Il prossimo week end si vota per il referendum sulle Trivelle, ormai così è chiamato questo referendum legato alle concessioni, che sono state date anni fa e che impattano solo quelle poche trivelle estrattrici entro le 12 miglia nautiche.
Il quesito referendario vorrebbe abrogare una norma introdotta lo scorso dicembre sulle legge di Stabilità, che permette alle aziende, che estraggono idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa, di continuare ad estrarre fino ad esaurimento delle risorse e non più fino al termine della concessione.
Dal mio punto di vista la norma introdotta lo scorso anno ha un presupposto, proprio quello di essere razionale, proprio perché è assolutamente irrazionale o stupido bloccare l'estrazione di idrocarburi solo perché terminato il contratto di concessione, in particolare modo quando queste risorse servono a rilanciare anche l'economia di alcune regioni.
Da sottolineare che solo un comma della legge è oggetto di referendum e non l'intera legge che venne fatta e votata anche dal PD a sostegno di alcune regioni, che posseggono idrocarburi come la Basilicata, quindi viene contestato solo una parte molto piccola della politica ambientale del governo.
A parte questo piccolo dettaglio, il mio punto di vista sul referendum è semplice: evento totalmente strumentalizzato da parte dell'opposizione e anche dall'opposizione interna del PD.
Le ragioni del SI, si possono smontare facilmente perché tale referendum non impatta minimamente la politica ambientale del governo e non rappresenta nemmeno un segnale verso una politica ecologista, direi che non c'entra proprio per nulla.
Se dovesse vincere il SI , non sarà più possibile estrarre le risorse naturali che l'Italia dispone dentro le 12 miglia e, considerando che le risorse energetiche che abbiamo sono molto rare e poche, lo trovo abbastanza stupido non approfittare, anche perché il SI non dice di bloccare subito o di non trivellare più sul mare, ma semplicemente di non rinnovare le concessioni.
Impatto e rischio ambientale? Direi lo stesso degli ultimi vent'anni, ossia nullo e se poi consideriamo
Ricordo che c'è già il divieto di non costruire nuove trivelle e le concessioni andranno fino a scadenza a prescindere dal risultato referendario, quindi che senso ha questo referendum??
Se invece faccio un'analisi di chi propone il SI, allora è diverso. Ho notato in questi mesi che ci sono tre categorie di persone per il SI:
a. popolo di opposizione tout court, a prescindere da tutto votano contro qualcosa
b. persone che vogliono distinguersi e farsi intellettuali e combattenti per l'ecologia per un paio di mesi
c. opposizione a Renzi
Considerando quanto scritto e tanto altro trovato in rete, il comitato per il SI non riesce a convincermi, ma soprattutto a esporre delle ragioni serie e non smontabili che possano riconoscere utile il voto.
lunedì, aprile 11, 2016
domenica, aprile 10, 2016
Il QE - fase 2 colma un vuoto di politica economica
Post pubblicato su Gli Stati Generali il 11 mar, 2016
Ieri Mario Draghi ha sparato ancora, con il suo bazooka continua a sparare cartucce di miliardi di euro, e, proprio ieri, è arrivata la comunicazione ufficiale che il QE arriverà a 80 mld al mese e i tassi d'interesse scenderanno ulteriormente.
A differenze di quello che riportano molti quotidiani italiani, tale notizia era abbastanza attesa visto che nelle scorse settimane si parlava già di un ulteriore aiuto da parte della BCE sull'economia europea, e visto che la banca centrale può intervenire solo mettendo liquidità, era abbastanza scontato un rafforzamento del bazooka.
La sorpresa è stata soltanto sulla decisione che il denaro pubblico potrà essere usato per acquistare anche corporate bond, quindi non soltanto debito pubblico. Pertanto la BCE aiuterà anche le aziende non bancarie, sostenendo il funding e permettendo ai privati, ma soprattutto "all'economia reale", di avere risorse finanziare a tassi agevolati. Purtroppo nella conferenza di ieri non sono stati comunicati i dettagli di tale intervento, per esempio in termini di rating o settore produttivo (link: Decisioni di politica monetaria), ma si tratta di una mossa più razionale della precedente, oppure può essere letta come una sconfitta della precedente politica interventista, la quale prevedeva aiuti solo alle banche.
Comunque di contropartita Draghi ha ridotto mostruosamente il tasso d'interesse sui depositi presso la BCE, che per normativa sono obbligatori, e dalla settimana prossima iniziano a costare un bel -0,40% con una riduzione di 10 bps, che tradotto in altri termini, tale decisione serve per finanziare il funding pubblico, quindi con parole più semplici, saranno le banche che, pagando alla BCE, finanzieranno le imprese private a tassi agevolati.
Tutto questo interventismo è giustificato per aumentare l'inflazione, perché in Europa siamo in piena deflazione, e le stime riportano valori negativi nonostante un anno di QE.
Il grafico riporta la situazione dell'inflazione nell'area euro degli ultimi anni. In pratica dal 2010 siamo in piena crisi macroeconomica e, in particolar modo, negli ultimi anni siamo con il segno negativo (deflazione).
Per i classici economisti la deflazione è sinonimo di crisi economica, in quanto si tratta di riduzione della domanda di beni e servizi e, pertanto, di carente disponibilità finanziaria tra i consumatori.
L'effetto del QE e del nuovo intervento di Draghi sarà quello di continuare a falsare ulteriormente la situazione economica, generando un'inflazione tecnica, ma nascondendo la carente disponibilità economica delle famiglie e, nonostante il doping dei dati macroeconomici, non ci saranno reali e duraturi effetti economici se i singoli Paesi non si permettono di avere una seria politica economica.
E' anche vero che tale aiuto permette ai paesi come l'Italia di avere una boccata di ossigeno in termini finanziari, perché le imprese e le famiglie potranno far ricorso all'indebitamento a tassi d'interesse inferiori a quelli veri di mercato, con conseguenze positive sul mercato occupazionale e del debito pubblico, il quale è necessario per la sopravvivenza del Paese Italia.
Deve essere chiaro che il QE - fase 2, serve per colmare un vuoto di politica economica europea e per sostenere Paesi privi di un credibile piano industriale (e post), e non mi riferisco soltanto all'Italia, ma in generale ai PIIGS.
Un azione di tale portata, dal mio punto di vista, potrà avere effetti positivi a livello macroeconomico solo nel breve periodo, ma con effetti devastanti sulla situazione economico-finanziaria dell'Europa ed effetti speculativi, generando una volatilità sui vari mercati finanziari (vedi i prezzi delle azioni nelle ultime settimane), i quali non saranno facilmente controllabili.
In pratica si tratta di una dose eccessiva di morfina che viene data ad un morto; alla fine, se non avviene un miracolo, il morto è sempre morto.
giovedì, aprile 07, 2016
Orgoglioso di essere tedesco
Post pubblicato su Gli Stati Generali 13 set, 2015
Intanto dico subito che non sono tedesco, bensì italiano e sono trasferito a Monaco di Baviera, ma, come molti tedeschi in questi giorni, stiamo collaborando alla straordinaria macchina organizzativa a sostegno dei “Flüchtling”, accogliendoli con “Willkommen in Deutschland”.
Si tratta di un vero e proprio benvenuto, una grande accoglienza sostenuta con mezzi pubblici e tanto volontariato. Da parte dello stato tedesco si può vedere un grande lavoro per garantire un livello di sicurezza eccezionale per i residenti, ma soprattutto per i profughi appena arrivati dall'est Europa.
Qui in Germania i media tedeschi dedicano veramente nessuno spazio al razzismo, enorme differenza rispetto l’Italia, dove ormai con frequenza quotidiana, su tutti i media viene intervistato Salvini e altri personaggi politici e non, estremamente razzisti. Si tratta proprio di quel razzismo basato sui luoghi comuni, come portano le malattie, rubano nelle case, rubano il nostro lavoro, sono sporchi eccetera. Tutti quei luoghi comuni che la televisione tedesca non li fa passare.
Come riportato qualche settimana fa anche sui quotidiani italiani, una speaker della televisione pubblica tedesca ha attaccato duramente i razzisti. Martedì scorso (08/09), sempre la televisione pubblica tedesca (ZDF) ha trasmesso uno speciale sui profughi e del volontariato, con servizi seri e promotrici della vera bontà e del buon animo del popolo tedesco, e non solo, anche di noi immigrati.
Un'altra grande differenza con l’Italia è che, nei vari media, si utilizza il termine profughi e nessun si permette di usare altri termini come extracomunitari o altri termini dispregiativi, e il messaggio che viene diffuso è estremamente e incredibilmente positivo.
Molti tedeschi e non, come il sottoscritto, volontariamente stiamo aiutando migliaia di persone che scappano dal loro paese perché in guerra o stufi di fare la fame, e in pochissimo tempo, la Germania è riuscita a mettere in piedi due cose, che altri paesi non sono riusciti a fare, ossia:
1. coinvolgimento di tutti i Paesi europei con attribuzione “volontaria” di quote
2. una macchina organizzativa pubblica assolutamente efficiente di aiuto e “smistamento” tra i vari Länder.
invece, che cosa ha fatto l’Europa? Ha convocato una riunione per fine settembre e nessuna azione unitaria e decisiva. Nessun intervento contro l'Ungheria, che, tra i primi Paesi in UE, sta attuando una politica estremamente razzista.
Che cosa ha fatto l’Italia? In questo caso bisogna considerare un costante aiuto e un ottimo lavoro nei vari centri d’accoglienza, da parte della Guardia Costiera, della Croce rossa e una foto con la Pennetta a New York.
Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni in Europa, sicuramente la Germania sta dimostrando, anche in questo campo, di essere un Paese serio, unito e democratico.
martedì, aprile 05, 2016
Tra Imu e Tasi, il Pd di Renzi è l’erede ufficiale di Forza Italia
Post pubblicato su Gli Stati Generali il 26 ago, 2015
È proprio vero che quello che conta sono i voti e per ottenerli bisogna raccontare le balle più grosse.
Il premier nominato Renzi non è da meno ai suoi predecessori o, forse, sarebbe meglio dire che non è da meno al suo maestro Berlusconi.
Ancora ieri all’incontro aggregativo di CL ha ribadito l’intenzione di tagliere IMU e TASI. Questa volta, la notizia “vera” è che ha rilanciato, non una tassa, bensì due. Vuole fare meglio del maestro e vuole essere più originale delle scorse settimane, dove l’annuncio non ha prodotto un vantaggio nei sondaggi.
A parte questi piccoli dettagli, qualcuno, forse vicino a lui, dovrebbe ricordargli che sono due tasse locali e che altri politicanti hanno già abolito e reintrodotto con nomi diversi. Negli ultimi dieci anni hanno cercato di toglierle, ma non sono state mai abolite proprio perché per un Comune non è possibile sopravvivere senza.
Ci sono due elementi da considerare quando si vuole fare politica seria:
- non si dovrebbero prendere risorse dai Comuni, i quali non possono sopravvivere se non alzando le addizionali comunali oppure introducendo altre tasse, magari legate alla casa o sullo “sporco” ma con nomi diversi dagli attuali
- attuare una politica economica e fiscale a vantaggio della collettività e non messaggi propagandistici per i sondaggi
chi è al potere, vuole capire che la politica non è fatta solo di sondaggi e di poltrone? Non si specula sulle persone attraverso anche una discontinuità della politica fiscale.
La riduzione o eliminazione dell’IMU e della TASI porterebbe soltanto problemi ai Comuni, che sono già stretti in termini di budget e molti di essi sono sull’orlo del fallimento, ma soprattutto chi se ne avvantaggerebbe ? soltanto proprietari immobiliari e soltanto a livello di nucleo familiare per un importo anche abbastanza ridotto.
Se si pensa ad alcuni comuni, dove già l’IMU per alcune categorie di case o di reddito non sono soggetti, quale beneficio fiscale avrebbero questi cittadini? Ovviamente negativo, perché per coprire un taglio di questa portata, i comuni aumenterebbero le addizionali comunali che colpirebbero tutti, sicuramente i lavoratori dipendenti, in quanto le addizionali sarebbero trattenute direttamente dal sostituto d’imposta, appunto l’azienda.
Ci sarebbero altre imposte che il governo seriamente dovrebbe considerare di tagliare, come per esempio il ripristino dell’IVA al 20% dove porterebbe vantaggi sostanziali all’economia nazionale e tutti avrebbero un vantaggio in termini di potere di acquisto con possibile ripresa delle vendite. Oppure riduzione dell’IRPEF, dove ne trarrebbero vantaggio tutti, o almeno chi paga le tasse. Oppure riduzione o eliminazione della patrimoniale sui depositi, che a mio parere è anche incostituzionale (art. 47), oppure ridurre il debito pubblico, che è assolutamente fuori controllo.
È proprio vero che il PD non è più il vero PD che sarebbe dovuto essere, ossia una realtà socialdemocratica rivolta ad un elettorato e popolo del centrosinistra. Adesso è ufficiale che si tratta dell’erede di Forza Italia, un partito della nazione con quasi le stesse persone e con gli stessi slogan e con lo stesso vincente antirenzismo manifestato dalla sinistra.
domenica, aprile 03, 2016
No hay nada que temer ya que serán muchos los beneficios
Post pubblicato su Gli Stati Generali il 15 ago, 2015
"los Estados Unidos acogen con beneplácito este nuevo comienzo de su relación con el pueblo y el gobierno de Cuba. Sabemos que el camino hacia unas relaciones plenamente normales es largo pero es precisamente por ello que tenemos que empezar en este mismo instante. No hay nada que temer ya que serán muchos los beneficios de los que gozaremos cuando permitamos a nuestros ciudadanos conocerse mejor, visitarse con más frecuencia, realizar negocios de forma habitual, intercambiar ideas y aprender los unos de los otros"
queste sono le parole in spagnolo del Segretario di Stato Americano John Kerry di ieri presso l'ambasciata americana a L'Avana. Si è trattato di un altro grande passo verso la democrazia e verso la rinascita di Cuba.
Dopo 54 anni la bandiera americana ha ripreso a sventolare a L'Avana. Si tratta di un grande momento storico che delinea la fine, o quasi, del disgelo politico tra i due paesi, la fine dell'embargo e forse la fine di un comunismo ben lontano da quei veri ideali e principi del comunismo teorico, che non prevede assolutamente quello che è successo a Cuba, paese vittima di una dittatura militare.
L'amministrazione americana di Obama passerà nella storia per aver ridato un futuro e una speranza ai cubani, un grande lavoro diplomatico e di persuasione, e perché no, anche grazie alla volontà di Castro di lasciare la vita terrena con un'altra rivoluzione, quella democratica.
Cuba è una splendida isola, ma purtroppo ha veramente scarse risorse naturali per poter garantire la sopravvivenza della popolazione in assoluta autonomia. Per anni ha ricevuto supporto dall'Unione Sovietica, ma ormai da decina di anni ne è venuto a mancare anche l'aiuto dei "fratelli" comunisti. Ha cercato di continuare ad andare avanti nel rispetto di una ideologia comunista, che nel corso degli anni non si è rinnovata, non si è aperta al cambiamento della società, ma, soprattutto, non si è adeguata per poter far fronte alla nuove necessità e nuovi bisogni della popolazione cubana.
La rivoluzione cubana ha voluto mantenere nel corso degli anni quel romanticismo e amore verso la rivoluzione, indipendentemente dal fatto che, per ovvie ragioni, la popolazione cubana, escluso l'esercito, non desiderava più. I cubani volevano, e vogliono, il riconoscimento della libertà, di poter fare quello che vogliono, anche semplicemente di viaggiare.
Chi è andato a Cuba qualche anno fa poteva vedere negli occhi dei cubani una malinconia e una scarsa speranza per il futuro. Si poteva vedere che si trattava di un Paese che offriva alcuna possibilità di andare avanti, che non permetteva ai giovani di crescere o comunque di guardare ad un futuro migliore. I cubani vivono ancora in case fatiscenti dello Stato o nelle baracche dello Stato, senza alcuna speranza di cambiare o di avere la possibilità di vederla ristrutturata, a causa del denaro, dell'embargo, ma soprattutto perché non era la loro casa, bensì dello Stato.
Si poteva vedere anche un enorme mercato nero, che permetteva ai cubani di sopravvivere o semplicemente di vivere in modo dignitoso. Un altra assurdità rimane ancora il sistema valutario, che è esplicita espressione di un Paese che non poteva andare avanti, un sistema che si contraddiceva da solo. Lo Stato paga in Peso cubano, che non permette di comprare quasi niente perché il mercato, non sono quello nero, accetta solo il Peso Convertibile, valuta "commerciale" legato al dollaro.
venerdì, aprile 01, 2016
Anche in Cina non c'è il due senza il tre
Post pubblicato su Gli Stati Generali il 14 ago, 2015
La banca centrale cinese questa settimana ha, per ben tre volte, svalutato la moneta nazionale Yuan, sorprendendo i mercati e i vari paesi, in particolare modo Stati Uniti. Alcuni analisti hanno parlato di guerra valutaria, altri di intervento; ma quali sono effettivamente le conseguenze di questo intervento sullo Yuan?
Intanto bisogna distinguere le conseguenze a breve termine (max 6 mesi) e medio-lungo termine.
Nei mercati, ormai, non si parla più di lungo termine come una volta, il lungo termine si riferisce praticamente ad uno scenario di 1-3 anni.
Breve Termine: immediata svalutazione della moneta con relativa instabilità dei mercati valutari, dove il valore dello Yuan tenderà ad stare sopra i 6,35 contro il dollaro, sperando anche di andare verso la soglia dei 7 Yuan per dollaro
Oltre ad un movimento nei mercati valutari, anche vendite dei titoli di stato cinese, dovuti ad un'inaspettata svalutazione della moneta, quindi ritenuta per molti rischiosa e, potrebbero esserci allo stesso tempo acquisti dei titoli cinesi perchè i tassi d'interesse potrebbero alzarsi, rendendo "appetibili" i rendimenti. Una volatilità sui mercati causerebbe un possibile eccesso di liquidità (inaspettata) sui mercati, e naturalmente anche perdite, per coloro che non riescono chiudere le posizioni in tempo.
Possibili vendite sul mercato valutario e secondario (azionario e obbligazionario) potrebbe determinare un eccesso di liquidità in un mercato, dove negli ultimi 6-8 mesi è stato soggetto ad una forte bolla speculativa. Proprio questa bolla ha determinato dei prezzi "falsati" sul mercato, il quale nel breve termine potrebbe subire un ridimensionamento. Sempre nel breve periodo i mercati americani ed europei si adegueranno, in quanto ci sono aspettative di perdite di fatturato per alcune aziende, in particolar modo quelle di lusso, visto che il lusso, legato al brand, è l'unico prodotto che viene importato e che non può essere copiato.
Questo problema è anche il male minore, perché in realtà ci potrebbero essere ripercussioni sulla liquidità dei mercati per il sostenimento dei titoli pubblici, dove proprio il governo cinese potrebbe vendere o non acquistare titoli americani ed europei, facendo venire meno il grande sostegno al debito pubblico.
Dal punto di vista politico, nel breve termine, ci sarà la solita speculazione ed attacchi nei confronti della Cina e sbandieramento di politiche protezionistiche da parte dei soliti politicanti.
Medio-lungo termine: I cinesi potrebbero iniziare a comprare meno risorse, tra questi anche petrolio, e prodotti dall'estero, permettendo la nascita o sviluppo di imprese per il mercato interno. La riduzione potenziale di importazioni per la Cina rappresenterebbe ulteriore rafforzamento della bilancia commerciale in quanto, un altro effetto, sarebbe maggiore aggressività dei prodotti cinesi sul mercato internazionale.
Come riportato dal grafico la Bilancia commerciale cinese, salvo alcuni mesi, è da qualche anno in lieve aumento, quindi è tecnicamente non giustificata la svalutazione se non per la volontà di incrementare maggiormente l'avanzo e rafforzare l'economia cinese.
Reazioni politiche, dal mio punto di vista, potrebbero essere politiche protezionistiche ad attacco dei prodotti cinesi, che potrebbero essere più economici di adesso, ed un'accelerazione de TTIP e un blocco occidentale nel quale l'Europa, si farebbe sottomettere o influenzare dalle politiche americane nella difesa della propria, o loro, economia.
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