Oggi il popolo italiano è chiamato a decidere se accettare la riforma costituzionale frutto del Governo Renzi, fatta con Boschi e Verdini, e che in parte ricalca la riforma costituzionale proposta qualche anno fa da Berlusconi.
In altri post (
La Riforma Costituzionale in sintesi e in
Prime riflessioni sulla Riforma Costituzionale) avevo già espresso le mie critiche su come si è voluta cambiare la Costituzione.
Ora sono ancora convinto che la riforma non è la riforma che il nostro Paese merita e soprattutto non da parte di questo gruppo dirigente politico. Ci sono troppi problemi e persone sbagliate per poter riconoscere un potere così elevato al capo del Governo e il Paese ha ancora bisogno di un Senato per poter controllare l'operato del Governo.
Oltre a tali necessità istituzionali, la campagna del Governo e del Partito Democratico (o almeno di una parte di esso) a favore del SI si è dimostrato assolutamente populista e demagogico.
Ha nascosto i vari problemi del Paese raccontando che la riduzione del numero dei senatori e del CNEL siano sufficienti a rilanciare l'economia italiana. Niente di più falso anche perché i costi del CNEL, se dovesse essere chiuso, sarebbero distribuiti ai vari ministeri in quanto nessuno verrebbe licenziato. Per quanto riguarda il Senato, nel suo complesso, quindi sia la riduzione del numero dei membri e la composizione dello stesso, non porterebbe nessun beneficio economico consistente; inoltre se proprio la politica vuole risparmiare, lo può fare da subito attraverso cambiamenti dei regolamenti delle due Camere e senza populistiche iniziative direttamente sulla Costituzione.
Infine altri due punti che trovo inaccettabili: l'abolizione del diritto di voto del Senato, come già avvenuto per le Province, e far credere che tale riforma porterà vantaggi economici.
Il diritto di voto non si deve assolutamente toccare, piuttosto si abolisce il Senato, ma non la partecipazione e la democrazia.
Il nostro Paese ha forti problemi economici in quanto, anche questo Governo, non ha una politica economica strutturale e per vincere anche queste elezioni si sta regalando soldi per comprare il consenso elettorale.
Non credo assolutamente che il nostro Paese meriti una riforma e un modo di fare politica in questo modo.