Un interessante indicatore
che permette di comprendere anche le dinamiche internazionali, è la vendita di
armi per ciascun paese.
Trading Economics riporta che Russia, Germania e Francia sono i primi paesi in Europa per vendita
di armi e solo a seguire c’è la Gran Bretagna e la Spagna. L'Italia, invece, con
i suoi 570 Milioni USD, segue e si attesta a metà strada.
Il nostro Paese non
rientra tra i principali venditori di armi, e questo probabilmente è anche una delle ragioni per
le quali non è coinvolti in prima persona nella “lotta” al terrorismo, piuttosto
che in guerre preventive a difendere qualche pace in giro per il mondo. La pressione da parte delle lobby del settore è inferiore e l'interesse per l'Italia non è prioritario.
L’indice delle
vendita di armi per la Germania, per esempio, presenta un notevole aumento
negli ultimi due anni.
Dato abbastanza simile ad altri paesi europei come
Francia.
Tale andamento
può essere difficile ad interpretarlo in quanto la ragioni possono essere diverse
e i valori sono condizionati dai dati di effettivo fatturato piuttosto che da
ordinativi, i quali solitamente possono prevedere qualche anno prima del realizzato.
Altrettanto difficile è anche quello di trovare una correlazione tra la vendita di armi e i rispettivi governi in questi anni.
Sicuramente tali
numeri fanno pensare che la guerra è, e rimarrà, sempre un grande business e soprattutto
le lobby delle armi tenderanno a promuovere certi conflitti, anche di natura “pacifista”,
piuttosto che promuovere la paura all’interno del paese con lo scopo di
aumentare la spesa militare per la sicurezza.