venerdì, maggio 27, 2016

Jimdo vs Wix

Per un progetto di un sito web, ho iniziato a guardarmi attorno in qualche piattaforma web che proponesse già un template, gratuito o a pagamento, che mi potesse permettere in brevissimo tempo di mettere in piedi un sito web, e di lavorare solo sui contenuti.
Ci sono diverse società che propongono dei template e quelli più pubblicizati, e che hanno anche una buona quota di mercato, che possa garantire anche una certa serietà sono Jimdo, Wix e Wordpress.
E' vero, ci sono anche altri, ma i principali, e soprattutto pubblicizzati anche in TV (qui in Germania) sono questi, o meglio Jimbo sta continuando da diversi mesi una campagna pubblicitaria sui media incredibile.

Intanto, rettifico leggermente quanto scritto, in quanto Wordpress può essere usato come sito web solo dietro a specifici template e sono abbastanza onerosi.

Comunque nella mia analisi mi sono orientato verso Wix e Jimbo. All'inizio ho subito pensato che ogni centisimo speso da parte di Jimbo per la pubblicità, fosse tutto a vantaggio di Wix perché vedevo su Jimbo diversi limiti, ma iniziandolo a usare, ho riconosciuto che è migliore per certi aspetti.
Di seguito cerco di riportare i pro e contro di ciascuna piattaforma, e scusate se è limitata...


Wix

  • E' molto più intuitivo e facile da usare
  • presenta molti template 
  • graficamente più accattivante e attrattivo
  • presenta pubblicità ingannevole, perché nel piano premium dice che è incluso anche Google Analytics (che per definizione è gratuito) e 75 eur Google Adwords (che sono indicati a livelo promozionale da Google) quindi non molto "onesto"
  • più caro
  • negozio online presente solo nel pacchetto più costoso , circa 194 euro all'anno
  • poco trasparente perché i prezzi indicati sono ad IVA esclusa
  • sottodominio gratuito per niente accettabile in quanto ti viene assegnato un link lunghissimo e rindondante
  • versione gratuita con annunci Wix
Jimbo
  • poco intuitivo e per niente user friendly
  • quando acquisisci una certa dimestichezza, inizia ad esserti intuitivo
  • pochi template e graficamente scarsi
  • molto economico
  • sottodominio gratuito e easy way
  • negozio online con l'abbonamento più economico (60 eur annui)
  • versione gratuita senza pubblicità di Jimbo, ma la tua puoi inserire
Alla fine per il mio progetto ho scelto Jimbo, addirittura la versione gratuita al momento, e lo consiglio anche se a livello di template non è il migliore.

Nel caso in cui voleste acquistare un pacchetto premium, di uno dei due provider, ricordatevi che ci sono periodicamente dei codici sconti. Cercate su google oppure anche su Retailmenot.

 

domenica, maggio 22, 2016

Guadagnare con Internet

Avevo già trattato quest'argomento su un altro post, ma con un punto di vista leggeremente diverso. In quel posto denunciavo superficialmente la spazzatura che esiste su internet per mano dei "fenomeni" del marketing.

In questo post voglio essere realistico e dire ai vari ben intenzionati che vorrebbero guadagnare con internet di trovarsi un vero lavoro, proprio perché internet non vi permette realmente di fare soldi.

Se non mi credete, potete sempre provare direttamente e smentirmi in un secondo momento.
Non è questione di essere principianti o professionisti, con la pubblicità su internet non si guadagna molto, nemmeno per pensare di sostituirlo ad un vero lavoro, soprattutto se si dispone di un blog.

Tutto un altro discorso è rivolto a chi fa B2B o B2C su internet. In questo caso si tratta di un vero proprio business e lavoro.

Nel caso di blogger, forse, con la pubblicità sul vostro sito web, riuscireste a coprire le spese del dominio o del sito web.

Per esperienza personale, dopo alcuni anni di monitoraggio posso dire che il guadagno tramite la pubblicità in web è di circa 1 eur ogni 1.000 visitatori.

 La mia analisi è fatta utilizzando come tools Google Adwords e Google Analytics.
Intanto preannuncio che scriverò un post dedicato ai due siti web perché, dal mio punto di vista sono un pochino inattendibili, ma tornando al "guadagno" ottenuto con dei blog, le mie statistiche da questi tool, stimano all'incirca 1 eur ogni 1.000 utenti/visitatori unici

Difficilmente una persona normale che ha un blog riesce ad avere oltre 1.000 visitatori al giorno, a meno che non tratti di argomenti ultra banali/futili oppure di politica da bar. In questi casi è probabile che abbia anche molti di più.
Nel caso di un "semplice" blogger è veramente difficile che superi oltre i 50.000 visitatori mensili, quindi 50 euro circa mensili.

Pertanto il mio invito a coloro che leggeranno questo post (veramente pochi...) è di non farsi false illusioni, internet può essere una risorsa se e solo se avete in mente un'idea di business concreto, e non sperare di diventare ricchi con la pubblicità con un banale blog/website.


Ovviamente nella statistica sono esclusi casi di auto click sui banner pubblicitari oppure diavolerie informatiche che vanno contro la policy di Google AdWords.

sabato, maggio 21, 2016

Siti internet che promuovono la Pubblicità in internet

Nei mesi passati ho fatto una serie di ricerche per poter ottenere dei numeri concreti, o semplici suggerimenti, in merito alla pubblicità in internet.
Mi sono ritrovato a leggere diversi siti web, in italiano piuttosto che in inglese e tedesco, e alla fine la mia deduzione è che questi siti, che nemmeno li elenco ma basta semplicemente cercarli tramite google e onestamente non voglio perderci nemmeno troppo tempo, sono vera fuffa.

Ebbene si. In molti lanciano il messaggio che è facile fare soldi, o addirittura diventare ricco con la pubblicità in internet, addirittura un sito web descriveva quanti soldi riusciva a fare in un mese ... circa 80K $.
Questi siti web, oltre ad essere fatti da veri cialtroni del marketing, basano la loro fortuna, sempre se riescono ad averna, sul fatto che vendono libri e/o newsletter proprio per conoscere "il segreto del loro successo" e sul fatto che milioni di persone cercano su internet e arrivando sul loro website, gli fanno guadagnare soldi tramite la pubblicità che loro hanno oppure su casi di affiliazione.

Quindi ti dicono come si guadagna su internet, ma il vero segreto per guadagnare su internet non è quello che loro scrivono, bensì quello di portare dei polli sul proprio website per farli cliccare sulla pubblicità.

Da questa esperienza ho capito che se uno vuole sapere quanti soldi si riesce a fare con la pubblicità su internet, beh .. deve fare un test personale e solo dopo puo' avere dei numeri precisi sui quali basare la propria analisi, e mai leggere o prendere sul serio la spazzatura che c'è su internet fatta dai "maghi" del marketing.



venerdì, maggio 20, 2016

Intervista di Bersani a Otto e Mezzo 19/05/16

Ho pensato a lungo in merito all'intervista di Pierluigi Bersani al programma Otto e Mezzo e devo riconoscere che alla fine Bersani è l'ultimo vero politico serio rimasto nel PD, perché è riuscito a parlare di vera politica con un modo ed uno stile che ormai non c'è più nel Partito Democratico.

Mi sono piaciuti alcuni punti della sua intervista, come quando ha parlato di un programma economico per il paese. Un tema assolutamente assente dal programma del governo, forse proprio perché non è possibile inserirlo in un tweet.

Inoltre anche la grande coerenza e serietà rivolta alla riforma costituzionale, dichiarando che potrebbe appoggiarla basta che non venga messo insieme a dei professori che smentiscono i veri costituzionalisti. Insomma in altre parole sostiene la riforma, ma non in modo renziano con dei cialtroni professori che colgono l'occasione per screditare chi veramente ha studiato e conosce la Costitituzione.

Alla fine anche un po' di tenerezza, quando dichiara che ormai è stato fatto fuori, anche dall'Unità.

A questo punto mi pongo queste domande:
  1. non è che questo processo di rottamazione non ha fatto altro che distruggere un modo di fare  politica, sostituendo con una estrema superficialità tipica della rete, dei renziani  e dei grillini??

  2. ci sono state delle implicite purghe o "deportazioni" in Siberia per coloro che non si riconoscono nella maggioranza, seppur lievemente imposta, dei singoli partiti o movimenti?

Le mie risposte sono implicite alla mia partecipazione alla politica.... 

Conflitto d'interesse all'Università di Brescia

Ho appena finito di leggere quanto riportato dal Il Fatto Quotidiano in merito alle elezioni del nuovo Rettore a Brescia.
Non mi stupisce tanto il conflitto d'interesse che può esserci, anche perché:
  • in Italia, soprattutto nel mondo dei baroni universitari, è la regola
  • è normale che professori universitari abbiamo altri incarichi fuori dall'Università
ma mi stupisce la presunzione di scrivere che stare nel CdA dell'Editoriale Bresciana, "la società “leader nel campo della comunicazione e dell’informazione a Brescia e provincia” proprietaria del Giornale di Brescia, delle tv locali Teletutto e Brescia Telenord, delle emittenti Radio Classica Bresciana e Radio Bresciasette, del portale Bresciaonline e delle concessionarie di pubblicità Numerica e Opq, network presente in Piemonte, Lombardia, Trentino ed Emilia Romagna" possa avere impatti nelle elezioni a Rettore.

Mi auguro che gli aventi diritto alle votazioni, considerano soprattutto il curriculum del professore Teodori e non possibili articoli o eventuali interviste in tali media, tantomeno articoli basati solo su screditare un candidato piuttosto che un altro.

Spero che possa vincere tali elezioni nel pieno rispetto delle regole e l'eventuale autosospensione, nel caso in cui decidesse di farlo fino alle elezioni, gli potrebbe fare soltanto onore.

Per esperienza diretta posso dire che il Professore Claudio Teodori era uno dei migliori professori presso la facoltà di Economia, sempre disponibile e chiaro nelle spiegazioni, ma soprattutto ha dimostrato di credere nell'Università e nei suoi studenti.

Con lui ho scritto la tesi nel 2003 e devo ammettere che è stata una bella esperienza seppur stressante.

lunedì, aprile 11, 2016

Referendum sulle Trivelle

Il prossimo week end si vota per il referendum sulle Trivelle, ormai così è chiamato questo referendum legato alle concessioni, che sono state date anni fa e che impattano solo quelle poche trivelle estrattrici entro le 12 miglia nautiche.

Il quesito referendario vorrebbe abrogare una norma introdotta lo scorso dicembre sulle legge di Stabilità, che permette alle aziende, che estraggono idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa, di continuare ad estrarre fino ad esaurimento delle risorse e non più fino al termine della concessione.

Dal mio punto di vista la norma introdotta lo scorso anno ha un presupposto, proprio quello di essere razionale, proprio perché è assolutamente irrazionale o stupido bloccare l'estrazione di idrocarburi solo perché terminato il contratto di concessione, in particolare modo quando queste risorse servono a rilanciare anche l'economia di alcune regioni.

Da sottolineare che solo un comma della legge è oggetto di referendum e non l'intera legge che venne fatta e votata anche dal PD a sostegno di alcune regioni, che posseggono idrocarburi come la Basilicata, quindi viene contestato solo una parte molto piccola della politica ambientale del governo.

A parte questo piccolo dettaglio, il mio punto di vista sul referendum è semplice: evento totalmente strumentalizzato da parte dell'opposizione e anche dall'opposizione interna del PD.

Le ragioni del SI, si possono smontare facilmente perché tale referendum non impatta minimamente la politica ambientale del governo e non rappresenta nemmeno un segnale verso una politica ecologista, direi che non c'entra proprio per nulla.
Se dovesse vincere il SI , non sarà più possibile estrarre le risorse naturali che l'Italia dispone dentro le 12 miglia e, considerando che le risorse energetiche che abbiamo sono molto rare e poche, lo trovo abbastanza stupido non approfittare, anche perché il SI non dice di bloccare subito o di non trivellare più sul mare, ma semplicemente di non rinnovare le concessioni.
Impatto e rischio ambientale? Direi lo stesso degli ultimi vent'anni, ossia nullo e se poi consideriamo
Ricordo che c'è già il divieto di non costruire nuove trivelle e le concessioni andranno fino a scadenza a prescindere dal risultato referendario, quindi che senso ha questo referendum??

Se invece faccio un'analisi di chi propone il SI, allora è diverso. Ho notato in questi mesi che ci sono tre categorie di persone per il SI:
a. popolo di opposizione tout court, a prescindere da tutto votano contro qualcosa
b. persone che vogliono distinguersi e farsi intellettuali e combattenti per l'ecologia per un paio di mesi
c. opposizione a Renzi

Considerando quanto scritto e tanto altro trovato in rete, il comitato per il SI non riesce a convincermi, ma soprattutto a esporre delle ragioni serie e non smontabili che possano riconoscere utile il voto.

 

domenica, aprile 10, 2016

Il QE - fase 2 colma un vuoto di politica economica

Post pubblicato su Gli Stati Generali il 11 mar, 2016


Ieri Mario Draghi ha sparato ancora, con il suo bazooka continua a sparare cartucce di miliardi di euro, e, proprio ieri, è arrivata la comunicazione ufficiale che il QE arriverà a 80 mld al mese e i tassi d'interesse scenderanno ulteriormente.
A differenze di quello che riportano molti quotidiani italiani, tale notizia era abbastanza attesa visto che nelle scorse settimane si parlava già di un ulteriore aiuto da parte della BCE sull'economia europea, e visto che la banca centrale può intervenire solo mettendo liquidità, era abbastanza scontato un rafforzamento del bazooka.
La sorpresa è stata soltanto sulla decisione che il denaro pubblico potrà essere usato per acquistare anche corporate bond, quindi non soltanto debito pubblico. Pertanto la BCE aiuterà anche le aziende non bancarie, sostenendo il funding e permettendo ai privati, ma soprattutto "all'economia reale", di avere risorse finanziare a tassi agevolati. Purtroppo nella conferenza di ieri non sono stati comunicati i dettagli di tale intervento, per esempio in termini di rating o settore produttivo (link: Decisioni di politica monetaria), ma si tratta di una mossa più razionale della precedente, oppure può essere letta come una sconfitta della precedente politica interventista, la quale prevedeva aiuti solo alle banche.
Comunque di contropartita Draghi ha ridotto mostruosamente il tasso d'interesse sui depositi presso la BCE, che per normativa sono obbligatori, e dalla settimana prossima iniziano a costare un bel -0,40% con una riduzione di 10 bps, che tradotto in altri termini, tale decisione serve per finanziare il funding pubblico, quindi con parole più semplici, saranno le banche che, pagando alla BCE, finanzieranno le imprese private a tassi agevolati.
Tutto questo interventismo è giustificato per aumentare l'inflazione, perché in Europa siamo in piena deflazione, e le stime riportano valori negativi nonostante un anno di QE.
Il grafico riporta la situazione dell'inflazione nell'area euro degli ultimi anni. In pratica dal 2010 siamo in piena crisi macroeconomica e, in particolar modo, negli ultimi anni siamo con il segno negativo (deflazione).
Inflation EU
Inflazione Euro Area
Per i classici economisti la deflazione è sinonimo di crisi economica, in quanto si tratta di riduzione della domanda di beni e servizi e, pertanto, di carente disponibilità finanziaria tra i consumatori.
L'effetto del QE e del nuovo intervento di Draghi sarà quello di continuare a falsare ulteriormente la situazione economica, generando un'inflazione tecnica, ma nascondendo la carente disponibilità economica delle famiglie e, nonostante il doping dei dati macroeconomici, non ci saranno reali e duraturi effetti economici se i singoli Paesi non si permettono di avere una seria politica economica.


E' anche vero che tale aiuto permette ai paesi come l'Italia di avere una boccata di ossigeno in termini finanziari, perché le imprese e le famiglie potranno far ricorso all'indebitamento a tassi d'interesse inferiori a quelli veri di mercato, con conseguenze positive sul mercato occupazionale e del debito pubblico, il quale è necessario per la sopravvivenza del Paese Italia.
Deve essere chiaro che il QE - fase 2, serve per colmare un vuoto di politica economica europea e per sostenere Paesi privi di un credibile piano industriale (e post), e non mi riferisco soltanto all'Italia, ma in generale ai PIIGS.
Un azione di tale portata, dal mio punto di vista, potrà avere effetti positivi a livello macroeconomico solo nel breve periodo, ma con effetti devastanti sulla situazione economico-finanziaria dell'Europa ed effetti speculativi, generando una volatilità sui vari mercati finanziari (vedi i prezzi delle azioni nelle ultime settimane), i quali non saranno facilmente controllabili.
In pratica si tratta di una dose eccessiva di morfina che viene data ad un morto; alla fine, se non avviene un miracolo, il morto è sempre morto.