con i videogiochi, si fa fatica, si fa fatica anche ad essere creduti, pensano che sia finzione oppure che non si ripresenterà più questo dramma, ma non è proprio, così dobbiamo stare allerta e fare attenzione a non tornare indietro.
Non dobbiamo nemmeno dimenticare che ancora oggi ci sono nel mondo paesi che stanno vivendo queste situazioni e che hanno bisogno di aiuto e di comprensione.
Ritornando a 62 anni fa, una parte di italiani, fortunatamente una mattina si svegliarono e decisero di combattere l’invasore spinti, come dicevo prima, da piccole cose, da cose immateriali, che non si possono toccare, ma sono straordinariamente grandi e importanti, libertà, democrazia, diritto di cittadinanza, ma prima ancora diritto alla vita.
Non possiamo dimenticare o lasciare che vada dimenticato il 25 aprile, è una giornata che deve rimanere nella coscienza di noi italiani, un caposaldo nella nostra storia e identità come cittadini e come uomini e donne, proprio come il 1 maggio e il 2 giugno. Giornate che hanno segnato la storia del nostro paese e che simboleggiano delle conquiste civili che non possiamo non festeggiare con rispetto e con onore.
Mi domando se oggi saremmo in grado di ripetere quelle geste eroiche fatte dai nostri Partigiani, se saremmo capaci di sacrificare la nostra vita combattendo per dare un futuro alla nostra gente, lottando contro i nostri oppressori. Non lo so, penso che il nostro compito, in quanto cittadini italiani, sia quello di non dimenticare e di non far dimenticare che qualcuno è morto per il nostro Paese.
Grazie a tutti i partigiani italiani.
Carlo Taglietti
Congresso sezione Oltremella - DS
Care amiche e cari amici
Vorrei esprimere la mia felicità nel partecipare a questo congresso, il più importante che abbia partecipato. Un congresso che anticipa quello nazionale che potrà trasformare radicalmente lo scenario politico, mi auguro anche, che sia accompagnato da una riforma della legge elettorale d’ispirazione maggioritaria.
Un congresso che potrà cambiare radicalmente la storia del nostro partito, del centrosinistra, e del nostro Paese. Tutto quanto svolto in modo assolutamente democratico e dopo diversi mesi di discussioni e dibatti.
Oltre a ciò colgo l’occasione per spendere due parole a favore del Partito Democratico in controtendenza di molti giovani compagni, ai quali riconosco i loro timori, ma voglio guardare oltre, voglio credere nel cambiamento indicato dalla mozione Fassino.
Io credo che il Partito Democratico possa rappresentare una vera e grande occasione per avviare un processo di profondo rinnovamento nel centro sinistra e nel nostro stesso partito.
Un rinnovamento essenziale per capire quello che vogliamo fare e che tipo di indirizzo politico vogliamo dare al nostro Paese; se una linea riformatrice moderata oppure estremista, con tutte le conseguenze che ne comporta e mi riferisco ai rapporti con i vari interlocutori che vanno dalle parti sociali ai nostri partner internazionali. Se vogliamo seguire una politica che preferisce obiettare tout court su tutte le questioni di politica interna ed estera oppure una politica che sappia dare delle soluzioni ai problemi della gente, una politica costruttiva e seria. Credo proprio che il Partito Democratico sia lo strumento giusto per tagliare le ali estreme del centrosinistra e, parallelamente, rafforzare il cuore della coalizione.
Concordo, quindi, con quanto è stato detto finora a favore del PD, ma voglio anche sottolineare che questa nuova realtà deve rappresentare una grande e vera occasione per noi ragazzi, perché dietro a questo cambiamento ci deve stare una presa di posizione da parte della nostra generazione e una presa di coscienza delle “vecchie” generazioni proprio perché il futuro è più incerto di quello che si dice. Il Partito Democratico può rappresentare l’occasione giusta per evitare uno scontro generazionale tra coloro che hanno avuto e con coloro che non hanno e non avranno le stesse cose e gli stessi diritti.
Riconosco nella mozione Fassino un grande coraggio, e nel contempo desiderio di adeguamento e innovazione. Non vedo retorica o ipocrisia, vedo nel segretario Fassino un progetto politico ambizioso che potrà innovare la politica del centrosinistra in Italia e in Europa con una nuova casa dei socialisti – riformatori.
Il Paese è cambiato, ma non la classe dirigente per questo credo che nel centrosinistra ci sia di bisogno di una evoluzione dentro e fuori dei partiti. Sicuramente alleanze o fusioni con altri soggetti politici può portare preoccupazione a certi militanti, ma dobbiamo pensare anche che, se vogliamo essere credibili, abbiamo l'obbligo di creare una vera forza di governo e non salottini e giochetti delle segreterie. Con un grande partito nel centrosinistra ci presenteremo agli italiani con una politica e con delle argomentazioni ben definite.
Dobbiamo considerare che l’Italia è un paese prevalentemente moderato e non estremista e che vuole vivere in modo sereno e tranquillo, quindi serve un governo serio che pensa a come si può rendere più vivibile questo Paese.
Dobbiamo andare oltre i vecchi principi e vecchi miti e pensare al futuro; da una politica, dove i partiti rappresentavano classi sociali o categorie professionali ad una politica aperta su più fronti, perché nel primo caso le decisioni venivano prese dalle varie lobby senza coinvolgimento degli interessati, ed è proprio questa una delle ragioni che ha allontanato molti italiani dalla politica; il fatto che partiti e partitini decidano pensando al loro tornaconto. Verso una politica più completa e che lavori per dare delle risposte realistiche agli italiani. Quindi fine a privilegi, gerontocrazia e nepotismo
Credo che il Partito Democratico serve veramente al nostro Paese proprio quanto noi cittadini, noi democratici di sinistra serviamo per cambiare l’Italia.
Vorrei esprimere la mia felicità nel partecipare a questo congresso, il più importante che abbia partecipato. Un congresso che anticipa quello nazionale che potrà trasformare radicalmente lo scenario politico, mi auguro anche, che sia accompagnato da una riforma della legge elettorale d’ispirazione maggioritaria.
Un congresso che potrà cambiare radicalmente la storia del nostro partito, del centrosinistra, e del nostro Paese. Tutto quanto svolto in modo assolutamente democratico e dopo diversi mesi di discussioni e dibatti.
Oltre a ciò colgo l’occasione per spendere due parole a favore del Partito Democratico in controtendenza di molti giovani compagni, ai quali riconosco i loro timori, ma voglio guardare oltre, voglio credere nel cambiamento indicato dalla mozione Fassino.
Io credo che il Partito Democratico possa rappresentare una vera e grande occasione per avviare un processo di profondo rinnovamento nel centro sinistra e nel nostro stesso partito.
Un rinnovamento essenziale per capire quello che vogliamo fare e che tipo di indirizzo politico vogliamo dare al nostro Paese; se una linea riformatrice moderata oppure estremista, con tutte le conseguenze che ne comporta e mi riferisco ai rapporti con i vari interlocutori che vanno dalle parti sociali ai nostri partner internazionali. Se vogliamo seguire una politica che preferisce obiettare tout court su tutte le questioni di politica interna ed estera oppure una politica che sappia dare delle soluzioni ai problemi della gente, una politica costruttiva e seria. Credo proprio che il Partito Democratico sia lo strumento giusto per tagliare le ali estreme del centrosinistra e, parallelamente, rafforzare il cuore della coalizione.
Concordo, quindi, con quanto è stato detto finora a favore del PD, ma voglio anche sottolineare che questa nuova realtà deve rappresentare una grande e vera occasione per noi ragazzi, perché dietro a questo cambiamento ci deve stare una presa di posizione da parte della nostra generazione e una presa di coscienza delle “vecchie” generazioni proprio perché il futuro è più incerto di quello che si dice. Il Partito Democratico può rappresentare l’occasione giusta per evitare uno scontro generazionale tra coloro che hanno avuto e con coloro che non hanno e non avranno le stesse cose e gli stessi diritti.
Riconosco nella mozione Fassino un grande coraggio, e nel contempo desiderio di adeguamento e innovazione. Non vedo retorica o ipocrisia, vedo nel segretario Fassino un progetto politico ambizioso che potrà innovare la politica del centrosinistra in Italia e in Europa con una nuova casa dei socialisti – riformatori.
Il Paese è cambiato, ma non la classe dirigente per questo credo che nel centrosinistra ci sia di bisogno di una evoluzione dentro e fuori dei partiti. Sicuramente alleanze o fusioni con altri soggetti politici può portare preoccupazione a certi militanti, ma dobbiamo pensare anche che, se vogliamo essere credibili, abbiamo l'obbligo di creare una vera forza di governo e non salottini e giochetti delle segreterie. Con un grande partito nel centrosinistra ci presenteremo agli italiani con una politica e con delle argomentazioni ben definite.
Dobbiamo considerare che l’Italia è un paese prevalentemente moderato e non estremista e che vuole vivere in modo sereno e tranquillo, quindi serve un governo serio che pensa a come si può rendere più vivibile questo Paese.
Dobbiamo andare oltre i vecchi principi e vecchi miti e pensare al futuro; da una politica, dove i partiti rappresentavano classi sociali o categorie professionali ad una politica aperta su più fronti, perché nel primo caso le decisioni venivano prese dalle varie lobby senza coinvolgimento degli interessati, ed è proprio questa una delle ragioni che ha allontanato molti italiani dalla politica; il fatto che partiti e partitini decidano pensando al loro tornaconto. Verso una politica più completa e che lavori per dare delle risposte realistiche agli italiani. Quindi fine a privilegi, gerontocrazia e nepotismo
Credo che il Partito Democratico serve veramente al nostro Paese proprio quanto noi cittadini, noi democratici di sinistra serviamo per cambiare l’Italia.
Brescia, 24 marzo '07
martedì, marzo 13, 2007
venerdì, febbraio 23, 2007
il nuovo programma del governo
da oltre 200 pagine di programma, ora Prodi li trasforma in dodici punti:
1. «Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all'estero».
2. «Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione».
3. «Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile».
4. «Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori».
5. «Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni».
6. «Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza».
7. «Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)».
8. «Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali».
9. «Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l'estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido».
10. «Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate».
11. «Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo».
12. «In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto».
1. «Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all'estero».
2. «Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione».
3. «Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile».
4. «Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori».
5. «Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni».
6. «Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza».
7. «Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)».
8. «Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali».
9. «Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l'estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido».
10. «Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate».
11. «Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo».
12. «In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto».
lunedì, gennaio 29, 2007
Napolitiano e l'antisionismo
La giornata della memoria è passata, ma non è passata la proposta assurda e antidemocratica del presidente della repubblica e di Mastella contro la libertà di espressione. Essere antisionista non può essere considerato un reato, tanto meno è sinonimo di razzismo perchè un conto è essere contro alla religione ebraica e disprezzarli in quanto ebrei, un altro contro è criticare il sionismo.
Voglio rimanere libero di esprimere le mie opinioni contro una politica espansionistica basata sull'Antico Testamento, non tanto diversa dalla politica dei Talebani. Israele non può bombardaare e attaccare i paesi limitrofi con il pretesto di difendersi e con il pretesto di chiamare quei territori Terra Santa, termine con il quale vorrebbe giustificare tutto questo. Essere stata vittima di genocidio non gli può permettere di commettere ulteriori atti genocidiari; a mio parere la politica sionistica deve essere criticata e ostacolata.
Il presidente Napolitano sbaglia a limitare la llibertà di critica verso lo stato d'Israele, perchè essere antisionisti non vuol dire essere a favore dei campi di concentramento, ma essere contrari al genocidio dei palestinesi e arabi. E' come essere critici nei confronti di Bush non vuol dire essere antiamericani bensì contrari ad una politica iniqua e imperialista.
Voglio rimanere libero di esprimere le mie opinioni contro una politica espansionistica basata sull'Antico Testamento, non tanto diversa dalla politica dei Talebani. Israele non può bombardaare e attaccare i paesi limitrofi con il pretesto di difendersi e con il pretesto di chiamare quei territori Terra Santa, termine con il quale vorrebbe giustificare tutto questo. Essere stata vittima di genocidio non gli può permettere di commettere ulteriori atti genocidiari; a mio parere la politica sionistica deve essere criticata e ostacolata.
Il presidente Napolitano sbaglia a limitare la llibertà di critica verso lo stato d'Israele, perchè essere antisionisti non vuol dire essere a favore dei campi di concentramento, ma essere contrari al genocidio dei palestinesi e arabi. E' come essere critici nei confronti di Bush non vuol dire essere antiamericani bensì contrari ad una politica iniqua e imperialista.
venerdì, gennaio 19, 2007
mercoledì, gennaio 10, 2007
Chavez error - Socialism or not Socialism
I think that President Uhgo Chavez are making a wrong nationalising strategic power and telecommunications companies. Also if Venezuelan supported Chavez and they demonstrated with re-election this policy would not bring advantage for the country and workers.
The nationalization was an old method to manage national economy that failed and it would not be proposed. In this way Chavez introduces the old communism (failed) and will increase tension with US govt, IMF and other international institutions.
He thinks that it is “21st Century Socialism”, he would think that he can try this socialism over Venezuelan skin.
Definitely he has got pride and courage but the world has changed and some sector would be free to work in a global market and rather socialism he would work in order to be valid the social responsibility.
The nationalization was an old method to manage national economy that failed and it would not be proposed. In this way Chavez introduces the old communism (failed) and will increase tension with US govt, IMF and other international institutions.
He thinks that it is “21st Century Socialism”, he would think that he can try this socialism over Venezuelan skin.
Definitely he has got pride and courage but the world has changed and some sector would be free to work in a global market and rather socialism he would work in order to be valid the social responsibility.
American attacks

US Force attacked civilians, again but this time in Somalia. The strike took place Tuesday morning in Afmodow, a town 350 km southwest of the capital Mogadishu.
They tried to attack Islamic extremists, but like always hit civilians 27 were killed and maybe others didn’t count.
President Abdullahi Yusuf (not elected) told journalist that US has a right to bombard terrorist suspects mostly because they were attacked din Kenya and Tanzania embassies.
Also in this case US force didn’t expose the proof of existence of these terrorists.
This operation is going to increase anti-American sentiment in the largely Muslim country and this was an operation of Bush’s mind without Congress consultation.
Naturally the US air strikes would not contribute to bringing about long-term peace and American govt acts without thinking and respecting the people, civilians and an equilibrium between different cultures. It works to impose its policy; the American supremacy lives again almost Democrats won mid-term elections.
They tried to attack Islamic extremists, but like always hit civilians 27 were killed and maybe others didn’t count.
President Abdullahi Yusuf (not elected) told journalist that US has a right to bombard terrorist suspects mostly because they were attacked din Kenya and Tanzania embassies.
Also in this case US force didn’t expose the proof of existence of these terrorists.
This operation is going to increase anti-American sentiment in the largely Muslim country and this was an operation of Bush’s mind without Congress consultation.
Naturally the US air strikes would not contribute to bringing about long-term peace and American govt acts without thinking and respecting the people, civilians and an equilibrium between different cultures. It works to impose its policy; the American supremacy lives again almost Democrats won mid-term elections.
Policlinico Umberto I
Dall’indagine de L’Espresso risulta l’ospedale Umberto I un tipico ospedale del terzo mondo per quanto riguarda la manutenzione e l’igiene.
Ma cosa c’è di strano. Dove sta la novità in questa inchiesta?
Il grosso problema degli ospedali sta nel personale oltre che alla struttura degli immobili soprattutto ribadisco del personale. In questo ospedale non sono stati fatti particolari tagil di budget e nemmeno controlli sul personale addetto alla manutenzione, alle pulizie (magari in outsourcing per far guadagnare a qualche finta cooperativa e seguire la moda delle esternalizzazioni)e personale interno, soprattutto quest’ultimo che fumava nei corridoi dei reparti (dove sta la novità, è così in tutti ) disordine e scarso rispetto delle norme che dovrebbero ben conoscere.
Un altro aspetto da considerare è la responsabilità. Primo responsabile è il direttore generale dell’ospedale, che “ovviamente” non si è dimesso (consuetudine itailana), il precedente ministro della salute Storace, che fu anche presidente regionael Lazio, il precedente e l’attuale assessoer della Sanità e soltanto per ultimo il ministro Turco.
Ma cosa c’è di strano. Dove sta la novità in questa inchiesta?
Il grosso problema degli ospedali sta nel personale oltre che alla struttura degli immobili soprattutto ribadisco del personale. In questo ospedale non sono stati fatti particolari tagil di budget e nemmeno controlli sul personale addetto alla manutenzione, alle pulizie (magari in outsourcing per far guadagnare a qualche finta cooperativa e seguire la moda delle esternalizzazioni)e personale interno, soprattutto quest’ultimo che fumava nei corridoi dei reparti (dove sta la novità, è così in tutti ) disordine e scarso rispetto delle norme che dovrebbero ben conoscere.
Un altro aspetto da considerare è la responsabilità. Primo responsabile è il direttore generale dell’ospedale, che “ovviamente” non si è dimesso (consuetudine itailana), il precedente ministro della salute Storace, che fu anche presidente regionael Lazio, il precedente e l’attuale assessoer della Sanità e soltanto per ultimo il ministro Turco.
giovedì, gennaio 04, 2007
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