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| Oil Futures Price |
Mentre il petrolio ha perso circa il 30% con una caduta impressionante nella seconda parte dell'anno, il mercato azionario si è fortemente ripreso - almeno in questo post mi sono soffermato solo sul mercato azionario americano.

A differenza del Petrolio, il prezzo dell'oro nell'ultimo anno ha perso solo il 4.30% ma ha dimostrato una forte volatilità durante l'anno a dimostrazione che il mercato vuole ancora credere nell'oro come investimento difensivo, soprattutto perché il mercato, in particolar modo quello europeo, non sta dando segnali di crescita.
Gli indici dei mercati americani dimostrano una forte crescita negli ultimi 12 mesi, nelle successive immagini ho riportato l'indice Nyse Composite e Standard & Poor 500 , dove si può notare come la curva è verso l'alto e che ha battuto ogni resistenza superiore.
Questo si traduce in una crescita del mercato, o almeno così sta dimostrando il mercato. Gli investimenti nelle imprese, oppure la speculazione, stanno dando segnali positivi, a prescindere da qualsiasi indice macroeconomico.
Gli investimenti, o comunque i capitali, si sono fortemente spostati sul mercato azionario anziché sulle commodity "di riserva" appunto come oro e come petrolio.
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| Nyse composite |
Certo ci sarebbe da capire, visto che si trattano soltanto di indici del settore, che rispecchiano la media dei prezzi, se le imprese e quali imprese stanno "accumulando valore" e in quali settori.
Quello che certamente colpisce è che il mercato dei capitale si sta muovendo in direzione diversa rispetto a due anni fa e lo scorso anno. I grafici stanno mostrando come il 2014 sia stato un anno positivo e che gli investitori non vanno più verso titoli difensivi e stanno investendo/ rischiando sul mondo delle imprese.
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| Standard & Poor 500 |
Almeno questo può giustificare oppure permette di avviare un'interessante analisi comparativa del mercato dell'oro ed azionario, mentre per quanto riguarda il Petrolio la situazione è diversa proprio perché sarebbe da considerare la stabilità o instabilità dei paesi dell'OPEC e della politica belligerante degli Stati Uniti e di Israele.
Sicuramente un prezzo del petrolio così basso (nel grafico prezzo dei futures) stupisce e permette di fare ulteriori riflessioni di come il prezzo prima era pienamente soggetto a speculazione e la domanda così alta era, in parte legata alla speculazione, in parte da "cassettisti" - ossia da coloro che vedono il petrolio come titolo difensivo, e da una domanda del mercato reale inferiore.
Se la discesa del prezzo del petrolio è dovuta da una riduzione della domanda del mercato del bene di consumo, allora saremmo davanti ad un'altra crisi, in questo caso reale e non dei mercati finanziari. Certo in questo caso verrebbe a meno la tesi iniziale del post .... e sarebbe da ripensare come sia possibile che il mercato azionario sta crescendo (certo gli indici rispecchiano certe aziende) e contemporaneamente il mercato globale (domanda del petrolio) stia scendendo.
A mio parere la tesi presentata all'inizio è quella reale, proprio perché non credo che ci sono le condizioni, di politica internazionale ed macroeconomica, che fanno presupporre che siamo davanti ad una crisi economica che possa portare ad una riduzione del prezzo del petrolio. Se fosse veramente così - pensiamo ad un taglio della domanda da parte di Cina oppure Europa, allora la crisi economica di questi paesi sarebbe devastante e già visibile.
La riduzione del prezzo potrebbe essere dovuta anche dall'aumento dell'offerta da parte dei paesi petroliferi; cosa che escludo proprio per il 30% ... sarebbe una perdita troppo consistente se fatta in modo volontario.




