lunedì, novembre 19, 2007

Bhutto and delicate Pakistan

the situation in Pakistan is really delicate. Private and some international television broadcast have been blacked out, public protests have been banned and several Supreme Court judges dismissed.
The fragile democracy was hit by Gen. Musharraf last month when Benazir Bhutto decided to come back in Pakistan.
She returned from eight years in exile after reaching a deal with Gen. Musharraf to help guide the country toward civilian rule.
Maybe in January will be new election and the General is fear of the future results and the decision of election is the direct consequence of the pressure of US government and UN. But without Supreme Court judges and without the freedom for the people will not chance for free and fair elections.

domenica, novembre 11, 2007

Tagli delle spese del governo e il buon Mastellone

Con la finanziaria approvata venerdì al Senato il governo ha deciso di tagliare il numero dei ministri (al massimo dovranno essere 12) e il numero dei “collaboratori”, ossia vice ministri e sottosegretari (che dovranno essere al massimo 60 persone). È stato un grande passo, anche se abbinare una riforma del genere alla legge finanziaria 2008 non ha molto senso, come non ha senso rinviare il tutto al prossimo governo che si formerà.
La riforma, trattandosi di una legge parlamentare, potrà essere modificata facilmente dal prossimo governo, il quale attraverso un decreto oppure attraverso la propria maggioranza potrà incrementare il numero di “parassiti” politici. La riforma, a mio avviso, doveva essere abbinata ad una modifica della struttura organizzativa del governo e delle altre istituzioni (Camera e Senato) quindi attraverso una riforma strutturata della Costituzione.
È vero che il Governo deve risparmiare dei soldi, ma la riforma doveva guardare allo snellimento della macchina governativa.
Comunque, a parte questo, il buon Mastella ha messo in crisi ancora una volta la maggioranza. Vota la legge, ma tiene stretta la sua poltrona e quella dei suoi bravi.
Dice addirittura che l’unico partito della coalizione che dovrà “fare la dieta” dovrà essere il Partito Democratico.
In altre parole il primo partito della coalizione si deve sottomettere ad un partitino di poco più di 4% di voti e con un leader massonico.
E poi viene detto che il governo agisce sotto ricatto della sinistra comunista, il ricattatore, invece, è proprio Mastella che vuole mangiare più di tutti.

sabato, ottobre 27, 2007

Risultati Primarie città di Brescia

Più di 3 milioni di italiani il 14 ottobre sono andati a votare alle Primarie della segreteria del Partito Democratico. E' stato il primo passo per la costituzione del PD e attraverso le Primarie sono stati eletti anche i membri dell'assemblea costituente nazionale e regionale.
I risultati nella città di Brescia per il Nazionale sono i seguenti:

Nazionale
Collegio 25

Votanti 4.958
Democratici Lombardi per Veltroni 2.175
A Sinistra per Veltroni 954
I Democratici per Letta 630
Con Rosy Bindi 1.041
Schede Bianche/Nulle 158
Collegio 24

Democratici Lombardi per Veltroni 2.413
A Sinistra per Veltroni 728
I Democratici per Letta 923
Con Rosy Bindi 1.361
Schede Bianche/Nulle 177


Per un totale di votanti di 10.515

I risultati nella città di Brescia per il Regionale sono i seguenti:
Collegio 25

Democratici Lombardi per Veltroni-Martina 2.857
A Sinistra per Martina 500
Progetto Lombardia per Martina 258
Con Rosy Bindi e Sarfatti 1.214
Schede Bianche/Nulle 130

Collegio 24

Democratici Lombardi per Veltroni-Martina 2.867
A Sinistra per Martina 511
Progetto Lombardia per Martina 542
Con Rosy Bindi e Sarfatti 1.442
Schede Bianche/Nulle 193

Per un totale di votanti di 10.514


sabato, settembre 15, 2007

Ancora ricatti

È assurdo come la sinistra sia in continua lotta con se stessa. Vive in un dilemma interpersonale (se vediamo come se fosse una persona). È sempre alla ricerca dello scontro tra le diverse anime che la compongono.
Dopo il congresso dei Democratici di Sinistra della scorsa primavera, dove c’è stata la spaccatura e la nascita dell’ennesimo partitino (Sinistra Democratica), il partito, sia a livello locale che nazionale, ha continuato a dibattere sugli stessi argomenti, primarie DPEF, welfare state e poltrone nel Partito Democratico. Non ci è voluto molto per capire che la posta in palio, direzione del nuovo e vecchio PD, è alta. Così è scattata la candidatura di Veltroni seguita da altri personaggi carismatici della Margherita. La lotta interna non è finita qui, ma è proseguita con la costituzione delle liste all’interno dei vari candidati alle primarie.
Per esempio a Brescia ci sono due anime-liste che sostengono Veltroni il 14 ottobre. La lista Sinistra per Veltroni e Democratici per Veltroni. Entrambi, comunque in corsa per una qualche poltrona e per aumentare la propria visibilità e potere negoziale all’interno del futuro partito. Due anime in lotta per dire la stessa cosa, perché poi, come accade sempre, la divisione delle poltrone in qualunque posto avviene considerando le quote. La distribuzione dei balocchi avviene per quote, che saranno rosa, rosse, verdi, azzurre. Ognuna quota indica, non tanto il rispetto di particolari forme di espressione politiche, bensì di restrizioni e ricatti.

lunedì, agosto 06, 2007

Il caso Mele

Da qualche giorno a questa parte si discute del deputato Mele, eletto nella schiera del UDC, per la sua avventura in albergo con due prostitute e cocaina. È indagato per possesso e spaccio di droga e per ultimo anche per mancato soccorso alla prostituta che è stata male a causa della cocaina, che è stato proprio il deputato a portarla nella stanza dell’albergo.
Non si discute del fatto che un esponente democristiano, membro del primo partito moralista in Italia, si diverta quando è in trasferta a Roma; non si discute nemmeno che magari questo deputato alla Camera abbia sempre votato contro le case chiuse, contro la legalizzazione delle droghe leggere e contro i DICO.
Non si discute che nel Parlamento, dopo il servizio delle IENE, dello scorso anno, gira parecchia droga e nemmeno che magari l’albergo era a carico dello Stato, dato che era in “trasferta” per lavoro il povero onorevole Mele.
Non si discute nemmeno che lui, come l’UDC, politicamente sia stato sempre a favore delle radici cristiane e a sostegno della famiglia, forse a casa sua ha una versione del Vangelo che dice di andare tranquillamente con prostitute e tirare di coca.
Sarà che di balle questi parlamentari raccontano parecchio e che, con il culo seduto sulla poltrona, impongono dogmi che nemmeno loro condividono.

martedì, luglio 03, 2007

Discorso Walter Veltroni

Riporto un estratto del discorso di Walter Veltroni in occasione della candidatura a leader del Partito Democratico.

Fare un'Italia nuova. E' questa la ragione, la missione, il senso del Partito democratico. Riunire l'Italia, farla sentire di nuovo una grande nazione, cosciente e orgogliosa di sé. Unire gli italiani, unire ciò che oggi viene contrapposto: Nord e Sud, giovani e anziani, operai e lavoratori autonomi. Ridare speranza ai nuovi italiani, ai ragazzi di questo Paese convinti, per la prima volta dal dopoguerra, che il futuro faccia paura, che il loro destino sia l'insicurezza sociale e personale. Per questo nasce il Partito democratico. Che si chiamerà così. A indicare un'identità che si definisce con la più grande conquista del Novecento: la coscienza che le comunità umane possono esistere e convivere solo con la libertà individuale e collettiva, con la piena libertà delle idee e la libertà di intraprendere. Con la libertà intrecciata alla giustizia sociale e all'irrinunciabile tensione all'uguaglianza degli individui, che oggi vuol dire garanzia delle stesse opportunità per ognuno. Il Partito democratico, il partito di chi crede che la crescita economica e l'equa ripartizione della ricchezza non siano obiettivi in conflitto, e che senza l'una non vi potrà essere l'altra. Il Partito democratico, il partito dell'innovazione, del cambiamento realistico e radicale, della sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra, che paralizzano il nostro Paese. ……
Il Partito democratico, un partito che nasce dalla confluenza di grandi storie politiche, culturali, umane. Che nasce avendo dentro di sé l'eredità di quelle formazioni che hanno restituito la libertà agli italiani, di quelle donne e di quegli uomini che hanno pagato con il carcere e con la propria vita il sogno di dare ad altri la libertà perduta. Quelle formazioni che hanno fatto crescere l'Italia e gli italiani, che hanno portato il nostro Paese a trasformarsi da una comunità sconfitta a una delle nazioni che siedono a pieno titolo al tavolo dei grandi della Terra: quanta strada è stata fatta, da quando Alcide De Gasperi, alla Conferenza di Pace di Parigi, si rivolgeva al mondo che lo ascoltava dicendo: "Tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me". Quelle formazioni che hanno combattuto il terrorismo e l'hanno sconfitto. …….

Il Partito democratico, un partito aperto che si propone, perché vuole e ne ha bisogno, di affascinare quei milioni di italiani che credono nei valori dell'innovazione, del talento, del merito, delle pari opportunità. Quei milioni di italiani che nelle imprese, negli uffici e nelle fabbriche dove lavorano, nelle scuole dove insegnano, sentono di voler fare qualcosa per il loro Paese, per i loro figli. Quei milioni di italiani che si impegnano nel volontariato, che fanno vivere esperienze quotidiane e concrete di solidarietà. Quei milioni di italiani che trovano la politica chiusa, e che se provano ad avvicinarsi ad essa è più facile che si imbattano nella richiesta di aderire ad una corrente o ad un gruppo di potere, piuttosto che a un'idea, ad un progetto. …….

Da persona che ama il suo Paese e pensa che il destino dell'Italia venga davvero prima di ogni altra ragione o considerazione particolare. Guardo il mio Paese e se vedo segni di profondi cambiamenti, vedo anche indizi di un declino possibile: la precarietà, appunto. E poi l'invecchiamento della popolazione, la scarsa istruzione, la debolezza della ricerca, l'inefficienza di molti servizi collettivi, un sistema fiscale in cui convivono sacche di evasione ed una pressione troppo alta. Vedo la tendenza all'illegalità diffusa, a rifugiarsi in difese corporative o in settori di rendita, a difendere con le unghie e con i denti grandi e piccoli privilegi, a evitare ogni possibile apertura alla concorrenza. ……



Il Partito democratico dovrà saper corrispondere alle nuove domande. Al bisogno di libertà e di fluidità sociale di ceti sempre più mobili, coniugando queste esigenze con la ragione della sua stessa esistenza, e cioè la costruzione di una società in cui le capacità di ciascuno possano essere messe alla prova indipendentemente dalle condizioni di partenza. Di una società che "si prenda carico", che non sia cinica o egoista, che si ponga il problema che l'Istat ci ha appena detto essere intatto: la distanza tra chi sta molto bene e chi sta molto male, in Italia, non accenna a diminuire.