sabato, giugno 11, 2016

Programma fiscale di Trump



Visto che Donald Trump è il candidato alle prossime presidenziali per il Partito Repubblicano e, purtroppo, con buone probabilità di vincere, ho guardato nel dettaglio il suo misero programma politico.
Intanto leggendo il programma politico di Trump si può rimanere affascinati o sconvolti,tutto dipende dalla propensione a credere e a farsi incantare dalle chiacchere populiste e demagogiche di un politico, indipendentemente dal partito.

Prendiamo per esempio il programma di riforma delle tasse. 
Gli obiettivi sono quattro:
  1. Tax relief for middle class Americans: In order to achieve the American dream, let people keep more money in their pockets and increase after-tax wages.
  2. Simplify the tax code to reduce the headaches Americans face in preparing their taxes and let everyone keep more of their money.
  3. Grow the American economy by discouraging corporate inversions, adding a huge number of new jobs, and making America globally competitive again.
  4. Doesn’t add to our debt and deficit, which are already too large.
Prevede in pratica una semplificazione delle tasse, per non dire un abbattimento della pressione fiscale. 
In pratica solo 3 aliquote e una forte riduzione anche della tassazione per le imprese. 

La cosa più assurda è che, Trump sostiene, tale politica fiscale è facilmente autofinanziabile attraverso la ripresa economica, la quale sarebbe permesso solo tramite tale riforma fiscale e dalla lotta all’evasione fiscale (“An end to the deferral of taxes on corporate income earned abroad. Corporations will no longer be allowed to defer taxes on income earned abroad”).

Non cita assolutamente che per far tale riforma è necessario un taglio di tutto il welfare che Obama ha introdotto (una parte la include già nel Healthcare reform) e che i ceti medi e bassi sarebbero totalmente penalizzati, incrementando mostruosamente il divario tra ricchi e poveri.


mercoledì, giugno 08, 2016

Candidato repubblicano Trump



La campagna elettorale negli Stati Uniti è sempre più critica e ormai vicina alla fine, ma proprio in tutti i sensi. 
Ormai Donald Trump è stato investito ufficialmente dal Partito Repubblicano come il loro candidato e, in base ai sondaggi, avrà anche la meglio sulla candidata Hillary Clinton.

In altre parole, se questo scenario si dovesse manifestare, il futuro presidente degli Stati Uniti sarà questo personaggio che, dal mio punto di vista, e non mi sembra di essere il solo, è un pericolo per gli USA e per gli altri paesi.

Le ragioni della mia preoccupazione si basano sulle dichiarazioni del candidato repubblicano. 
Ricordo anche che fino alla fine il Partito repubblicano non ha voluto riconoscerlo come suo candidato e questo vuol dire molto.

I suoi discorsi erano e sono sempre basati su pregiudizi, anche razziali, maschilisti e privi di un reale fondamento teorico/razionale.

Ha un programma politico fatto da alcuni punti, e tra questi un muro per bloccare l’immigrazione messicana, e una cancellazione delle riforme sociali fatte da Obama.
Per non parlare della sua morale e del suo stile, che un politico, soprattutto un Presidente, dovrebbe avere.

martedì, giugno 07, 2016

Il Partito della Nazione dopo i risultati delle amministrative



Anche a seguito delle ultime elezioni comunali (05.06.15) il mio giudizio sul Partito della Nazione rimane negativo.
In questa tornata elettorale si vede che il Partito della Nazione, che non sarebbe altro che l’alleanza con Verdini e il suo gruppo parlamentare, non porta alcun voto e molto probabilmente allontana molti democratici, i quali non si riconoscono in una alleanza con tale personaggio. 

Non mi permetto di parlare male di Verdini e dei suoi collaboratori, rimando a google o wikipedia per leggere il loro “eccezionale” curriculum.

Tornando al risultato delle ultime amministrative, il Partito Democratico, in termini prettamente politici, ne ha risentito negativamente. 
Nei comuni dove Verdini si è presentato a sostenere i candidati di tale alleanza, oppure semplicemente il prototipo del PdN, non hanno riscosso grandi successi, e mi permetto di aggiungere che è avvenuto il contrario proprio nei comuni dove il PD si è presentato in lista con la sinistra o comuque senza Verdini.

Questo dimostra che la “forza elettorale” di Verdini è scarsa oppure addirittura negativa. 
La sua presenza allontana molti e molti democratici, ma soprattutto allontana l’elettorato onesto, coloro che non hanno particolari interessi di potere.

Certo Verdini serve in Parlamento, in quanto è utile per perseguire obiettivi di potere, mantenendo il controllo delle principali istituzioni e assi clientelari. 
Proprio in Parlamento dove, secondo una logica prettamente massonica, stanno cercando di  “alleviare” il fenomeno della democrazia con un alleggerimento del fenomeno “voto”. Fenomeno, magari democratico, ma dal quale non prederebbe molti voti.

Queste elezioni amministrative sono la dimostrazione concreta, con la quale si deduce che il coinvolgimento del popolo (fino a qualche tempo fa era persino considerato sovrano... ) non porterebbe a vincere né Verdini né il Partito della Nazione. 

E' anche vero che solo attraverso una bella riforma costituzionale, dove le cariche sarebbero tutte nominate dall’alto, Verdini e C. rimarrebbero al potere indisturbati....