Da qualche giorno a questa parte si discute del deputato Mele, eletto nella schiera del UDC, per la sua avventura in albergo con due prostitute e cocaina. È indagato per possesso e spaccio di droga e per ultimo anche per mancato soccorso alla prostituta che è stata male a causa della cocaina, che è stato proprio il deputato a portarla nella stanza dell’albergo.
Non si discute del fatto che un esponente democristiano, membro del primo partito moralista in Italia, si diverta quando è in trasferta a Roma; non si discute nemmeno che magari questo deputato alla Camera abbia sempre votato contro le case chiuse, contro la legalizzazione delle droghe leggere e contro i DICO.
Non si discute che nel Parlamento, dopo il servizio delle IENE, dello scorso anno, gira parecchia droga e nemmeno che magari l’albergo era a carico dello Stato, dato che era in “trasferta” per lavoro il povero onorevole Mele.
Non si discute nemmeno che lui, come l’UDC, politicamente sia stato sempre a favore delle radici cristiane e a sostegno della famiglia, forse a casa sua ha una versione del Vangelo che dice di andare tranquillamente con prostitute e tirare di coca.
Sarà che di balle questi parlamentari raccontano parecchio e che, con il culo seduto sulla poltrona, impongono dogmi che nemmeno loro condividono.