Oggi c'è la
Convenzione Nazionale del PD a Roma a seguito della fase congressuale e a tre settimane prima delle
Primarie per la scelta del segretario del partito.
Intanto non sono stato d'accordo con un
congresso lampo, che ha permesso di sfruttare soltanto l'occasione di avere e mantenere il gap con gli altri candidati, i quali nemmeno erano definiti quando è stato deciso di fare il congresso e, mi permetto di aggiungere anche che è stato scelto di fare tutto così velocemente per far vedere che non si perde tempo, come nel passato dove la fase congressuale durava mesi.
E' chiaro che si sta trattando di un
congresso fasullo, dove si avrà la medesima leadership e che si tratta dell'ennesima occasione per avere standing ovation e per farsi pubblicità.
Per precisare e per evitare equivoci non intendo minimamente criticare come si sono svolti i congressi; parto dal presupposto che si sono svolti in modo assolutamente regolare.
C'è in corso un vero e proprio misunderstanding tra la
funzione di un partito e il
ruolo della classe dirigente del partito, con il
marketing populistico. C'è una corsa a mostrare chi ha l'EGO maggiore e chi può
convincere più persone possibile nel farsi eleggere seguendo un piano strategico personale e trascurando assolutamente il Paese.
La minoranza che è uscita dal Partito per fare qualcosa di nuovo e di diverso non è tanto diversa da quella parte del Partito che con Civati è uscita qualche anno fa e, che non riesce a capire che il Paese non ha bisogno di questi partitini da 2% (forse), ma ha bisogno di una realtà di centro sinistra. Una realtà che guarda al Paese e non al proprio Ego e ai propri fini personali.
Non si fa (o non si dovrebbe) fare politica per essere al centro dell'attenzione dei media, ma per
cambiare e migliorare il proprio Paese con le proprie soluzioni, con le proprio idee e, soprattutto, con il proprio lavoro.
Questa farsa congressuale finirà in tre settimane e dopo avremo ancora lo stesso partito e lo stesso Paese, con una leadership più forte, forse, ma con gli stessi problemi e con l'unica soluzione in campo: interessi personali.