Ormai è passato quasi un anno da quando Renzi ha strappato Palazzo Chigi a Letta senza essere eletto dagli italiani e la cosa che mi ha colpito maggiormente non è stato quello che il suo governo ha fatto, anche perché non è che sia stata fatto così tanto, solo voti di fiducia e riforme orientate a ridurre la democrazia - come la riforma Delrio sulle province e la legge elettorale - piuttosto quello che politicamente è riuscito a fare.
Già in altri post ho trattato l'argomento della rottamazione, ma era solo l'inizio di una fase di rottamazione che stava portando, forse, un'aria nuova.
In questo post (e ne seguirà un altro) mi riferisco soprattutto a tutti quei compagni di partito che da un giorno all'altro sono diventati renziani, un cambiamento, in particolar modo da persone dalle quali non mi sarei mai aspettato, in quanto il loro cambiamento, dal mio punto di vista è stato giustificato da una questione di poltrone, visto che fino allo scorso dicembre (2013) erano di tutt'altro schieramento/mozione.
Mi ha sconvolto e stupito come così tante persone, per la poltrona, abbiano rinunciato alla dignità politica e quella personale, rinnegando tutto il loro passato e adattandosi alla nuova leadership proprio per avere nuove opportunità.
Se penso alla realtà politica bresciana, sia in Comune piuttosto che in Provincia di renziani ne sono nati parecchi, accettando, per la poltrona naturalmente, anche l'abolizione del diritto di voto delle stesse Province, facendosi semplicemente nominare.
Forse è normale, e sono io quello anormale che rimane coerente con i propri principi e valori e che non riesce a rivendersi al miglior offerente.
Oltre a questa valangata di riciclati, ci sono anche "le facce nuove", ossia quelle persone che sono state attratte dal vento rinnovatore e rottamatore di Renzi, come in pratica alcuni del governo (le veline) ma anche persone che nel territorio sono entrate a far parte dei circoli e si sono date da fare.
Queste nuove persone sicuramente rappresentano una grande energia vitale per il partito che hanno dato e stanno dimotrando una grande capacità, interesse e passione per la politica e che con la vecchia classe politica non hanno nulla da vedere.
L'unico dubbio che mi sorge in merito a queste "facce nuove" è se considerano il circolo PD, e la stessa avventura politica come un occasione per fare politica seriamente e, accettando anche la relativa gavetta, oppure vogliono cavalcare il momento per una rivincita politica visto il quasi azzeramento dei competitor politici, screditando il più possibile la generazione rottamabile.