Il ministro degli esteri Massimo D’Alema ha dichiarato che per l’Italia l’intervento in Israele si tratta di "una grandissima chance: se riesce a confezionare al meglio questa missione, si può aprire una fase nuova nelle relazioni internazionali. Nei rapporti con gli Stati Uniti, la Ue può finalmente acquisire la forza politica e il 'potere contrattuale’ che le sono mancati in questi anni per dire autorevolmente la sua anche sulla vicenda irachena".
Non si rende conto che invece è un tranello internazionale dal quale il nostro Paese non è in grado di uscire bene, ma soprattutto nessun paese è in grado di uscire da una situazione di questo genere.
Infatti la Francia ha fatto una marcia indietro disimpegnandosi e la stessa cosa ha fatto la Germania.
L’Italia, spinta come sempre da una enorme irrazionalità vuole essere in prima linea senza domandarsi perchè gli altri paesi fanno il contrario.
Il medio oriente, oltre ad essere instabile, presenta un enorme pericolo per i nostri militari e anche per il nostro paese in termini di credibilità e di visibilità, soprattutto con una maggioranza così rosicchiata, oggi ci può essere il sostegno ma domani la sinistra radicale e qualche demcristiano fanno cadere il governo oppure faranno i soliti giochetti di ricatto o usciranno dall’aula del parlamento quando discuteranno o dovranno votare in merito agli impegni di politica internazionale.
Bisogna considerare che la forza militare internazionale che andrebbe a sostituire l’inefficace UNIFIL, già presente da diversi anni, si troverà contro i terroristi Hezbollah, militari - terroristi israeliani, l’esercito libanese, che non sa che pesci pigliare, e la popolazione civile.
Inoltre gli israeliani continueranno a fare quello che vorranno e non vorranno alcun intervento e contrasto alla loro politica, anche perchè continueranno a “lavorare” sotto il protettorato degli stati uniti.
Quindi oltre a fare la parte dei deficienti, perchè avremo le mani legate, si svilupperanno odi e contrasti con il mondo arabo. Insomma una gran bella figura di merda internazionale. Sarebbe più opportuno per Prodi pensarci ancora un po’ prima di entrare in un vicolo cieco.
martedì, agosto 22, 2006
mercoledì, agosto 02, 2006
Bologna 2 Agosto 1980
Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.

Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. (testimonianze di Biacchesi e da "Il giorno")La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.Maria Fresu si trovava nella sala della bomba con la figlia Angela di tre anni. Stavano partendo con due amiche per una breve vacanza sul lago di Garda. Il corpicino della piccola, la più giovane delle vittime, venne ritrovato subito. Solo il 29 dicembre furono riconosciuti i resti della madre.Marina Trolese, 16 anni, venne ricoverata all'ospedale Maggiore, il corpo devastato dalle ustioni. Con la sorella Chiara, 15 anni, era in partenza per l'Inghilterra. Le avevano accompagnate il fratello Andrea, e la madre Anna Maria Salvagnini. Il corpo di quest'ultima venne ritrovato dopo ore di scavo tra le macerie. Andrea e Chiara portano ancora sul corpo e nell'anima i segni dello scoppio. Marina morì dieci giorni dopo l'esplosione tra atroci sofferenze.Torquato Secci, impiegato alla Snia di Terni, venne allertato dalla telefonata di un amico del figlio Sergio, Ferruccio, che si trovava a Verona. Sergio lo aveva informato che a causa del ritardo del treno sul quale viaggiava, proveniente dalla Toscana, aveva perso una coincidenza a Bologna e aveva dovuto aspettare il treno successivo.Poi non ne aveva più saputo nulla.Solo il giorno successivo, telefonando all'Ufficio assistenza del Comune di Bologna, Secci scoprì che suo figlio era ricoverato al reparto Rianimazione dell'ospedale Maggiore."Mi venne incontro un giovane medico, che con molta calma cercò di prepararmi alla visione che da lì a poco mi avrebbe fatto inorridire", ha scritto Secci, "la visione era talmente brutale e agghiacciante che mi lasciò senza fiato. Solo dopo un po' mi ripresi e riuscii a dire solo poche e incoraggianti parole accolte da Sergio con l'evidente, espressa consapevolezza di chi, purtroppo teme di non poter subire le conseguenze di tutte le menomazioni e lacerazioni che tanto erano evidenti sul suo corpo".Nel 1981 Torquato Secci diventò presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti.I vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie.Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.Incontrando i giornalisti Pertini non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse,"siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".Ancora prima dei funerali, fissati per il 6 agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza delle immediate reazioni della città.Il giorno fissato per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano in piazza rabbia e dolore.Solo 7 vittime ebbero il funerale di stato.Il 17 agosto "l'Espresso" uscì con un numero speciale sulla strage.In copertina un quadro a cui Guttuso ha dato lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: "Il sonno della ragione genera mostri".Guttuso ha solo aggiunto una data: 2 agosto 1980.Cominciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.
articolo tratto da
http://www.stragi.it/index.php

Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. (testimonianze di Biacchesi e da "Il giorno")La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.Maria Fresu si trovava nella sala della bomba con la figlia Angela di tre anni. Stavano partendo con due amiche per una breve vacanza sul lago di Garda. Il corpicino della piccola, la più giovane delle vittime, venne ritrovato subito. Solo il 29 dicembre furono riconosciuti i resti della madre.Marina Trolese, 16 anni, venne ricoverata all'ospedale Maggiore, il corpo devastato dalle ustioni. Con la sorella Chiara, 15 anni, era in partenza per l'Inghilterra. Le avevano accompagnate il fratello Andrea, e la madre Anna Maria Salvagnini. Il corpo di quest'ultima venne ritrovato dopo ore di scavo tra le macerie. Andrea e Chiara portano ancora sul corpo e nell'anima i segni dello scoppio. Marina morì dieci giorni dopo l'esplosione tra atroci sofferenze.Torquato Secci, impiegato alla Snia di Terni, venne allertato dalla telefonata di un amico del figlio Sergio, Ferruccio, che si trovava a Verona. Sergio lo aveva informato che a causa del ritardo del treno sul quale viaggiava, proveniente dalla Toscana, aveva perso una coincidenza a Bologna e aveva dovuto aspettare il treno successivo.Poi non ne aveva più saputo nulla.Solo il giorno successivo, telefonando all'Ufficio assistenza del Comune di Bologna, Secci scoprì che suo figlio era ricoverato al reparto Rianimazione dell'ospedale Maggiore."Mi venne incontro un giovane medico, che con molta calma cercò di prepararmi alla visione che da lì a poco mi avrebbe fatto inorridire", ha scritto Secci, "la visione era talmente brutale e agghiacciante che mi lasciò senza fiato. Solo dopo un po' mi ripresi e riuscii a dire solo poche e incoraggianti parole accolte da Sergio con l'evidente, espressa consapevolezza di chi, purtroppo teme di non poter subire le conseguenze di tutte le menomazioni e lacerazioni che tanto erano evidenti sul suo corpo".Nel 1981 Torquato Secci diventò presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage.La città si trasformò in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime, i sopravvissuti e i loro parenti.I vigili del fuoco dirottarono sulla stazione un autobus, il numero 37, che si trasformò in un carro funebre.E' lì che vennero deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.Alle 17,30, il presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò in elicottero all'aeroporto di Borgo Panigale e si precipitò all'ospedale Maggiore dove era stata allestita una delle tre camere mortuarie.Per poche ore era circolata l'ipotesi che la strage fosse stata provocata dall'esplosione di una caldaia ma, quando il presidente arrivò a Bologna, era già stato trovato il cratere provocato da una bomba.Incontrando i giornalisti Pertini non nasconse lo sgomento: "Signori, non ho parole" disse,"siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".Ancora prima dei funerali, fissati per il 6 agosto, si svolsero manifestazioni in Piazza Maggiore a testimonianza delle immediate reazioni della città.Il giorno fissato per la cerimonia funebre nella basilica di San Petronio, si mescolano in piazza rabbia e dolore.Solo 7 vittime ebbero il funerale di stato.Il 17 agosto "l'Espresso" uscì con un numero speciale sulla strage.In copertina un quadro a cui Guttuso ha dato lo stesso titolo che Francisco Goya aveva scelto per uno dei suoi 16 Capricci: "Il sonno della ragione genera mostri".Guttuso ha solo aggiunto una data: 2 agosto 1980.Cominciò una delle indagini più difficili della storia giudiziaria italiana.
articolo tratto da
http://www.stragi.it/index.php
martedì, agosto 01, 2006
Fidel Castro 01/08/06

Il dittatore Fidel Castro ha lasciato temporaneamente il potere al fratello Raul e questo dimostra la gravità della malattia. Un problema all’intestino molto pericoloso per la sua vita.
È’ dal 1959 che non lascia il potere nemmeno per un giorno, quindi questa volta è molto grave soprattutto perchè ha 80 anni e i tempi di recupero sono diversi confronto a quelli di un ragazzo di 20.
C’è chi spera che sia un passaggio di consegna perchè la morte potrebbe far cambiare le strategie politiche di molti paesi dell’america latina, in particolare Venezuela e Brasile.
Il sistema castrista crollerebbe subito con la morte del lider maximo, come gli altri sistemi comunisti il paese è incentrato sulla persona, sul leader. Con la sua morte cesserebbe di esistere anche l’ultimo baluardo del comunismo. Uno stato che in modo assolutamente straordinario è fermo da oltre 40 anni.
Non c’è stata una vera evoluzione democratica e manca ancora la libertà d’espressione – comunque non è l’unico paese americano dove manca, perchè è assente anche in molti altri paesi americani controllati dagli USA.
Le ultime parole del lider maximo sono state:
"Chiedo al Comitato centrale del Partito e alla Assemblea nazionale che appoggino fermamente questo proclama. Non ho il minimo dubbio che il nostro popolo e la nostra rivoluzione lotteranno fino all'ultima goccia di sangue per difendere queste ed altre idee e misure che siano necessarie per salvaguardare questo processo storico". "L'imperialismo - ha concluso - non potrà mai schiacciare Cuba".
Nella speranza che veramente l’imperialismo non schiacci un paradiso come Cuba – e che i paesi europei si sveglino da questa dittatura mediatica filo americana e filo comunista – auguro che si riprenda e che come prima cosa faccia un’amnistia a favore dei prigionieri politici.
Israel to destroy
By now they are 3 weeks that Israel attacks Lebanon without a reason that we can accept.
Hebrews continue to kill civil people, mostly children and UE doesn’t do anything, also because the bastard American want a war in Middle East, without a directed participation.
US stay to see during this situation, where children in Qana dying and continue to finance this genocide.
Yes, it is a genocide, because Lebanon people died are over 700 and also in this case USA are helping the criminals.
UN are trying to do something but, again, USA don’t want to collaborate to creating and diffuse the peace. Supporting Israel, Bush doesn’t send men in camp, and doesn’t want to get into another Iraq, without exit door.
Than Qana, public opinion asked 48 hours of ceasefire, but this criminals don’t want to grant.
We can accept again this situation, civil people died,
Israel Prime Minister Olmert said Lebanon attack is Existential to protect Irael. "Existential" threats do not absolve Israel of the responsibility to comply with international law. Carrying out these kinds of policies is clearly an 'existential' threat to innocent civilians
Hezbollah threatened to retaliate, saying that "this horrific massacre [at Qana] will not go without a response, naturally, so other civilians will die.
Hebrews continue to kill civil people, mostly children and UE doesn’t do anything, also because the bastard American want a war in Middle East, without a directed participation.
US stay to see during this situation, where children in Qana dying and continue to finance this genocide.
Yes, it is a genocide, because Lebanon people died are over 700 and also in this case USA are helping the criminals.
UN are trying to do something but, again, USA don’t want to collaborate to creating and diffuse the peace. Supporting Israel, Bush doesn’t send men in camp, and doesn’t want to get into another Iraq, without exit door.
Than Qana, public opinion asked 48 hours of ceasefire, but this criminals don’t want to grant.
We can accept again this situation, civil people died,
Israel Prime Minister Olmert said Lebanon attack is Existential to protect Irael. "Existential" threats do not absolve Israel of the responsibility to comply with international law. Carrying out these kinds of policies is clearly an 'existential' threat to innocent civilians
Hezbollah threatened to retaliate, saying that "this horrific massacre [at Qana] will not go without a response, naturally, so other civilians will die.
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