martedì, maggio 30, 2006

La Sicilia non vuole cambiare

Le elezioni in regione Sicilia hanno dimostrato che i siciliani non vogliono cambiare, non vogliono una svolta radicale nella propria regione.
E' stato confermato Salvatore Cuffaro che negli anni non ha fatto niente di straordinario per la regione se non gli interessi delle solite persone. Un candidato e un presidente con legami alla mafia siciliana e che per paura di andare in carcere si è candidato in europa, parlamento italiano, tutto per ottenere l'incolumità parlamentare e naturalmente a scapito del lavoro in regione.
Si tratta soltanto di un'opinione personale ma di solito la mafia ha forti collegamenti con i politici e in questa occasione non poteva sicuramente legare con l'antimafia per eccelenza Rita Borsellino.
Con questo non voglio dire che abbia vinto solo con il sostegno della mafia, ma anche con il voto di molti siciliani masochisti che vogliono continuare a vivere in una regione con quelle problematiche e che temono il rinnovamento o soltanto il cambiamento, incluso la lotta alla mafia.

venerdì, maggio 12, 2006

Mafia vs antimafia

Nelle prossime settimane in Sicilia, così come in altre regioni/città in Italia, ci saranno le elezioni.
Proprio in Sicila ci sono due candidati particolari: Rita Borsellino e Totò Cuffaro. Rita Borsellino, sorella di Paolo Borsellino, è la candidata del centrosinistra ed è anche vicepresidente dell'associazione Libera, la più importante associazione antimafia in Italia; simboleggia non soltanto una coalizione politica, ma anche l'antimafia.
Dall'altra parte abbiamo Totò Cuffaro, esponente del centrodesstra ed esattamente del UDC e a differenza della Borsellino, è indagato per mafia e governa già da 5 anni la regione Sicilia.
Mentre la prima non ha esperienza politca, lo zio Totò ce l'ha, e proprio alle scorse elezioni politiche si è candidato come capolista del centrodesctra nella regione, portando diversi voti alla casa delle libertà. I suoi legami con la mafia sono incerti, ma se si pensa che in Sicilia la mafia è particolarmente forte ed è la mafia che sostiene la politica è facile arrivare a delle conclusioni.
Certo la Costituzione Italiana include il principio della presunzione d'innocenza, ma non siamo stupidi.
Se in una regione dove la mafia è presente e comanda sicuramente sarà più forte la presunzione di colpevolezza; comunque dall'altra parte c'è una candidata dell'antimafia forte e determinata e in se dovesse governare, sicuramente lo farà nell'interesse dei siciliani, degli italiani e sempre nel ricordo di Paolo.