È fallito anche il tentativo del presidente del Senato Marini. Avrebbe potuto mettere in piedi un governo provvisorio per fare almeno la riforma elettorale, invece.. fumata nera.
Non ci sono molte alternative, e il presidente Napolitano, a mio parere, ha il dovere istituzionale di sciogliere le camere e di far votare la prossima primavera, e saranno ricordate come le elezioni della disfatta del centrosinistra, del resto era segnato nel destino dell’Unione e di Prodi.
Non è fallito soltanto il tentativo di un altro governo di centrosinistra, ma è fallito anche il progetto del centrosinistra, il secondo tentativo di Prodi nel fare un governo con comunisti e democristiani. Il progetto di Prodi non poteva funzionare, e non solo a causa della legge elettorale che favoriva soltanto la logica partitica, ma anche per il fatto che c’erano troppe differenze nei vari partiti e troppe teste calde; non potevano convivere così tante culture diverse. Quando parlo di culture diverse mi riferisco a Rifondazione e Margherita piuttosto che ai DS, non sicuramente ai partiti unipersonali di Mastella, Di Pietro e Dini; in questi casi siamo di fronte a interessi circoscritti e logiche di potere. Tipica forma di politica che allontana la gente e che porta al disprezzo della classe politica.
Al posto di Prodi mi sentirei molto rammaricato, attapirato. È riuscito ad andare al governo nel 1996, per la prima volta, con una forza politica di stampo comunista e nel 2006 il suo tentativo riuscì nuovamente, ma come dieci anni prima non durò molto. La prima volta venne pugnalato da Bertinotti, ora da Mastella. Due uomini, due figure completamente diverse; mentre Bertinotti, che è stato messo saggiamente alla presidenza della Camera così non arrecava alcun disturbo al governo, proviene da un percorso politico completo e orientato alla tutela dei diritti dei lavoratori, Mastella proviene dalla frange più corrotta e mafiosa della DC, ha sempre seguito la politica del denaro e del potere, e non stupisce se fra qualche settimana ritornerà da Berlusconi.
Il progetto dell’Unione non potrà essere più presentato, non è più credibile e la scelta dei singoli partiti del centrosinistra dovrà essere orientata alla scelta meno peggiore, meno lesionista, ossia andare da soli. Veltroni, nei giorni scorsi si è pronunciato a tal modo e, considerando che le perderanno, la perdita sarà compensata da un buon risultato del Partito Democratico.
Bisognerà attendere la decisione del capo dello stato di questi giorni per capire meglio quali saranno le strategie dei partiti e quali sono stati veramente le strategie nascoste dei singoli partiti negli ultimi mesi, ossia se Mastella e Dini hanno incassato degli assegni sostanziosi da Berlusconi, come Di Gregorio, oppure avevano veramente problemi a convivere in quella coalizione.
martedì, febbraio 05, 2008
venerdì, febbraio 01, 2008
Tentativo disperato di Marini
L’ultima chance per il centro sinistra consiste nella “creazione” di un governo provvisorio, ma soprattutto di un governo che sappia dare vitalità alla coalizione e ai singoli partiti che ne fanno parte. Non ci sono tante speranze, ma l’Unione, non più unita, vuole un ultimo tentativo ed è riuscita ad ottenerlo dal suo presidente della repubblica.
Si tratterebbe comunque di un tentativo disperato, con poche possibilità di realizzazione. Infatti se si considerano i numeri al senato nemmeno Marini può far miracoli. Al senato non ci sono assolutamente i numeri nemmeno per un governo di un giorno; la maggioranza non c’era e non ci sarà nemmeno nei prossimi giorni quando si recherà per la fiducia con un programma tutto da rivedere o da inventare per conquistare qualche votarello.
Personalmente non riconosco nemmeno nel presidente del senato le capacità di leadership e organizzative per costituire un governo. Si tratta di un democristiano- sindacalizzato incallito che ha fatto enormemente fatica ad essere votato al Senato, figuriamoci al governo.
Considero anche che la nomina da parte del presidente Napoletano, seppur nel pieno rispetto della Costituzione, sia un atto politicamente impopolare e ingiusto. Di fatto mancano i numeri, quindi perché continuare su questa strada, a farsi del male; tale azione rende più esplicito il fatto che la politica viene a tavolino dai politici stessi. L’ideale sarebbe stato sciogliere il Parlamento e andare subito alle urne, magari, tecnicamente impossibile, fare un election day con il referendum sulla legge elettorale.
Bisogna considerare anche che con un governo “tecnico” ritorniamo alla menzogna e al mancato riconoscimento del esito elettorale, in quanto il paese si ritrova con un personaggio della vecchia classe politica non votato né attraverso le primarie dell’Unione né alle lezioni politiche. Con questa forzatura si crea una maggior sfiducia verso la politica e verso l’iniziativa “originale” delle primarie tanto amate e volute dal PD.
Si tratterebbe comunque di un tentativo disperato, con poche possibilità di realizzazione. Infatti se si considerano i numeri al senato nemmeno Marini può far miracoli. Al senato non ci sono assolutamente i numeri nemmeno per un governo di un giorno; la maggioranza non c’era e non ci sarà nemmeno nei prossimi giorni quando si recherà per la fiducia con un programma tutto da rivedere o da inventare per conquistare qualche votarello.
Personalmente non riconosco nemmeno nel presidente del senato le capacità di leadership e organizzative per costituire un governo. Si tratta di un democristiano- sindacalizzato incallito che ha fatto enormemente fatica ad essere votato al Senato, figuriamoci al governo.
Considero anche che la nomina da parte del presidente Napoletano, seppur nel pieno rispetto della Costituzione, sia un atto politicamente impopolare e ingiusto. Di fatto mancano i numeri, quindi perché continuare su questa strada, a farsi del male; tale azione rende più esplicito il fatto che la politica viene a tavolino dai politici stessi. L’ideale sarebbe stato sciogliere il Parlamento e andare subito alle urne, magari, tecnicamente impossibile, fare un election day con il referendum sulla legge elettorale.
Bisogna considerare anche che con un governo “tecnico” ritorniamo alla menzogna e al mancato riconoscimento del esito elettorale, in quanto il paese si ritrova con un personaggio della vecchia classe politica non votato né attraverso le primarie dell’Unione né alle lezioni politiche. Con questa forzatura si crea una maggior sfiducia verso la politica e verso l’iniziativa “originale” delle primarie tanto amate e volute dal PD.
mercoledì, gennaio 09, 2008
Can the price of oil have positive effects?
In these weeks oil price has grown up more, hitting $100 a barrel, and in the next days it’ll go up again. Besides we should consider the particular situation of American economy, and UE can obtain a strategic rule in the international policy, for example UE can start becoming leader in the international relationships, having a strategic rule in the Middle East and in UN.
The American economy is suffering, with the subprime crisis and real-estate market, it would need oxygen, instead oil price is stabbing it. This increase is reducing the prospective of growth and same industries are beginning to reduce the employers with devastate occupational effect.
The wars in Iraq, Afghanistan and Pakistan crisis don’t help the situation. China, India and other countries need oil and don’t have problem to pay so much. UE and USA must find other solution. For example the automotive sector has hit and the strategy of American companies would be change and they would start copying Japanese constructor, like Honda and Toyota, that make small-vehicle that permit to save fuel and money. European maker, like BMW, are investing in hybrid car with timid results, but they are changing their production and maybe next year solar panels can became a reality.
So, the increase of oil price could orient the people-attention about environmental problems and it can be a turning about daily consumers too.
The American economy is suffering, with the subprime crisis and real-estate market, it would need oxygen, instead oil price is stabbing it. This increase is reducing the prospective of growth and same industries are beginning to reduce the employers with devastate occupational effect.
The wars in Iraq, Afghanistan and Pakistan crisis don’t help the situation. China, India and other countries need oil and don’t have problem to pay so much. UE and USA must find other solution. For example the automotive sector has hit and the strategy of American companies would be change and they would start copying Japanese constructor, like Honda and Toyota, that make small-vehicle that permit to save fuel and money. European maker, like BMW, are investing in hybrid car with timid results, but they are changing their production and maybe next year solar panels can became a reality.
So, the increase of oil price could orient the people-attention about environmental problems and it can be a turning about daily consumers too.
mercoledì, gennaio 02, 2008
Le circoscrizioni del comune di Brescia
Sta prendendo avvio la riorganizzazione della macchina amministrativa del comune di Brescia.
Attualmente le circoscrizioni sono 9 che per una piccola città come Brescia sono tante; l’amministrazione Corsini ha dato avvio alla nuova zonizzazione del territorio cittadino in cinque, denominate provvisoriamente Centro, Sud, Nord, Est e Ovest e la riforma prevede l’allargamento della Circoscrizine del Centro Storico oltre i confini delle Mure Venete, con l’accorpameto di alcuni quartieri limitrofi, ossia Porta Milano, Porta Venezia, Crocifissa di Rosa; l’unificazione delle attuali prima e seconda Circoscrizione; l’unificazione delle attuali settima e ottava Circoscrizione; l’unificazione delle attuali terza e quarta Circoscrizione; l’unificazione delle attuali quinta e sesta Circoscrizione.La riforma dovrebbe consentire un rilancio degli organi decentrati attraverso il potenziamento e la riqualificazione delle loro funzioni, una semplificazione e una maggiore efficienza attraverso economie di scala.
Attualmente le circoscrizioni sono 9 che per una piccola città come Brescia sono tante; l’amministrazione Corsini ha dato avvio alla nuova zonizzazione del territorio cittadino in cinque, denominate provvisoriamente Centro, Sud, Nord, Est e Ovest e la riforma prevede l’allargamento della Circoscrizine del Centro Storico oltre i confini delle Mure Venete, con l’accorpameto di alcuni quartieri limitrofi, ossia Porta Milano, Porta Venezia, Crocifissa di Rosa; l’unificazione delle attuali prima e seconda Circoscrizione; l’unificazione delle attuali settima e ottava Circoscrizione; l’unificazione delle attuali terza e quarta Circoscrizione; l’unificazione delle attuali quinta e sesta Circoscrizione.La riforma dovrebbe consentire un rilancio degli organi decentrati attraverso il potenziamento e la riqualificazione delle loro funzioni, una semplificazione e una maggiore efficienza attraverso economie di scala.
Alitalia, toujours italien
Anche quest’anno nei questi giorni natalizi si parla delle solite cose: cenone di Natale, quello di capodanno, botti e Alitalia. Lasciamo stare i primi tre argomenti altrettanto importanti e andiamo a vedere cosa si dice in merito della nostra compagnia aerea. L’Alitalia è ormai da qualche anno sull’orlo della bancarotta e giustamente il governo ha deciso di chiudere il rubinetto dei soldi pubblici, proprio l’opposto di quello che fece Berlusconi, al quale spetta la nomina di Cimoli, l’a.d. che diede il colpo di grazia alla gestione finanziaria della compagnia.
Dopo un anno dall’inizio della cessione del pacchetto azionario del ministero è rimasta soltanto una società disposta a comprare l’Alitalia, Air France-KLM. Il governo ha dato il via libera alla cessione, dopo che lo stesso cda della compagnia aerea ha scelto Air France come partner anziché Air One, ma tutti si sono ribellati e sono previste manifestazioni a gennaio. I ribelli sono membri dell’opposizione, naturalmente, e i sindacati. In parte alcuni dell’opposizione hanno ragione e mi riferisco a coloro che sinceramente guardano agli interessi della Lombardia, proprio perché la compagnia francese ha intenzione di concentrare le rotte verso Fiumicino a scapito di Malpensa; ciò causerà una perdita enorme per il capitalismo lombardo, considerando sia il lato occupazionale, interno all’Alitalia e dell’indotto, sia gli investimenti legati al business lombardo, centro fiera Rho – Pero, Milano Expo 2015, aziende lombarde e turismo. Non si può nascondere anche una avversione politica legata alla solita Roma Ladrona.
Un altro fronte contrario alla cessione sono i sindacati, alcuni contrari alla cessione tout court altri contrari che vanga fatta alle condizioni dettate dai francesi. Si sa che i sindacati, per rafforzare il loro potere negoziale, sono contrari a tutto, attaccandosi anche alle cose più banali; in questo caso vedono ridotto di molto il loro potere perché dovranno avere a che fare con una cultura manageriale francese e non politicizzata, inoltre saranno previsti licenziamenti per ridurre la manodopera in eccesso. In questa categoria rientrano anche quei dipendenti assunti a Roma e in trasferta perenne a Milano, di coloro che sono stati assunti per effetto del clientelismo e di parassiti, tutti quanti a carico della società, intesa sia nel senso stretto, quindi Alitalia, sia nel senso allargato, ossia la società italiana.
Dopo un anno dall’inizio della cessione del pacchetto azionario del ministero è rimasta soltanto una società disposta a comprare l’Alitalia, Air France-KLM. Il governo ha dato il via libera alla cessione, dopo che lo stesso cda della compagnia aerea ha scelto Air France come partner anziché Air One, ma tutti si sono ribellati e sono previste manifestazioni a gennaio. I ribelli sono membri dell’opposizione, naturalmente, e i sindacati. In parte alcuni dell’opposizione hanno ragione e mi riferisco a coloro che sinceramente guardano agli interessi della Lombardia, proprio perché la compagnia francese ha intenzione di concentrare le rotte verso Fiumicino a scapito di Malpensa; ciò causerà una perdita enorme per il capitalismo lombardo, considerando sia il lato occupazionale, interno all’Alitalia e dell’indotto, sia gli investimenti legati al business lombardo, centro fiera Rho – Pero, Milano Expo 2015, aziende lombarde e turismo. Non si può nascondere anche una avversione politica legata alla solita Roma Ladrona.
Un altro fronte contrario alla cessione sono i sindacati, alcuni contrari alla cessione tout court altri contrari che vanga fatta alle condizioni dettate dai francesi. Si sa che i sindacati, per rafforzare il loro potere negoziale, sono contrari a tutto, attaccandosi anche alle cose più banali; in questo caso vedono ridotto di molto il loro potere perché dovranno avere a che fare con una cultura manageriale francese e non politicizzata, inoltre saranno previsti licenziamenti per ridurre la manodopera in eccesso. In questa categoria rientrano anche quei dipendenti assunti a Roma e in trasferta perenne a Milano, di coloro che sono stati assunti per effetto del clientelismo e di parassiti, tutti quanti a carico della società, intesa sia nel senso stretto, quindi Alitalia, sia nel senso allargato, ossia la società italiana.
mercoledì, novembre 28, 2007
Il terremoto del PD
Con la nascita del Partito Democratico c’è stato un vero e proprio terremoto nella politica italiana. Negli ultimi giorni anche Berlusconi ha fatto un nuovo partito: Partito del popolo delle libertà che poi non è altro che un restyling di Forza Italia. Questo ha generato un malcontento tra gli alleati del centro destra, perché si sono visti, in modo improvviso, una specie di scossa e voglia di rinnovamento che non si aspettavano. Berlusconi ha cercato di rilanciare la voglia di cambiamento come nel 1994 quando è sceso in campo, dimenticandosi però che non è più l’uomo nuovo e pulito dai giochetti politici; è stato sia al governo che all’opposizione, ha fatto i propri interessi sia in ambito giudiziario sia nel campo radiotelevisivo. Non bisogna dimenticare il fatto che è stato assolto da alcuni processi perché il reato è caduto in prescrizione tanto meno il fatto che nella propria schiera di parlamentari ci sono moti che sono indagati per vari reati di natura penale.
Per quanto riguarda Berlusconi e le televisioni devo ricordare il caso dei decoder del digitale terrestre che ha avvantaggiato l’azienda produttrice, e il fratello Paolo ne era azionista, il gruppo Mediaset con i vari canali digitali di Mediaset Premium e il caso di Rai-Mediaset che proprio negli ultimi giorni sta affiorando una verità scontata tra i giornalisti politicizzati delle due reti.
Ma torniamo sul terremoto del Pd, Forza Italia si sta rinnovando con i circoli della Brambilla, in lotta con i circoli di Dell’Utri; Fini e Casini hanno paura di perdere qualche voto e parlamentare, tanto che si sono subito infuriati e hanno quasi chiuso la porta in faccia alla proposta di un unico partito nel centro destra, vogliono la loro autonomia dal leader per definizioni quale è Berlusconi.
Nel centro sinistra è accaduto qualcosa del genere nei mesi scorsi con l’uscita da DS di una fetta di militanti che stanno cercando di fare qualcosa nella cosiddetta “cosa rossa” con Rifondazione, Verdi e correntone DS.
Ora bisogna aspettare e vedere cosa faranno nei prossimi mesi, credo che difficilmente ci sarà un’aggregazione dei partiti che sappia replicare quella del Pd in quanto sembra che l’intenzione dei partiti sia quella di fare una legge elettorale di tipo proporzionale che mira alla frammentazione partitica. Se non sarà gestito bene dal neo segretario Veltroni lo stesso Pd sarà un flop.
Per quanto riguarda Berlusconi e le televisioni devo ricordare il caso dei decoder del digitale terrestre che ha avvantaggiato l’azienda produttrice, e il fratello Paolo ne era azionista, il gruppo Mediaset con i vari canali digitali di Mediaset Premium e il caso di Rai-Mediaset che proprio negli ultimi giorni sta affiorando una verità scontata tra i giornalisti politicizzati delle due reti.
Ma torniamo sul terremoto del Pd, Forza Italia si sta rinnovando con i circoli della Brambilla, in lotta con i circoli di Dell’Utri; Fini e Casini hanno paura di perdere qualche voto e parlamentare, tanto che si sono subito infuriati e hanno quasi chiuso la porta in faccia alla proposta di un unico partito nel centro destra, vogliono la loro autonomia dal leader per definizioni quale è Berlusconi.
Nel centro sinistra è accaduto qualcosa del genere nei mesi scorsi con l’uscita da DS di una fetta di militanti che stanno cercando di fare qualcosa nella cosiddetta “cosa rossa” con Rifondazione, Verdi e correntone DS.
Ora bisogna aspettare e vedere cosa faranno nei prossimi mesi, credo che difficilmente ci sarà un’aggregazione dei partiti che sappia replicare quella del Pd in quanto sembra che l’intenzione dei partiti sia quella di fare una legge elettorale di tipo proporzionale che mira alla frammentazione partitica. Se non sarà gestito bene dal neo segretario Veltroni lo stesso Pd sarà un flop.
lunedì, novembre 19, 2007
Biofuels: crime against humanity
Last Monday Bob Dineen, president of the Washington-based Renewable fuels Association, meet Ban Ki-moon, UN Secretary General, in order to review the claims made by Mr Ziegler last August.
Ziegler said that the biofuels is a crime against humanity because there are a lot of people that die every day and rich countries want utilizes food for cars. Also Fidel Castro is against and he said that “is a sinister idea to transform food into fuel”.
Mr. Ban Ki-moon don’t say anything, but at same time he was not against the biofuels.
The are supporter of the biofuels because is one way to reduce the demand of oil and to reduce the pollution, but there is the risk that the market price of corn and soybeans increase and same countries, Africa and Asia, can’t buy.
Brazil are investing to ethanol plant and the plan of the government is to launch the sugar cane industry to the detriment of oil, and all useful to develop of the country
Ziegler said that the biofuels is a crime against humanity because there are a lot of people that die every day and rich countries want utilizes food for cars. Also Fidel Castro is against and he said that “is a sinister idea to transform food into fuel”.
Mr. Ban Ki-moon don’t say anything, but at same time he was not against the biofuels.
The are supporter of the biofuels because is one way to reduce the demand of oil and to reduce the pollution, but there is the risk that the market price of corn and soybeans increase and same countries, Africa and Asia, can’t buy.
Brazil are investing to ethanol plant and the plan of the government is to launch the sugar cane industry to the detriment of oil, and all useful to develop of the country
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