sabato, giugno 03, 2006

Il giorno dopo

Il giorno dopo della festa della repubblica si discute ancora della mossa pacifista di questa maggioranza di governo. La parte più radicale della sinistra ha voluto ridurre la parata militare, che da qualche anno rendeva splendido il 2 giugno, ha voluto contestare l’apparato militare e ha voluto mettere in discussione l’importanza di tale festa per il paese.
Quella parte della sinistra più bigotta che si spaccia per pacifista non si rende conto che la maggioranza del paese non pensa come lei e che vuole dare vita ad una splendida festa della repubblica e i loro ideali utopistici non possono avere la priorità in questo paese.
La sinistra radicale può manifestare e dire quello che vuole, ma, ritengo che non può togliere agli italiani una manifestazione simbolica.
Essere pacifisti non vuol dire essere contrari alla festa della repubblica o comunque contrari alla presenza di un esercito, essere pacifisti vuol dire che il proprio esercito lavori per la pace e per farlo deve avere il sostegno della propria gente. Ieri, invece, si è voluto dimostrare che da una parte c’erano i bravi ragazzi con le bandiere della pace (invece hanno causato più problemi che altro, come a Milano e a Venezia) e i cattivi dall’altra parte.
Non si può trascurare il comportamento contraddittorio e ipocrita del presidente della camera Fausto Bertinotti. Ha riconosciuto di esser andato alla manifestazione istituzionale del due giugno in quanto obbligato dal ruolo che svolge, ma lui avrebbe preferito essere nella contromanifestazione; in pratica ha rinnegato una parte dell’Italia.
Per il centrosinistra questa giornata rappresenta l’ennesima giornata da dimenticare.