domenica, novembre 30, 2014

Petrolio in caduta libera

Incuriosito dalla forte riduzione del prezzo del petrolio negli ultimi 12 mesi ho iniziato a osservare il mercato, di come si sono mossi i capitali nell'ultimo anno.
Oil Futures Price

Mentre il petrolio ha perso circa il 30% con una caduta impressionante nella seconda parte dell'anno, il mercato azionario si è fortemente ripreso - almeno in questo post mi sono soffermato solo sul mercato azionario americano.










A differenza del Petrolio, il prezzo dell'oro nell'ultimo anno ha perso solo il 4.30% ma ha dimostrato una forte volatilità durante l'anno a dimostrazione che il mercato vuole ancora credere nell'oro come investimento difensivo, soprattutto perché il mercato, in particolar modo quello europeo, non sta dando segnali di crescita.
Gli indici dei mercati americani dimostrano una forte crescita negli ultimi 12 mesi, nelle successive immagini ho riportato l'indice Nyse Composite e Standard & Poor 500 , dove si può notare come la curva è verso l'alto e che ha battuto ogni resistenza superiore. 

Questo si traduce in una crescita del mercato, o almeno così sta dimostrando il mercato. Gli investimenti nelle imprese, oppure la speculazione, stanno dando segnali positivi, a prescindere da qualsiasi indice macroeconomico.



Gli investimenti, o comunque i capitali, si sono fortemente spostati sul mercato azionario anziché sulle commodity "di riserva" appunto come oro e come petrolio.
Nyse composite

Certo ci sarebbe da capire, visto che si trattano soltanto di indici del settore, che rispecchiano la media dei prezzi, se le imprese e quali imprese stanno "accumulando valore" e in quali settori.


Quello che certamente colpisce è che il mercato dei capitale si sta muovendo in direzione diversa rispetto a due anni fa e lo scorso anno. I grafici stanno mostrando come il 2014 sia stato un anno positivo e che gli investitori non vanno più verso titoli difensivi e stanno investendo/ rischiando sul mondo delle imprese.

Standard & Poor 500




Almeno questo può giustificare oppure permette di avviare un'interessante analisi comparativa del mercato dell'oro ed azionario, mentre per quanto riguarda il Petrolio la situazione è diversa proprio perché sarebbe da considerare la stabilità o instabilità dei paesi dell'OPEC e della politica belligerante degli Stati Uniti e di Israele. 
Sicuramente un prezzo del petrolio così basso (nel grafico prezzo dei futures) stupisce e permette di fare ulteriori riflessioni di come il prezzo prima era pienamente soggetto a speculazione e la domanda così alta era, in parte legata alla speculazione, in parte da "cassettisti" - ossia da coloro che vedono il petrolio come titolo difensivo, e da una domanda del mercato reale inferiore. 
Se la discesa del prezzo del petrolio è dovuta da una riduzione della domanda del mercato del bene di consumo, allora saremmo davanti ad un'altra crisi, in questo caso reale e non dei mercati finanziari. Certo in questo caso verrebbe a meno la tesi iniziale del post .... e sarebbe da ripensare come sia possibile che il mercato azionario sta crescendo (certo gli indici rispecchiano certe aziende) e contemporaneamente il mercato globale (domanda del petrolio) stia scendendo.
A mio parere la tesi presentata all'inizio è quella reale, proprio perché non credo che ci sono le condizioni, di politica internazionale ed macroeconomica, che fanno presupporre che siamo davanti ad una crisi economica che possa portare ad una riduzione del prezzo del petrolio. Se fosse veramente così - pensiamo ad un taglio della domanda da parte di Cina oppure Europa, allora la crisi economica di questi paesi sarebbe devastante e già visibile. 
La riduzione del prezzo potrebbe essere dovuta anche dall'aumento dell'offerta da parte dei paesi petroliferi; cosa che escludo proprio per il 30% ... sarebbe una perdita troppo consistente se fatta in modo volontario.



martedì, novembre 25, 2014

Polizia di frontiera

Per la prima volta la Polizia di Stato ha fatto opportuni controlli sul treno, cosa che in due anni non ho mai visto. 
Mi ha veramente stupito, visto che non fanno MAI alcun genere di controllo serio né al confine con il Brennero tanto meno nei treni in circolazione in Italia e se li fanno è soltanto perché sul quel treno c’è qualche politico, come avvenne qualche tempo fa sul treno BS-MI.

Comunque due poliziotti sono saliti a Trento sul treno EC 88 VR-Monaco delle 09:04 di questa mattina e ho notato che hanno fatto due giri del treno. Sono passati, guardando dentro le cabine!!!!, e al secondo giro mi hanno chiesto anche i documenti.

Piccolo dettaglio, erano con due poliziotti austriaci….. in pratica era frutto di una collaborazione tra la polizia italiana e austriaca per il treno internazionale, in altre parole l’input nel fare i controlli sarà arrivato dall’Austria per controllare, monitorare i treni provenienti dall'Italia.


I quattro poliziotti, soddisfatti del loro lavoro, soprattutto quelli austriaci visto che hanno “difeso” il loro confine, sono scesi alla fermata Brennero. 

Ma dove è la vittoria???

Una piccola osservazione sui risultati delle regionali dello scorso week end avvenuti in Emilia Romagna e Calabria.

Intanto è inutile dire che un partito piuttosto che l’altro abbiano vinto le elezioni. 
In entrambe regioni le elezioni sono state perse dalla politica. La politica, non solo non è riuscita a far votare gli elettori, ma è riuscita a distruggere quel minimo rapporto di fiducia, che c’era nella politica.

Un’affluenza così bassa in una regione come l’Emilia Romagna si traduce in una totale sconfitta della democrazia, della partecipazione attiva del popolo romagnolo. 
Non si tratta soltanto della solita disaffezione alla politica, fenomeno degli ultimi anni, bensì, a mio parere, di una scarsa rappresentazione dei partiti, dii  una cronica disaffezione – o disgusto – nei confronti della politica.

Non bisogna nemmeno essere dei geni per capire le cause di questo fenomeno preoccupante. 
Intanto le elezioni per entrambe regioni sono state anticipate per ragioni scandalose e di pessima amministrazione. 
Ricordo anche che Errani, ex governatore dell’emilia Romagna, era incostituzionalmente al governo della regione. 
Oltre a ciò, scandali di rimborsi elettorali, cene e sex toys che hanno riguardato in pratica tutti i partiti – e in tutte le regioni.
Queste mi permetto di chiamarle cause generiche, cause che riguardano tutto la politica nel suo complesso e che tutti i partiti dovrebbero riflettere, oltre al fatto che, prima ancora di trattarsi di partiti, si tratta di persone , assolutamente meschine che con i soldi dei contribuenti hanno sfruttato la loro posizione. Niente di diverso dalla prima Repubblica.

Dopo ci sono le cause interne del partito democratico. 
La prima domanda è: perché gli emiliani non hanno sostenuto il “loro” partito? – visto che si trattava della “regione rossa”. Dunque, è vero che il PD ha ottenuto tanti voti, ma siamo sicuri che quei voti provengano dal popolo Democratico e non invece dai caproni che si fanno incantare dalla demagogia dei partiti? Dagli slogan?? 
Secondo me i voti emiliani che il PD ha preso vengono da un elettorato che nel passato ha votato M5S, incantato dalle urla del leader,  e prima ancora hanno votato Berlusconi.
Quindi, sempre la mia povera opinione, la base, i militanti e l’elettorato – anche quello non attivo – non ha voluto votare il “loro partito”, proprio per una questione di delusione verso un partito che è lontano dalla politica intesa come nel “rottamato” concetto emiliano. 
Una leadership che non crede nella struttura stessa del partito, che è per un partito liquido – alla faccia di tutte le case del popolo emiliane -  un partito che è riluttante nei confronti delle Feste dell’Unità , un partito che sta attuando una politica di governo condivisa con Berlusconi e Verdini , i quali di centro sinistra non ha assolutamente niente.


Una politica di governo che dista anni luce dal programma che il PD dovrebbe avere, e che il popolo emiliano, radicato nella tradizione politica e dei valori del vero centro sinistra prodiano, non accetta.

Poi certo, si può sempre dire che meglio vincere in questo modo anziché perdere, ma dove sta la vittoria? nella perdita dei valori e principi del proprio partito,che con tanta fatica si è voluto fondare??

venerdì, novembre 21, 2014

Obiettivo inflazione 2%

Oggi presso la conferenza stampa del governatore Draghi, ci sono stati segnali abbastanza concreti di come la BCE si sta muovendo e quali sono i suoi obiettivi, ossia riportare l'inflazione al 2%.

Nessun paese in Europa ha un'inflazione "così alta", e questo è un problema che deve essere risolto.
Ebbene si, sembra strano ma l'impegno della BCE è far crescere l'inflazione, la quale comunque si tratta di una media di aumento dei prezzi, che il più delle volte non rispecchia nemmeno la reale perdita del potere di acquisto delle famiglie. In altre parole i prezzi devono aumentare in qualche modo, se poi l'aumento è soltanto statistico, quindi vuol dire che il potere d'acquisto delle famiglie avrà una perdita maggiore o minore del 2% non importa, quello che conta che per i monetaristi il dato macroeconomico deve essere almeno del 2%, tutto quello che c'è dietro non conta.

Quindi portando l'inflazione al 2%, e questo può essere permesso solo attraverso ad un ulteriore impegno da parte della BCE sul debito pubblico dei paese comunitari e incrementando la moneta in circolazione, si riuscirà ad avere una moneta "competitiva" su un mercato internazionale basato sulla speculazione del valute e che, non sempre rispecchia
Questo dovrebbe permettere una svalutazione della moneta e dovrebbe anche permettere ad incrementare la domanda dei beni europei da parte degli altri paesi, in particolare modo dagli USA, quindi esportazioni.

Non viene citato dal governatore anche il fatto che, portando l'inflazione al target del 2% , permetterebbe ad aumentare i tassi d'interesse, visto che oggi sono al minimo storico e che non potrebbe l'Euro continuare ad avere tassi così bassi, soprattutto perché i tassi così bassi non stanno portando ad una crescita degli investimenti da parte delle imprese.

Di questa politica monetaria, tassi al minimo, non ci sono risultati positivi se non per il fatto che si riesce ad avere sotto controllo i tassi d'interesse dei debiti pubblici dei paesi europei, e proprio per questo in modo aggressivo la BCE tenterà di muovere ulteriormente il mercato dei tassi.


I leader delle nuova politica italiana


Ebbene si, siamo guidati o governati da personaggi televisivi.
Prima con Berlusconi che si metteva a cantare e scrivere canzoni, e adesso da Matteo Renzi che ha partecipato alla Ruota della Fortuna e Matteo Salvini che ha partecipato a Il Pranzo è servito.

In pratica in Italia, se uno vuole fare politica, non deve studiare , deve semplicemente andare in televisione....
a questo punto facciamo presidente della repubblica Gerry Scotti...


disgustato.....


Matteo Salvini a Il Pranzo è servito

Die Welt accusa Draghi

Oggi mi sono imbattuto nella lettura del blog Keinpusch.net e su un post riguardante un articolo di un giornale tedesco e relativo a Draghi e alla possibile uscite dell'Italia dall'euro.


http://www.keinpfusch.net/2014/11/furcht.html

L'articolo che viene riportato è quello del Welt, vicino alla destra tedesca.
L'accusa che l'articolo, quello del Welt, riporta è verso l'Italia e al governatore Draghi. Intanto considerano che l'uscita dell'Italia sia vicina  o comunque necessaria per l'Europa stessa e che Draghi, il quale, per loro, sta lavorando nell'interesse dell'Italia salvando, con i soldi dei contribuenti tedeschi, le banche italiane e il debito pubblico italiano.

Intanto leggendo l'articolo, sembra che il post sia andato in una direzione un pò diversa dall'articolo, comunque affermare, o semplicemente riportare che Draghi sta aiutando solo l'Italia con i soldi tedeschi e che non ci siano sostegno delle banche tedesche è falso.
E' proprio come dire che il problema della crisi in Italia sia l'euro e la finanza tedesca, oppure si dovrebbero incontrare e mettersi d'accordo, se è colpa dell'euro oppure delle banche tedesche e di chi sta veramente pagando la crisi.

Comunque, a mio parere, Draghi, proprio con l'appoggio delle Istituzioni Europee, sta attuando una politica monetaria a salvataggio dell'euro, negli interessi dell'Europa e di molti Paesi che sono in crisi, e il salvataggio, viene proprio fatto con i soldi delle banche tedesche.

Può essere più veritiero che le Istituzioni Europee sono distanti dalla realtà e dalla società europea, ma sono proprio le Istituzioni Europee con Draghi che si stanno proteggendo a vicenda per mantenere tutti sulla stessa moneta, sugli stessi interessi per il loro reciproco guadagno.



domenica, novembre 16, 2014

Elezioni Comites - cambio delle regole

In questo post non mi soffermo su cosa sono i Comites e a che cosa servono effettivamente, ma su loro rinnovo che proprio in questi giorni ha subito un rinvio.
Intanto il governo e, naturalmente il Parlamento, hanno fatto una legge che prevedeva in tempi strettissimi il rinnovo dei Comites, dopo 10 anni (e già questo dimostra quale sia l'interesse delle istituzioni italiani su questo organo), con:


  • relativa iscrizione su un album per chi voglia votare, in quanto non è sufficiente essere italiano, ma bisogna andare al consolato/ambasciata o tramite email (per chi si fida) chiedendo di votare
  • le liste che si vogliono candidare dovevano raccogliere in poco tempo almeno 200 firme valide (ossia italiani iscritti all'AIRE )
Quando praticamente sono arrivati al ministero i risultati di tale porcata, hanno deciso di cambiare le regole, ossia di posticipare le elezioni di qualche mese. 
Gli effetti??
  1. gli attuali membri dei Comites in giro per il mondo, sono in carica da circa 10 anni e che adesso si sono visti "rinnovato" il mandato per circa 6 mesi. Sicuramente non è motivante o, salvo per coloro che si ricandidano. Conseguenza? inattività per 6 mesi.
  2. credibilità e serietà delle leggi. Se si fa una legge, giusta o sbagliata che sia, e dopo, in base ai risultati, si decide di cambiarla, è chiaro che si perde di credibilità come Paese, come istituzione parlamentare e di governo, ma soprattutto il Comites stesso diventa una barzelletta.
  3. la legge "non corretta", rimane tale e quale, ossia potranno votare solo gli italiani che si iscrivono, facendo venire a meno il diritto di voto universale e automatico che, come italiani siamo abituati e che democraticamente dovrebbe essere così.
Comunque sia, il voto per il rinnovo per i Comites, per adesso, è in aprile... vediamo se verrà rispettato...



sabato, novembre 15, 2014

Dobbiamo rifare la sinistra - Civati su Il Garantista

Leggendo l'intervista rilasciata da Civati su Il Garantista, mi trovo in disaccordo.
Intanto non direi che Renzi sia di destra piuttosto è un democristiano vecchio stampo.
Ha imparato tutto da Berlusconi e sta mettendo in pratica lo show-politik con mezzi del tutto nuovi, che per generazione Berlusconi non li aveva.
Non credo nemmeno che in parlamento ci sia una sinistra tanto diversa da quella che c'è in Italia, semplicemente si tratta di una sinistra, all'interno del Partito Democratico, che è troppo interessata a rimanere in Parlamento, e, che è del tutto consapevole che se vuole rimanere a Roma, deve seguire il nuovo Padrone.

" Esistono forse, quindi, due sinistre delle quali una siede in Parlamento, e l’altra ne sta fuori, e del tutto casualmente la prima trova più accettabili i provvedimenti di questo governo, mentre la seconda no? Esiste un tema, quello della divisione della sinistra, che è vecchio quanto la sinistra stessa, questo sì, ma che oggi conosce una fase differente grazie a un suo interprete nuovo: un segretario di partito e presidente del Consiglio che pur avendo vinto il congresso di un partito di centrosinistra dicendo cose tutto sommato in linea col contesto, oggi sceglie sistematicamente di attaccare tutto quel (poco) di sinistra che è rimasto nel Paese, creando una curiosa polarizzazione tra se stesso e chi l’aveva votato per metterlo lì."

Inoltre, la sinistra non è quella del sindacato, in quanto il sindacato non fa una proposta politica di sinistra, guarda semplicemente il proprio interesse, e, talvolta si richiama a concetti e opinioni vicino al mondo della sinistra, ma la vera sinistra (non quella storica) è un distante talvolta dalla versione del sindacato italiano, soprattutto dalla Fiom.


domenica, novembre 02, 2014

Il vuoto intorno al leader

Leggendo l'editoriale di Ernesto Galli della Loggia devo riconoscere che mi ritrovo solo in parte nelle sue parole.
Sono d'accordo che Renzi abbia una specie di leadership e che, attualmente, mancano altri leader, ma forse non si tratta nemmeno del suo merito.
Credo che si sia trovato anche in una situazione assolutamente particolare dove non ha concorrenti. Non è stato lui a creare il vuoto di leadership, bensì il tempo. Sono quasi due anni dove Berlusconi si è spento, non è più quello di una volta e ha perso tutta la sua credibilità e il controllo dei media (Emilio Fede era in grado di dirottare tanti voti..).
La stessa cosa vale per la Lega Nord, dove a seguito dei vari scandali e perdita del potere e fascino di Bossi, il partito ha perso molti voti al nord.
Quindi alla fine che competitor sono rimasti i vecchi leader del PD stesso, in pratica delle patata bollite nemmeno tollerate dagli stessi tesserati del pd, e qualche disperato del movimento di Monti, che rappresentano nessuno, e qualcuno nella destra estrema che sono stati assorbiti dalla cultura della rottamazione.






http://www.corriere.it/editoriali/14_ottobre_25/vuoto-intorno-leader-0e5d1c3c-5c09-11e4-a063-152f34c0ded7.shtml