Anche per il 2011 il Presidente
Napolitano, come consuetudine che non si può più fare a meno, ha tenuto il discorso di fine anno, che ormai è diventato quasi l'unica occasione in cui il Presidente si fa vivo con un messaggio, che indipendentemente dai contenuti, è indirizzato a tutti.
A video si presenta molto rilassato, ma il discorso non è tanto diverso da quello degli altri anni. Ormai è sempre la stessa storia da almeno un decennio, ad esclusione naturalmente al riferimento delle celebrazione dei 150 anni. Tutti gli altri temi che affronta gli ha già affrontati anche gli anni passati. Insomma lo stesso minestrone.
Un buon discorso sui conti pubblici, con una straordinaria critica verso coloro che hanno guadagnato con l'evasione fiscale, sfruttando il paese in tutti i modi.
Ma, a mio parere, più che un discorso ottimista verso un futuro abbastanza insicuro, si è dimostrato un discorso di politica economica e di indirizzamento per il governo Monti, facendo un grande appello ai lavoratori che dovranno fare l'ennesimo sacrificio per risanare il Paese.
Fa un richiamo implicito al parlamento a favore dei figli degli immigrati, per un loro riconoscimento della cittadinanza italiana, e alla soluzione dei vari problemi del nostro paese, riconoscendo loro, nonostante la presenza di un governo tecnico, la responsabilità politica e istituzionale di mandare avanti il governo Monti, ma soprattutto l'Italia.
Video:
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