La riforma costituzionale risponde a due esigenze che la
maggioranza del Parlamento ha interesse, ossia:
- Riduzione della democrazia
- Populismo
Le persone che hanno a cuore la democrazia, possono
facilmente capire che ridurre o eliminare la partecipazione al voto è una
perdita della democrazia.
Creare un sistema politico basato sulle nomine dall'alto
delle varie istituzioni nazionali e locali era ed è un sogno dei leader
politici, perché avrebbero un problema in meno, ossia rispondere
periodicamente, durante la campagna elettorale, al popolo.
Con questa riforma,
che, oltre alla riforma del Senato, include anche la riforma Delrio sulle
Province, si avrebbe un inferiore coinvolgimento del popolo e un’accentuazione
del potere del governo, in particolar modo del partito di maggioranza, qualunque esso sia.
In altre parole, e solo per ricordare quello che è successo
in Italia qualche anno fa, si avrebbero indirettamente dei podestà a livello
provinciale e una Camera del Parlamento, il Senato, priva di reali ruoli di
controllo e di indirizzo politico, salvo casi eccezionali.
In un colpo solo la classe politica di maggioranza avrebbe
la possibilità di governare, bene o male che sia, senza enormi problemi e
potrebbe nominare facilmente le varie cariche istituzionali.
Come anticipato, la riforma costituzionale risponde ad una
forte domanda di populismo, che in pratica tutti i partiti politici vogliono
dare una risposta a modo loro.
Nel caso della maggioranza del PD il populismo
si è trasformato in una serie di iniziative legislative, non sempre necessarie,
ma “volute per il bene del popolo”, come appunto la stessa riforma della Costituzione, la quale è stata cambiata in più articoli per rispondere più ad
una “politica populista” che altro. Basta pensare a:
- riduzione del numero dei Senatori, che è richiesto per dare il contentino al popolo che non crede più nella politica e soprattutto ai politici;
- modifica delle funzioni del Senato, proprio perché si vuole accettare il fatto che i senatori non fanno niente e che è meglio togliere nell'iter legislativo il Senato;
- abolizione dei senatori a vita, tanto criticati da una parte del popolo perché, secondo loro, non fanno nulla;
- aggiungere per iscritto che i membri del Parlamento hanno l’obbligo di partecipare alle sedute dell’Assemblea. Chiaro esempio in cui si vuole rispondere ad una sfiducia della classe politica.







