domenica, luglio 31, 2016

Campagna elettorale per il referendum costituzionale

È veramente incredibile come i vari comitati del SI, sparsi sul territorio non facciano altro a ripetere quello che la Boschi o Renzi ripetono da mesi senza rendersi conto dell’assurdità delle loro frasi. 

Mi riferisco al fatto che se dovesse vincere il NO, il Paese sarebbe al tracollo e che il referendum rappresenta l’occasione del secolo per l’Italia.

Intanto vorrei dire che se proprio vogliono vincere, sarebbe più opportuno che incominciassero a entrare nel merito dei vari articoli, che hanno cambiato. 
In pratica cambiare il modo di fare campagna elettorale, passando da una forma di catastrofismo generale verso a una forma più coerente e razionale. 
Entrare nel merito dei vari articoli, vuol dire anche leggere l’attuale articolo e quello nuovo proposto dalla maggioranza del governo. 
Non trovo niente di male leggere gli articoli e avviare, anche in modo unilaterale, senza necessariamente discuterli con persone che la pensano in modo diverso, una discussione nel merito dei vari principi e articoli modificati.

Invece la loro strategia comunicativa durante la campagna elettorale è composta da slogan anche catastrofici: 
Se dovesse vincere il NO succede questo, piuttosto che quell'altro. Il governo degli 80 euro  andrebbe a casa, le riforme finirebbero etc.

Una serie di messaggi verso un elettorato già confuso e più delle volte anche ignorante. 
Solitamente l’elettore non entra nel merito delle leggi, forse questa volta potrebbe farlo o, meglio, dovrebbe farlo al fine di capire effettivamente quello che verrebbe cambiato dalla riforma costituzionale.


Non si trattano di tantissimi articoli che sono stati cambiati o stravolti dalla riforma, quindi sarebbe più opportuno che l’elettorato, eventualmente i vari media nazionali, in primis la RAI, si ponesse l’obiettivo nelle prossime settimane di leggere e comparare i vari articoli. 
Soltanto in questo modo si avrebbe una riduzione dell’ignoranza dell’elettorato, quindi anche un giudizio più saggio e, forse, meno pilotato dai politici.


giovedì, luglio 28, 2016

La Riforma Costituzionale in sintesi

La riforma costituzionale risponde a due esigenze che la maggioranza del Parlamento ha interesse, ossia:
  1. Riduzione della democrazia
  2. Populismo

Le persone che hanno a cuore la democrazia, possono facilmente capire che ridurre o eliminare la partecipazione al voto è una perdita della democrazia. 

Creare un sistema politico basato sulle nomine dall'alto delle varie istituzioni nazionali e locali era ed è un sogno dei leader politici, perché avrebbero un problema in meno, ossia rispondere periodicamente, durante la campagna elettorale, al popolo. 

Con questa riforma, che, oltre alla riforma del Senato, include anche la riforma Delrio sulle Province, si avrebbe un inferiore coinvolgimento del popolo e un’accentuazione del potere del governo, in particolar modo del partito di maggioranza, qualunque esso sia.

In altre parole, e solo per ricordare quello che è successo in Italia qualche anno fa, si avrebbero indirettamente dei podestà a livello provinciale e una Camera del Parlamento, il Senato, priva di reali ruoli di controllo e di indirizzo politico, salvo casi eccezionali.

In un colpo solo la classe politica di maggioranza avrebbe la possibilità di governare, bene o male che sia, senza enormi problemi e potrebbe nominare facilmente le varie cariche istituzionali.

Come anticipato, la riforma costituzionale risponde ad una forte domanda di populismo, che in pratica tutti i partiti politici vogliono dare una risposta a modo loro. 
Nel caso della maggioranza del PD il populismo si è trasformato in una serie di iniziative legislative, non sempre necessarie, ma “volute per il bene del popolo”, come appunto la stessa riforma della Costituzione, la quale è stata cambiata in più articoli per rispondere più ad una “politica populista” che altro. Basta pensare a:
  • riduzione del numero dei Senatori, che è richiesto per dare il contentino al popolo che non crede più nella politica e soprattutto ai politici;
  • modifica delle funzioni del Senato, proprio perché si vuole accettare il fatto che i senatori non fanno niente e che è meglio togliere nell'iter legislativo il Senato;
  • abolizione dei senatori a vita, tanto criticati da una parte del popolo perché, secondo loro, non fanno nulla;
  • aggiungere per iscritto che i membri del Parlamento hanno l’obbligo di partecipare alle sedute dell’Assemblea. Chiaro esempio in cui si vuole rispondere ad una sfiducia della classe politica.

Questi sono chiari esempi di come si è voluto fare una modifica della costituzione solo per prendere i voti del popolo, il quale non crede nella politica e che è facilmente influenzabile dagli slogan. Si tratta, comunque di un elettorato che non entra nel merito delle leggi piuttosto che dei veri cambiamenti che il nostro Paese possa avere, bensì è attratto soltanto dalla possibilità di ridurre i politici e relativi costi.



martedì, luglio 26, 2016

Prime riflessioni sulla Riforma Costituzionale

Dopo diversi mesi da quando è stata approvata dal Parlamento la riforma Costituzionale, ho cercato di informarmi il più possibile e leggere per conto mio il nuovo testo.

Le mie semplici deduzioni ad oggi sono che la riforma non è propria una riforma. Mi spiego meglio dicendo che non vedo dei passi in avanti tanto meno un processo di modernizzazione dello Stato. 
Gli articoli vengono cambiati più per un’esigenza politica piuttosto che da una necessità o per un bisogno del paese.

I promotori della riforma, come la stessa Boschi, sono persone di scarsa cultura costituzionale e persone che hanno seguito indicazioni dei salotti, piuttosto che del “salotto Nazareno”. 
Oltre a loro ci sono una miriade di follower che non hanno letto nulla e nemmeno hanno bisogno di leggere la Costituzione, in quanto partono dal presupposto che qualsiasi cosa faccia il loro leader, a loro Piace.

Solo per complicare la situazione, la riforma costituzionale deve essere accompagnata dalla riforma della legge elettorale altrimenti non troverebbe il giusto incastro legislativo, in particolar modo per l’elezione del nuovo Senato. 
Una legge elettorale, comunque, che presenta gli stessi vizi di costituzionalità del Porcellum, e allo stesso tempo, prevede gli stessi principi anti-democratici della riforma costituzionale. In pratica vanno veramente a braccetto le due riforme.


Una note di critica devo farla ai comitati del SI e del NO, in quanto il SI è rappresentato dal Partito Democratico, area di maggioranza, e dai partiti che appoggiano il governo. Invece, il comitato per il NO, sembra che faccia fatica ad avere uno spazio nei media, ma soprattutto ad interagire con i vari membri. 
Probabile ragione di debolezza del comitato per il NO, è legato alla varietà di soggetti appartenenti e dal fatto che il “potere” vuole il SI. 
Allo stesso tempo all'interno del NO ci sono vari soggetti politici, ai quali interessano le due riforme, perché nonostante riducono la democrazia, permette loro di raggiungere il potere e di gestirlo. 

Nessuno sa del resto chi avrà la meglio alle prossime politiche e i risultato delle ultime amministrative hanno sconvolto un po’ gli scenari.

venerdì, luglio 22, 2016

Monaco sotto attacco

Si tratta di qualcosa di incredibile
Una delle città più sicure e tranquille della Germania, oggi è stata "sotto attacco" da dei terroristi.
Dopo oltre 4 ore dall'attacco presso Olympia Einkaufszentrum non si hanno ancora notizie certe su quello che è successo.
Forse si trattano di 3 terroristi, non si sa se Isis oppure psicopatici o estrema destra e nemmeno quanti feriti e morti.
Si sa soltanto che la città non è più sicura. questo episodio ha dimostrato che non è sotto controllo e nemmeno la grande Germania è in grado di garantire la sicurezza.



la cosa che mi sorprende di più è che dietro ad oggi attentatore armato, c'è sempre qualcuno, che appostato per bene e pronto a filmare ogni suo movimento.

Secondo me la polizia tedesca sta prendendo tempo e rimane molto cauta nel dichiarare che si tratta di terrorismo islamico e molto cauta anche nel dichiarare il numero delle vittime.

Dopo quasi 4 ore non si hanno notizie certe e nemmeno alcuna dichiarazione dal governo centrale. Nessun intervento da parte della Merkel. Soltanto da parte della polizia di Monaco.

domenica, luglio 17, 2016

Scelta Civica, scelta sbagliata

Nel 2013 Mario Monti decide di candidarsi alle elezioni politiche del 24-25 Febbraio con un suo partito politico, appunto Scelta Civica.

In quelle elezioni il Senatore a vita, riuscì a prendere oltre il 9% dei voti, che gli hanno permesso anche di ottenere diverse poltrone in Parlamento.

Oggi Scelta Civica, a parte il fatto che ha un appeal sull'elettorato quasi nullo, vale forse meno del 1% a livello nazionale e la cosa che colpisce ancora di più, anche se siamo ormai abituati, è che di parlamentari di Lista Civica ormai non esistono più nessuno, sono quasi tutti migrati in altri partiti.

Notizia di questi giorni è che anche il senatore Zanetti è migrato verso un altro partito (Ala).

Andando sul sito della Camera dei Deputati, si può vedere che gli eletti erano inizialmente 37 e soltanto 15 sono rimasti in Scelta Civica.

Una migrazione verso partiti, che gli possono sicuramente garantire maggiore visibilità, ma soprattutto la possibilità di ricandidarsi, visto che alle prossime elezioni Scelta Civica nemmeno si presenterà, o almeno mi auguro.

Un progetto politico che è praticamente vicino alla fine e che ha tentato di portare una novità nella politica italiana in quanto era, o sarebbe dovuto essere, un partito di tecnici e che rappresentavano, proprio grazie al suo fondatore, la serietà e la possibilità per un rilancio del partito.
Purtroppo rappresentava una novità fatta di una classe politica/dirigente di un Italia che avremmo dovuto dimenticare.

A mio parere questa classe politica, rappresentata da Scelta Civica, doveva essere il target della rottamazione, invece, molti di loro sono entrati persino nel Partito Democratico.




lunedì, luglio 11, 2016

Titolo del blog

Per un paio di anni ho avuto la seguente frase come sottotitolo del mio blog

"L'ideologia credo ancora che ci sia, è il continuare ad affermare un pensiero, un suo perché, con la scusa di un contrasto che non c'è"

tratto da una meravigliosa canzone di Giorgio Gaber



Una canzone che fa molto riflettere e che è molto più attuale di quanto si possa pensare, in quanto è in continuo cambiamento la politica o meglio ancora la stessa ideologia di destra e sinistra.
Gaber la scrisse nel 1994 prima ancora che iniziasse la fine della vera politica e che in Italia iniziasse il berlusconismo e la politica dei movimenti populisti.
Una canzone che ha veramente anticipato la fine anche della filosofia politica e dell'intellighenzia di sinistra.
Questa canzone mette in evidenzia i veri "principi" politici dei due movimenti, i quali all'inizio degli anni 90 erano basati su simboli e non più su valori e reali principi ideologici.


domenica, luglio 10, 2016

Niente di piu 
si puo avere 
da questo mondo 
se non 
il mio stesso amore


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Un vento che imperversa le nostre colline
Sconvolge le nostre paure
Donando un grigio futuro